12 Luglio 2015

Cinema, “I primi saranno gli ultimi”: documentario sugli ultimi testimoni della Guerra civile spagnola

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(Un articolo di Francesco Carabelli per “storiadeifilm.it“) – No, nessuna intenzione di ribaltare uno dei più sovversivi passaggi del Vangelo. È soltanto il titolo di un progetto, un documentario sugli ultimi testimoni della guerra di Spagna.

(iprimisarannogliultimi.wordpress.com)

(iprimisarannogliultimi.wordpress.com)

“Ma perché ce ne sono ancora vivi?” ci chiedono tutti. “Sì” è la risposta, “noi ne abbiamo trovati tre”. Si chiamano Vicente e Joseph Almudever e Antoine Pinol, hanno rispettivamente 96, 98 e 100 anni e sono tra gli ultimi, non più di una decina, che restano sparsi nel mondo. Vivono nei pressi di Tolosa e il Consorzio Sperimentale Immagine li sta incontrando in questo weekend.

Quindi sono gli ultimi, ma sono anche stati i primi. A un certo punto si sono resi conto che i tre uomini, quasi centenari, che stavamo per andare ad incontrare erano stati tra i primi ad entrare nel conflitto della Guerra civile spagnola. Lo hanno fatto da giovanissimi, come volontari, sempre in prima fila. La loro sfrontatezza nell’affrontare la morte non avrebbe fatto presagire una vita così lunga e, invece, sono ancora qui. Sono gli ultimi testimoni diretti dei combattenti volontari di quella guerra spietata che tra il 1936 e il 1939 ha anticipato la II guerra mondiale e l’aggressione fascista al resto del mondo.

“Per noi – spiegano gli autori di questo documentario -, incontrarli è un modo di metterci al cospetto della grande storia, di ascoltare da voce umana di testimoni diretti i ricordi di uno dei momenti più tragici e nobili allo stesso tempo, della recente storia mondiale. Migliaia di uomini e donne hanno lasciato le loro case da ogni parte del mondo per andare a combattere per un ideale, per la libertà, per la giustizia sociale, contro l’oscurantismo fascista e clericale. E’ anche un modo per interrogarci sul valore umano di quel gesto, sul senso che prende una vita quando si è disposti a perderla per un’idea di società”.

Ma non è finita qui. Durante le ricerche è stata scoperta un’altra storia straordinaria. A Napoli vive ancora una coppia, fratello e sorella, Ada e Aurelio Grossi, protagonisti di una storia ai limiti dell’incredibile. La loro famiglia, socialista, emigra, per sfuggire alla repressione da Napoli alla volta dell’Argentina e da qui, allo scoppio della guerra spagnola, verso la Spagna. Il padre, Carmine Cesare Grossi, e la figlia Ada mettono su una radio, “Radio Spagna Libera“, che si rivolge sia ai combattenti sia agli ascoltatori del resto d’Europa per… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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