5 Febbraio 2015

Legalità, siglata Carta di intenti per introdurre lezioni di “Cittadinanza e Costituzione” nelle scuole

Una Carta di intenti per promuovere nelle scuole l’educazione alla legalità. E’ questo l’obiettivo del documento firmato oggi dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dal procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, dal presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, e dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli, per uno sforzo comune a favore della diffusione della legalità. La Carta avrà una validità triennale e prevede attività che saranno realizzate nell’ambito dell’insegnamento interdisciplinare “Cittadinanza e Costituzione”. Seminari, percorsi di formazione per gli insegnanti, sono alcuni degli strumenti che daranno attuazione concreta alla Carta.

(twitter.com)

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“La repressione da sola non basta”, bisogna accompagnarla “all’educazione”. “Contro le mafie e la corruzione il nemico da combattere è comune, cioè l’ignoranza – spiega il ministro Giannini di fronte a una platea di studenti – la ‘Buona scuola’ va nella direzione della conoscenza e della coscienza etica. La corruzione è qualcosa di più di un reato, arriverei a definirlo un reato etico – continua il ministro Giannini -, noi stiamo lavorando al decreto sulla buona scuola, un punto sarà sicuramente l’inserimento dell’insegnamento dell’educazione alla cittadinanza. E’ molto importante che la scuola riconosca una posizione molto precisa su questo tema, come ci ha suggerito il 95% dei partecipanti alla consultazione che ci ha detto: fate educazione alla cittadinanza, occupatevi della legalità, della lotta alla mafia ma anche di corruzione”.

L’obiettivo dell’impegno del Ministero dell’Istruzione. Con il documento le parti si impegnano a promuovere “un programma pluriennale di attività, realizzabili nell’ambito dell’insegnamento di ‘Cittadinanza e Costituzione’, volte al contrasto dei fenomeni mafiosi e di criminalità organizzata”. In particolare si impegnano a organizzare, anche attraverso l’uso di piattaforme digitali e social media, campagne informative; a predisporre pacchetti formativi per studenti, docenti, e famiglie necessari a riconoscere i fenomeni di illegalità per affrontarli; a programmare seminari e attività di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva. Il protocollo prevede infine anche l’istituzione, nella Direzione generale dello studente del Miur, di un Comitato tecnico scientifico paritetico.

Il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, ha definito “meraviglioso” il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Per sconfiggere la mafia è necessario contrastarla sul piano culturale, partendo dall’educazione alla legalità e alla giustizia. Mattarella ci ha spiegato cosa vuol dire essere garante della costituzione, a partire dal principio di pari dignità sociale”. Parole condivise dal numero uno dell’Anac, Raffaele Cantone, che ha anche auspicato che “venga svolta ora contro la corruzione quell’azione educativa che negli anni scorsi è stata fatta contro la mafia e che ha dato risultati importanti. Bisogna dire chiaramente che la corruzione incide sulla fuga dei cervelli perchè non favorisce il merito”.  (ANSA)

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