L’Eurozona raggiunge un accordo ed evita la Grexit. Dopo una maratona negoziale di 17 ore, i leader trovano il modo di raggiungere un’intesa sul terzo salvataggio della Grecia, che nella notte sembrava impossibile. Alla fine, la volontà di tenere unita Eurolandia ha prevalso, anche se l’ok ad aprire il negoziato sugli 82-86 miliardi di euro di aiuti Esm è pieno di condizioni, non è ancora definitivo, e l’ultima parola arriverà a fine settimana. Ma cos’è cambiato rispetto alla proposta di Tsipras dello scorso 25 giugno?

(openeurope.org.uk)
Per ricostruire la fiducia, completamente minata dopo il referendum, l’Eurozona ha chiesto ad Atene di dare prova di responsabilità ed approvare alcune riforme entro mercoledì, tra cui pensioni, Iva, adozione del Codice di Procedura Civile, direttiva sul salvataggio delle banche. Mercoledì un nuovo Eurogruppo si riunirà per valutare l’impegno di Atene, ma nel frattempo, quei Paesi che devono sottoporre l’accordo ai loro Parlamenti convocheranno i deputati, ed entro la fine della settimana si dovrebbe arrivare al via libera definitivo.
Le condizioni dell’accordo sono dure, ma il presidente della Commissione Jean Claude Juncker dice che “non ci sono né vincitori né vinti” e l’accordo non è “né umiliate per i greci, e né gli altri europei perderanno la faccia, è un tipico accordo europeo”. Questo anche grazie al grande lavoro negoziale fatto nella notte, che ha cambiato molto il documento approdato sul tavolo dell’Eurosummit, redatto dall’Eurogruppo. Nella notte, nonostante qualche piccola-grande tensione, Tsipras aveva accettato tutte le condizioni, dall’anticipo delle riforme al rafforzamento di tutte le misure, incluso il reintegro dei licenziamenti collettivi e il ritorno della Troika ad Atene.
Alla fine, Tsipras aveva anche ceduto sul coinvolgimento del Fmi nel nuovo piano. Tsipras resisteva sull’idea, tedesca, di creare un fondo dove trasferire asset dello stato a garanzia del debito, in Lussemburgo. “Sono stato deciso nel dire che se vuoi fare un fondo con i beni che vengono dalla Grecia non puoi pensare di metterlo in Lussemburgo perchè sarebbe stata un’umiliazione”, ha detto il premier Renzi. Il fondo resta, ma avrà base in Grecia, avrà una dotazione fino a 50 miliardi, andrà ad abbattere il debito e servirà a ricapitalizzare le banche. Ma sarà gestito dai greci, in collaborazione con le istituzioni. Tsipras è soddisfatto anche del risultato sul debito: gli concedono di rivederne la sostenibilità una volta che saranno attuate tutte le misure.
La bozza proposta dalla Ue, dalla Fmi e dalla Bce alla Grecia il 25 giugno scorso. La proposta prevedeva un aumento Iva, più tasse a isole ed armatori, riforma pensioni e mercato del lavoro e il taglio ai fondi destinati alla difesa. L’ultima tranche del secondo piano salvataggio greco, inoltre, prevedeva aiuti per 7,2 miliardi. Quel giorno, però, Tsipras si è alzato dal tavolo dei negoziati, chiudendo le trattative ed indicendo il referendum del 5 luglio, nel quale ha vinto l’OXI, il no all’austerity imposta dalla Ue. Dopo il risultato greco l’Europa si è trovata spiazzata e, fino a questa mattina la tensione era palese. Ieri notte, durante l’Eurosummit, il premier greco Alexis Tsipras si è tolto la giacca e porgendola ha detto: “Prendete anche questa”. Duro l’attacco di Yanis Varoufakis, oggi pomeriggio all’Eurogruppo: (ndr, Tsipras) è totalmente soggiogato dalla Germania, spiega in un’intervista, “è un’orchestra diretta dal ministro Schauble”. “E l’Eurogruppo – prosegue – non è previsto da alcun trattato, ma ha il grande potere di determinare la vita degli europei, di decidere su questioni quasi di vita o di morte”.
La bozza proposta il 10 luglio dal premier greco, Alexis Tsipras, all’Europa: si tratta di una proposta identica a quella del 25 giugno, che prevede un aumento Iva, più tasse a isole ed armatori (escluse le isole più povere), la riforma pensioni e mercato del lavoro, il taglio alla difesa (ndr, minori rispetto alla prima proposta). Per il terzo piano di salvataggio, però, Tsipras ha chiesto 82-86 miliardi di euro, non 7,2. In questo modo, con il risultato del referendum greco i paesi europei nutrivano forti dubbio sulla fiducia da dare alla Grecia e per questa ragione hanno inserito altre condizioni che sembrerebbe abbiano portato alla chiusura di un accordo peggiore di quello del 25 giugno, che prevede le stesse riforme aggiungendo anche l’adozione del Codice cdi Procedura civile.
Così si è arrivati all’accordo del 13 luglio sul terzo piano di salvataggio. Affinché la Grecia ottenga un pacchetto di aiuti in tre anni tra gli 82 e gli 86 miliardi, l’accordo raggiunto in seno all’Eurosummit prevede:
– che entro il 15 luglio la Grecia proceda alla razionalizzazione del sistema dell’Iva e all’ampliamento della base imponibile; all’approvazione di misure per migliorare la sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico; alla salvaguardia della piane indipendenza giuridica dell’ELSTAT (che è la corrispondente greca dell’Istat italiana); all’attuazione delle disposizioni previste dal Patto di Stabilità con l’introduzione di clausole di salvaguardia in caso di deviazione dagli obiettivi di avanza primario.
– Che entro il 22 luglio la Grecia adotti il Codice di Procedura civile, che è una profonda revisione delle procedure e le modalità per il sistema di giustizia civile e può accelerare i processi giudiziari e ridurre significativamente i costi; recepisca la direttiva sulla risoluzione delle banche che disciplina i fallimenti con l’aiuto della Commissione europea.
Cliccare qui per leggere in inglese il resoconto dell’Eurosummit nel corso del quale è stato trovato l’accordo con la Grecia.
Cliccare qui per leggere in inglese la proposta greca alla Ue dello scorso 25 giugno.
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