In vista del via della nuova stagione di Formula 1, Sebastian Vettel si è confessato ai microfoni del Tg1 in un’intervista che è andata in onda ieri sera nell’edizione delle 20. Così, a poche settimane dall’inizio della nuova stagione, il pluricampione tedesco, arrivato da poco alla Ferrari si è raccontato su tanti aspetti riguardanti il presente, il futuro ed il passato, ricordando lo stretto rapporto che aveva con Michael Schumacher.

(laf1.es)
L’accoglienza della Ferrari al tedesco ed il suo ambientamento in Italia. “E’ un peccato non ci sia Enzo Ferrari, sarebbe stato bello conoscerlo – ha detto il 27enne pluri-iridato tedesco -. Quello che ci ha lasciato comunque ha sempre un sapore di magia, entrare a far parte della scuderia Ferrari è molto bello”. Al nuovo ferrarista piace l’Italia: “Il modo in cui sono stato accolto qui, fin dai primi momenti, mi ha fatto sentire parte di una grande famiglia, come se loro ritrovassero in me qualcosa di familiare, e poi mi piacciono tanto il cibo e il senso della famiglia; la cosa che più mi lega agli italiani è la passione per le corse”.
Vettel sa che lo aspetta un duro lavoro per riportare la Ferrari in alto. Tedesco come Schumacher, che fu il suo idolo, il già quattro volte campione del mondo, ha intenzione di continuare a vincere alla guida della rossa di Maranello, anche se non si nasconde le difficoltà: “So che ci aspetta un duro lavoro. Molte cose sono cambiate, sono arrivate tante persone nuove, ma i tempi sono maturi, tutti vogliono disperatamente vincere, e recuperare il posto che compete alla Ferrari. Per me è sempre stato un sogno far parte di questa scuderia. Sono felicissimo di essere qui ed è ovvio che la chiave di tutto è vincere, è la mia ambizione e anche quella di tutti gli altri”. L’ex Red Bull vorrebbe vincere il primo Gp a Montecarlo e fare il bis in Giappone: “Non oso sognare una vittoria a Monza”.
La nuova monoposto ha fatto “una buona impressione” a Vettel. “Il test a Jerez è andato bene. Abbiamo una buona macchina su cui lavorare, ma non possiamo pensare a niente di più, visto che non sappiamo con sicurezza quello che avranno gli altri. Se corri per la vittoria devi essere nelle condizioni, per esempio, di battere la Mercedes o di quasi batterla, l’importante sarebbe stargli giusto dietro? Poichè l’obiettivo della Mercedes è tornare in testa il prima possibile, a noi spetta, se ce la facciamo, di batterla quest’anno, e se dovesse essere per l’anno prossimo, di batterla l’anno prossimo. E via di seguito, ma, come dicevo, certamente quello a cui anche noi puntiamo è tornare presto sul podio”.
Vettel e la lingua italiana. A differenza del suo illustre predecessore tedesco che dopo tanti anni non aveva imparato l’italiano, Vettel sta già studiando la lingua: “faccio progressi. Per capire me la cavo benino, ma mi manca ancora parecchio vocabolario. Nei miei piani c’è anche di cavarmela con il parlare”.
Vettel ricorda il suo legame speciale con Michael Schumacher. “Quando ero bambino lui è sempre stato il mio eroe. Cominciai come lui in una pista da go kart, proprio sullo stesso circuito e conobbi anche molti di quelli che avevano lavorato con lui ancora giovanissimo. E’ stata un figura cui mi sono ampiamente ispirato. Quando, più tardi, ho avuto modo di conoscerlo – ha proseguito – ho potuto apprezzare l’uomo oltre che il pilota, oltre al campione ho conosciuto la persona, Michael l’amico. Mi è sempre stato accanto quando avevo bisogno, sempre prodigo di consigli, senza mai chiedere nulla in cambio, proprio come succede nelle vere amicizie. Per me è stato una persona importantissima”. Vettel infine parla di sé e del suo modo di comunicare che sarà diverso da quello di Fernando Alonso che scriveva molto su Twitter prima e dopo le gare: “No, non amo i social media, non fanno per me”. (AGI)
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