16 Giugno 2015

Usa: chi è Jeb Bush, candidato alle primarie repubblicane?

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“Ho mostrato la capacità di guidare, fare riforme, ottenere risultati: tutto quello che ora manca a Washington”. Jeb Bush punta alla sua esperienza di governatore della Florida per lanciare la sua corsa per la Casa Bianca, nel giorno in cui annuncia ufficialmente la sua candidatura alla nomination repubblicana dall’università di Miami. Ma chi è il fratello minore di George Bush junior e figlio di George Bush senior? Ecco tutti i candidati alle primarie repubblicane: Jeb Bush, Scott Walker, Marco Rubio, Rand Paul, Chris Christie, John Kasich, Ted Cruz, Bobby Jindal, Mike Huckabee e Mike Pence.

Jeb Bush, candidato alle primarie repubblicane americane (lobelog.com)

Jeb Bush, candidato alle primarie repubblicane americane (lobelog.com)

La conferenza stampa di Jeb Bush per la candidatura alle primarie repubblicane. “Ho fatto crescere la nostra economia e i posti di lavoro, protetto la vita e le donne dalla violenza domestica, eliminato sprechi e pareggiato i bilanci, riformato la scuola e dato a tutti i bambini un’opportunità”, ha detto in un video pubblicato poco prima del discorso ufficiale dall’università. “La gente di Washington non fa altro che parlare di quello che non va in America, io guardo a quello che va, loro parlano di problemi, io vedo soluzioni”, ha detto ancora Bush che con l’annuncio mette fine a quella che è stata definita una candidatura non ufficiale durata moltissimi mesi, durante i quali il repubblicano ha raccolto 100 milioni di dollari. Senza però riuscire a staccarsi veramente nei sondaggi dal folto gruppo di altri candidati repubblicani, tra i quali il senatore della Florida, e suo ex pupillo, Marco Rubio. Negli stralci del discorso al Miami Dade College anticipati dalla sua campagna, Jeb Bush assicura che non intende fare affidamento sull’eredità familiare candidandosi a diventare il terzo presidente Bush della storia americana: “Non darò nulla e nessuno per scontato, farò campagna elettorale con il cuore: mi candido per vincere”. “Farò campagna elettorale così come farò il presidente, andando dappertutto, parlando con tutti, mantenendo le promesse, fronteggiando i problemi senza arretrare e rimanendo coerente con i miei principi”, continua il discorso con cui il 62enne ex governatore della Florida intende presentarsi come un conservatore moderato, strenuo difensore dei principi liberisti che permettono di costruire un società aperta in cui tutti hanno la possibilità di “crescere”. “Riprenderemo il controllo del nostro futuro in questo paese – continua Bush – solleveremo di nuovo lo sguardo, rendendo l’opportunità di nuovo aperte a tutti, imprimendo di nuovo la nostra direzione agli eventi nel mondo”. L’obiettivo è quello di riprendere Washington “la statica capitale di questo Paese dinamico”: “Ci rimetteremo di nuovo dalla parte della libera impresa e del popolo libero, potremo aggiustare le cose, perché l’ho già fatto”.

La carriera politica di Jeb Bush. Nel 1973 si laureò alla University of Texas at Austin e poco dopo venne inserito della lista di soldati americani da mandare in Vietnam, ma quando arrivò il suo turno il conflitto era già terminato: ciò gli permise di lavorare come bancario prima in Texas e poi a Miami. Proprio a Miami, in Florida, fece affari con l’imprenditore di origini cubane Armando Codina, con cui fondò una compagnia di successo, la IntrAmerica Investments Inc. Nel giugno del 1993 tuttavia Jeb Bush lasciò l’azienda per dedicarsi all’attivismo politico, chiaramente dalla parte dei repubblicani con il padre già presidente degli Stati Uniti d’America a partire dal 1989. Si candidò per la prima volta nel 1994 come governatore dello stato della Florida, perse per poco. Nel 1998, invece, vinse la sfida contro il democratico Buddy MacKay che si risolse in suo favore dato che Bush riuscì a ottenere il 55% dei consensi. I motivi del successo furono la fiducia concessagli dagli immigrati cubani anti-castristi (l’80% di loro votò per lui) e dagli ispanici (il 56% lo appoggiò). Al contrario, nonostante egli sia un dichiarato filo-israeliano, solo il 44% degli ebrei lo scelse. Nel 2002 chiese agli elettori della Florida un secondo mandato da governatore e lo ottenne con il 56% delle preferenze. Ora ad otto anni dalla fine del mandato come governatore in Florida Jeb Bush é pronto per le primarie del partito repubblicano.

L’ex governatore della Florida sembra essere oggi l’uomo da battere, a maggior ragione dopo la decisione di Mitt Romney di non candidarsi. Bush probabilmente sarebbe rimasto comunque il candidato favorito, ma il passo indietro di Romney si pensa abbia stabilito che i pezzi grossi dell’establishment del partito, cioè quelli in grado di muovere soldi e donazioni, saranno quasi tutti dalla sua parte.

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