L’imprenditore luinese Gianfranco Cipriano era stato accusato di truffa aggravata nei confronti dello Stato e come se non bastasse, lo scorso febbraio, era stato protagonista in negativo di una puntata di Quinta Colonna. Giovedì, però, in Tribunale a Varese il giudice, la dottoressa Anna Giorgetti, ha dichiarato, in riferimento all’articolo 425 della procedura penale, di non dover procedere nei confronti dell’imputato perchè il fatto non sussiste. L’avvocato di Cipriano, Paolo Bossi ha dichiarato: “Esposto alla gogna mediatica”.

Nessuna truffa allo Stato per Gianfranco Cipriano, “il fatto non sussiste”
Falso invalido? Finto cieco? “Niente truffa allo stato, Cipriano è ipovedente”. Giovedì, il giudice delle udienze preliminari del Tribunale di Varese, la dottoressa Anna Giorgetti, ha chiuso il caso che riguardava Gianfranco Cipriano, con riferimento all’articolo 425 di procedura penale. L’imprenditore, anche attivista grillino nel luinese, difeso dall’avvocato Paolo Bossi, è stato assolto con formula piena: precisamente il gup ha disposto il “non luogo a procedere” nei suoi confronti. L’accusa a suo carico non regge e non è nemmeno necessario un processo, che era stato chiesto invece dal pm in udienza. La vicenda era iniziata nel 2013 e la Guardia di Finanza di Luino aveva sottoposto a controllo Cipriano nell’ambito dell’attività di verifica del rispetto della legge da parte degli invalidi. Cipriano è ipovedente dalla nascita e nonostante le difficoltà visive è riuscito con caparbietà a sviluppare sensi che gli consentono comunque una vita “normale”.
La “gogna mediatica” su Cipriano su “Quinta Colonna”. Nel mese di febbraio, inoltre, Cipriano era stato protagonista di una puntata di Quinta Colonna, che lo ritraeva come “falso invalido che ruba i soldi allo Stato”. Il giornalista, Fulvio Benelli, che si era recato all’interno della sua concessionaria per intervistarlo è lo stesso che è stato licenziato da Mediaset, dopo che “Striscia La Notizia” lo aveva smascherato nell’atto di pagare un rom per “dimostrargli” in video come rubava e cosa faceva. Un servizio creato su misura, per “inventare” il caso. In quella circostanza, nella puntata del 2 febbraio, era stato detto che Cipriano “ha rubato al fisco 41mila euro”. Processo televisivo e condanna mediatica. Cipriano, lo scorso mese di maggio, ha organizzato una serata al Teatro Sociale di Luino per replicare al programma di Del Debbio. L’evento era stato intitolato “La Tv Mente”, dove ha dimostrato la sua posizione al pubblico facendo vedere documenti, video e registrazioni. Materiale che, in seguito, avvalora la sua innocenza.
“Io non ho truffato e non ho rubato nulla – spiega Gianfranco Cipriano -, semmai a me hanno rubato serenità, ferendomi duramente su un argomento di fatto già molto doloroso. Ero certo della mia innocenza, ma la tensione è sempre al limite quando si parla anche solo di accuse del genere. Un abbraccio a tutti coloro che mi sono stati vicini e a chi ha cavalcato l’onda e sparlato di me rispondo ora non sorridete, ‘Gli spari sopra… Sono per voi!'”.
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