EMERGENZA CORONAVIRUS (ATTIVITÀ APERTE E CONSEGNE A DOMICILIO ) Segnalaci la tua attività Guarda tutte le attività
11 Luglio 2015

Il “Massacro di Srebrenica” 20 anni dopo: il premier serbo Vucic cacciato a sassate

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Il primo ministro serbo, Alexander Vucic, è stato costretto a lasciare la cerimonia di commemorazione del massacro di Srebrenica, dopo che una folla di persone lo ha accolto con grida e lanci di sassi. Lo riferisce la Bbc. Decine di migliaia di persone si sono riunite oggi nella località bosniaca per ricordare il ventennale dell’eccidio di 8mila uomini e ragazzi musulmani da parte dei serbo bosniaci sostenuti da Belgrado. Durante il massacro di Srebrenica, secondo le istituzioni ufficiali, i morti furono oltre 8.372, sebbene alcune associazioni per gli scomparsi e le famiglie delle vittime affermino che furono oltre 10.000.

Commemorazione Massacro di Srebrenica (agi.it)

Commemorazione Massacro di Srebrenica (agi.it)

Il massacro di Srebrenica 20 anni dopo. In un interminabile corteo di pullman e automobili, decine di migliaia di persone sono arrivate al memoriale e cimitero di Potocari, in Bosnia orientale, per partecipare alla commemorazione delle oltre otto mila vittime – 8.372 la cifra ufficiale non definitiva – del genocidio di Srebrenica del 1995. Durante la cerimonia è in programma la tumulazione delle spoglie di 136 vittime identificate col test del Dna negli ultimi 12 mesi. Negli anni passati nel cimitero di Potocari sono state già sepolte le spoglie di 6.241 massacrati nel luglio 1995. Ieri sera sono giunti a Potocari anche i 9 mila partecipanti della Marcia della pace, che in tre giorni hanno percorso all’incontrario la marcia, attraverso i boschi, dei 15 mila uomini di Srebrenica in fuga verso Tuzla, dove solo in pochi arrivarono.

Il massacro di Srebrenica è stato un crimine di guerra (genocidio) avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina nel 1995. Migliaia di musulmani  bosniaci furono uccisi l’11 luglio 1995 da parte delle truppe serbo-bosniache guidate dal generale Ratko Mladić, con l’appoggio dei gruppi paramilitari guidati da Željko Ražnatović, nella zona protetta di Srebrenica che si trovava al momento sotto la tutela delle truppe olandesi delle Nazioni Unite. I fatti avvenuti a Srebrenica in quei giorni diedero una svolta decisiva al successivo andamento del conflitto.

La presenza di Vucic voleva essere un gesto di pace. Così è stato un ventennale tra rabbia e polemiche a Srebrenica, dove il gesto distensivo del premier serbo Aleksandar Vucic – venuto ad onorare gli oltre 8mila musulmani trucidati nel luglio 1995 dalle forze serbo-bosniache – ha scatenato l’ira della folla presente alla cerimonia. La dura contestazione è sfociata nel lancio di bottigliette e sassi, uno dei quali ha ferito il primo ministro alla bocca costringendolo a fuggire via con la sua delegazione mentre da Belgrado il governo gridava al “tentato omicidio”. Il premier ha anche perso gli occhiali che si sono rotti cadendo a terra. “La Serbia condanna in maniera chiara e senza ambiguità questo terribile crimine, esprime disgusto verso chi vi prese parte e continuerà a deferirli alla giustizia”, si legge in un messaggio che il primo ministro serbo aveva diffuso in occasione del ventesimo anniversario dell’eccidio, il peggiore in Europa dopo la seconda guerra mondiale.

Secondo quanto riferito dall’emittente serba Rts, una persona è stata fermata in seguito all’attacco. La delegazione serba ha reso noto che il premier è stato colpito al viso da un sasso e i suoi occhiali si sono rotti. La Tanjug ha ricostruito i fatti spiegando che al termine della cerimonia di commemorazione al memoriale di Potocari, dopo che Vucic aveva deposto dei fiori, dalla folla è partito in direzione della delegazione serba, al grido di “Allahu Akbar” e “Morte ai cetnici”, un lancio di sassi, scarpe e bottiglie.

La polizia è intervenuta per proteggere Vucic ed ha bloccato il gruppo di aggressori. Quindi la delegazione serba è stata trascinata via. Il governo serbo, si legge sui media di Belgrado, dovrebbe riunirsi per una sessione straordinaria alle 16. Prima dell’aggressione, Vucic aveva preso parte alla cerimonia di commemorazione per il 20mo anniversario della strage al memoriale, dove al suo arrivo aveva visitato una mostra fotografica.

Alla presenza di numerosi rappresentanti dei media aveva firmato il libro delle condoglianze: “Spero – aveva scritto – che un crimine così terribile non si ripeta più. Confidando in un futuro migliore per le relazioni tra serbi e bosniacchi esprimo il mio profondo rispetto per tutte le vittime e le loro famiglie. Qui a Srebrenica ognuno di noi deve chinare il capo, non dimenticare ed iniziare a costruire un futuro migliore”. Accolto al suo ingresso alla mostra da fischi e proteste da parte di un gruppo di manifestanti, Vucic è stato invece avvicinato dalle rappresentanti dell’organizzazione Madri di Srebrenica, che hanno parlato con lui.

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127