17 Novembre 2014

In Sardegna lenta la ricostruzione dopo l’alluvione dello scorso anno, arrivati 20 dei 200 milioni. I danni ammontano a 664 mln

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Oltre 664,6 milioni di euro di danni stimati con ponti crollati e strade dissestate, 82 comuni colpiti, 19 vittime, 493 persone evacuate e 292 assistite dagli oltre duemila tra volontari e operatori della Protezione civile impiegati sul campo. Aziende in ginocchio e famiglie che hanno perso tutto, anche i ricordi dei propri cari stampati nelle fotografie finite sotto una marea di fango.

(vitadamamma.com)

L’alluvione in Sardegna dello scorso 18 novembre 2013 (vitadamamma.com)

In Sardegna la ricostruzione non parte, la burocrazia una zavorra e mancano le risorse. Un anno dopo l’alluvione del 18 novembre 2013 resta ancora da fare tanto, non solo perchè i tempi della burocrazia sono lunghi, nonostante l’iter accelerato con la nomina del commissario straordinario per l’emergenza alluvione, ma per la scarsità di risorse stanziate. Tanto ridotte che non si placano, dopo 365 giorni e fiumi di parole, le polemiche per quei soldi – 200 milioni – promessi dal Governo durante le visite ufficiali in piena emergenza e arrivati con il contagocce.

20 milioni di euro arrivati in Sardegna a fronte dei 200 sbandierati dal Governo. Se si pensa che il solo fabbisogno finanziario per la messa in sicurezza di strade statali e provinciali è di 113 milioni di euro, i 20 milioni effettivamente arrivati in Sardegna sui 200 sbandierati a voci, sono davvero pochi. Di questi 20 milioni poi, il dipartimento della Protezione civile si è trattenuto 190 mila euro per le spese sostenute in forma diretta per l’emergenza. Roma è inoltre intervenuta con la sospensione dei tributi per le famiglie e aziende colpite, dando la possibilità di ricorrere a mutui agevolati per la ricostruzione del patrimonio e dei beni mobili privati (90 mln). Ma per i comuni sono rimasti i vincoli del patto di stabilità. La Regione ha dovuto sborsare 52 milioni (12 mln più 40 mln) per poter avviare i lavori, alcuni dei quali in queste settimane stanno vedendo la luce, mentre l’Anas ha destinato altri 50 milioni e ora sono in corso opere programmate per oltre 9 mln.

Secondo il report regionale del 20 ottobre 2014, solo per il patrimonio pubblico il fabbisogno ammonta a 495.675.526,23 euro (30.502.338,59 euro per primi interventi urgenti, 206.017.815,77 euro per interventi urgenti e/o di ripristino e 259.155.371,87 per interventi strutturali di riduzione del rischio residuo). A disposizione sulla contabilità speciale ci sono però solo 32.019.000 euro dei quali 26.927.713,30 per 351 interventi di soccorso e assistenza alla popolazione, somma urgenza e provvisionali urgenti (178 rendicontati per un totale di circa 12 mln) e 5.091.286,70 per altre tipologie di rimborso. La Regione ha già messo a correre 11,750 milioni per interventi di ripristino di infrastrutture e opere pubbliche danneggiate.

Altri fondi sono arrivati dalla generosità degli stessi sardi e degli italiani: tra questi i circa 5,4 milioni raccolti dalla Croce Rossa Italiana, oltre 174 mila euro devoluti nel concerto “Sardegna Chi_ama” organizzato dal jazzista Paolo Fresu e le risorse che si stanno ancora raccogliendo con la vendita del dvd del progetto “18Undici” avviato da un comitato di giornalisti. (ANSA)

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