Sono più di quattro milioni i profughi siriani che hanno abbandonato il loro Paese a causa di un conflitto che prosegue ormai senza interruzioni dai primi mesi del 2011. Lo ha reso noto l’Unhcr, l’agenzia Onu per i rifugiati, secondo cui si tratta della più grave crisi umanitaria degli ultimi 25 anni. A peggiorare ulteriormente il quadro è il numero degli sfollati interni in Siria che, sempre secondo l’Unhcr, supera i 7,6 milioni.
I profughi siriani, ovvero coloro che hanno lasciato il Paese in fuga dalla guerra civile, sono ormai 4 milioni: lo ha reso noto l’Alto Commissariato Onu delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Il numero è destinato a crescere: i rifugiati siriani saranno 4,27 milioni entro la fine dell’anno. Il numero dei profughi del sanguinoso conflitto, cominciato nel 2011, è aumentato di un milione solo nel corso degli ultimi dieci mesi. “E’ la più numerosa popolazione di rifugiati da un solo conflitto in una sola generazione”, ha sottolineato l’Alto Commissario, Antonio Guterres. “E’ una popolazione che ha bisogno del sostegno del mondo e invece vive in condizioni terrificanti e affonda sempre più nella povertà”. La gran parte dei siriani che hanno attraversato le frontiere vive adesso nei Paesi limitrofi: Libano, Giordania, Iraq, Egitto e Turchia, quest’ultimo il Paese che ne ospita il maggior numero, ovvero 1,8 milioni di persone.
La situazione è altrettanto pesante altrove: in Libano sono 1,17 milioni, un quarto della popolazione; in Giordania 630mila; in Iraq, 250mila; in Egitto 132mila; oltre ad altri 32mila sparpagliati in altre regioni del Nord Africa. Al momento 270mila siriani hanno chiesto asilo politico in Europa e 7,6 milioni sono sfollati all’interno dei confini siriani. “Il peggiorare delle condizioni sta spingendo un numero crescente di loro verso l’Europa e oltre, ma la stragrande maggioranza rimane nella regione”, osserva Guterres, che invita il mondo a mobilitarsi: “Non ci possiamo permettere di lasciar precipitare loro e le regioni che li ospitano nella disperazione”. Il dramma infatti si aggrava, secondo l’Unhcr, per la mancanza dei fondi necessari a finanziare le necessità più elementari di questa popolazione sfollata e delle comunità dove si sono installati, comunità che hanno visto superata molto rapidamente la loro capacità di accoglienza.
L’appello di Unhcr per 5,5 miliardi di dollari da destinare agli aiuti umanitari e per la ricostruzione nel 2015, a metà anno è stato finanziato solo per il 25%; la conseguenza è che il Programma alimentare mondiale ha già “tagliato” le azioni giornaliere di cibo. Se questa situazione non migliora, i rifugiati siriani andranno incontro alla fame, non avranno garantiti i servizi di salute e non si potranno scolarizzare i bambini. (ADNKRONOS)
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