Pubblicità Progresso, dal sito Puntosudite.it, ha deciso di lanciare il suo messaggio contro la disparità di salario tra lavoratori e lavoratrici, che in Italia guadagnano fino al 30% in meno dei colleghi uomini. Nel video una telecamera nascosta riprende un colloquio di lavoro dove è preferito un uomo a una donna, per la quale si considera “troppo alta” la richiesta economica, pur essendo la stessa espressa dal candidato maschio. Il messaggio finale dello spot è “Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il suo giusto valore”. L’immagine per la campagna stampa mostra una donna che tiene in mano una banconota da 10 euro sulla quale è però segnato che ne valgono 7.
https://www.youtube.com/watch?v=6vOJIenX-Yo
Il comunicato stampa pubblicato sul sito “puntosudite.it“. Se si vuole parlare seriamente di parità di genere, dobbiamo cercare di eliminare ogni forma di discriminazione. Ecco perché la seconda fase della campagna di Pubblicità Progresso dedicata a questo tema è stata incentrata sulla disparità di salario tra uomo e donna che, secondo la media italiana, arriva a raggiungere punte del 30%, mentre 1 donna su 4 abbandona il lavoro dopo il primo figlio.
Se la prima fase della campagna sollevava il problema della discriminazione sessuale, nella seconda fase viene denunciato un atteggiamento altrettanto discriminatorio riguardo al salario da parte di head hunter e datori di lavoro. Sia lo spot che il video che la campagna stampa utilizzano una creatività brillante, semplice ed efficace per ricordare che bisogna dare al lavoro delle donne il suo giusto valore. Lo spot è stato girato durante alcuni colloqui di lavoro, attraverso le telecamere nascoste tipiche di alcune inchieste televisive.

(puntosudite.it/it/la-campagna)
L’attrice coinvolta nel progetto si è presentata ai colloqui interpretando il ruolo di una donna e poi, accuratamente truccata, quello di un uomo. Entrambi interessati alla posizione offerta, con lo stesso background di studi e di esperienze, ma di sesso diverso. Interrogati su formazione ed esperienza lavorativa pregressa i due candidati danno le stesse risposte. Al momento di chiarire le aspettative economiche però, nonostante fossero la stessa persona e avessero proposto la medesima cifra, il selezionatore si è dichiarato disponibile ad accettare la richiesta di retribuzione del candidato uomo, trovando invece eccessiva la richiesta della donna. Lo sguardo sorpreso e irritato della donna, che da solo vale l’intero film, sottolinea con rimarchevole evidenza l’ingiustizia che le donne subiscono frequentemente in ambito professionale.
Chiaro e diretto il messaggio finale: “Essere una donna è ancora un mestiere complicato. Diamogli il giusto valore”. L’obiettivo della campagna è quello di sensibilizzare e ottenere la partecipazione attiva di tutti, in modo che la professionalità delle donne venga riconosciuta e valorizzata in termini di maggiore rispetto, stima e opportunità.
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