20 Marzo 2015

Gli italiani sempre più attratti dall’ecoturismo. Pecoraro: “In cinque anni potrebbe portare 500mila posti di lavoro”

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Dai cibi bio e a km zero ai pannelli fotovoltaici, dalla raccolta differenziata al risparmio idrico ed elettrico. E la speranza di un Expo dell’agricoltura sostenibile e Ogm Free. Il turismo è sempre più verde e sostenibile anche in Italia, che mette in luce le bellezze del territorio con l’imperativo categorico del rispetto e della preservazione.

(ecoturismogenuino.ning.com)

(ecoturismogenuino.ning.com)

Il turismo italiano sempre più verde e sostenibile. Per il 47% di italiani il vincolo della sostenibilità è un’opportunità di crescita per lo sviluppo economico di un’area turistica e il 54% pianifica un viaggio ponendosi il problema di fare scelte che non danneggino l’ambiente. Un’esigenza cresciuta negli ultimi anni che spingerebbe il 50% a dichiararsi disponibile a pagare tra il 10 e il 20% in più pur di fare vacanze sostenibili. I dati emergono dal V Rapporto “Gli italiani, il turismo sostenibile e l’ecoturismo” realizzato dalla Fondazione UniVerde e IPR Marketing e presentato oggi a Roma nell’ambito della manifestazione Fareturismo. “Il turismo è la principale industria del nostro Paese, ma sarà il futuro solo se sarà sostenibile, verde e in grado di valorizzare l’Italia che è fatta dal patrimonio culturale, dal settore enogastronomico e ma soprattutto dalle bellezze naturali” dice l’ex ministro e presidente di UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio. “Il turismo – sottolinea – nei prossimi 5 anni potrebbe dare mezzo milione di posti di lavoro, noi dobbiamo fare sì che questo sia realizzabile”.

Per informarsi sulle strutture ecosostenibili gli italiani consultano internet. Il 48% degli intervistati considera la struttura “eco” per l’uso di pannelli fotovoltaici e più del 20% per l’uso di sistemi per il risparmio idrico ed elettrico. Alcuni approfondiscono anche i servizi offerti dall’albergo e giudicano la struttura adatta se fa la raccolta differenziata (36%) e offre menù biologici e a km 0 (35%). Per accertarsi che la struttura che sceglieranno sia ecosostenibile si affidano ad internet. Gli italiani sarebbero disposti anche a fare meno della loro auto qualora la meta scelta fosse facilmente raggiungibile in treno (per il 72%). Il 47% ha già optato per questa soluzione nelle precedenti vacanze.

L’ecoturismo della ristorazione italiana e la conservazione dell’ambiente. Sul cibo, gli ecoturisti richiedono un’agricoltura sempre più sostenibile e prediligono ristoranti con prodotti biologici o a km 0, a condizione (per la maggioranza dei rispondenti) che ci sia parità di prezzo rispetto a quelli tradizionali. Lo stesso vale per gli esercizi che offrono un menù vegetariano o vegano (l’opzione vegana compare per la prima volta tra le preferenze). La sensibilità sui danni che il turismo può portare all’ambiente si mantiene costante, rispetto ai risultati dello scorso anno, con una quota del 47% degli intervistati che ritiene sia un problema per l’Italia in generale, non soltanto per alcune aeree specifiche. Tra i danni segnalati: il 62% sostiene che la cementificazione e la speculazione edilizia rappresentino una minaccia per la natura. Solo il 10% individua l’inquinamento come un possibile rischio provocato dal turismo. (ANSA)

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