16 Novembre 2014

Evasione fiscale, irregolare il 55% dei negozi. A Napoli si evade nell’83% dei casi

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Non si arresta la corsa dell’evasione da scontrino fiscale. Tanto che il Tesoro è pronto a correre ai ripari. L’obiettivo è quello di arrivare a una piena tracciabilità dei pagamenti, tutti con moneta elettronica, che consenta l’abolizione dei registratori di cassa. La svolta, annunciata nel Rapporto sull’evasione fiscale presentato in Parlamento, arriva anche alla luce dei dati sempre più eloquenti sulla mancata emissione di ricevute fiscali: in media, secondo quando emerge da un’indagine dell’Adnkronos effettuata con la collaborazione di diverse associazioni di categoria e dei consumatori sul territorio, in Italia più di un negozio su due (il 55%) non fa scontrini o li fa irregolari.

(umbriajournal.com)

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I dati sull’evasione fiscale in Italia. Il fenomeno raggiunge punte prossime all’evasione totale a Napoli (83%), mentre Genova si conferma la città a più alto tasso di lealtà fiscale, con “solo” il 18% di irregolarità. Intorno alla media Roma, Milano e Palermo, con percentuali che oscillano fra il 45% e il 50%. In un mese di monitoraggio, dal 15 settembre al 15 ottobre 2014, viene tratteggiata la geografia dell’evasione fiscale quotidiana, quella che nasce da piccoli importi ma che accumula cifre consistenti su tutto il territorio nazionale: dai conti della pizzeria appuntanti sul bordo di una tovaglia di carta, al classico cornetto e cappuccino pagato direttamente al bancone del bar. Fino ai macellai, ai fruttivendoli e agli alimentari che tengono spento il registratore di cassa.

In questo scenario, si inserisce la decisione indicata dai tecnici del ministero dell’Economia. Tra gli obiettivi per la riforma fiscale, c’è una maggiore tracciabilità dei pagamenti, che dovrà essere accompagnata dalla fatturazione elettronica e dalla trasmissione telematica dei flussi di pagamento. Molto meglio, molto più sicuro, nelle simulazioni effettuate, dell’evasione conclamata, oltre il 50%, dei vecchi scontrini fiscali. Ad oggi, commenta il presidente della Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria Giacomo Portas, “possiamo superare gli scontrini con una maggiore tracciabilità dei pagamenti: abbiamo l’opportunità di accompagnare maggior equità e calo della pressione fiscale. D’altronde anche i dati della Cgia, ci dicono che stiamo andando verso una stagione di redistribuzione del carico fiscale”. L’informatizzazione, anche in Italia, come in altri Paesi UE, secondo Portas, “può essere fondamentale per rendere più equo il sistema”.

Le sanzioni. Nei casi di mancata emissione dello scontrino o della ricevuta è prevista una specifica sanzione solo per il commerciante e non in capo al cliente. La Guardia di Finanza, nel più ampio contesto della lotta all’evasione fiscale, si avvale dei poteri conferiti dalla legge per contrastare tutti quei comportamenti non conformi alle regole imposte dal legislatore (mancato rilascio, emissione irregolare).

Il ruolo del cliente. E’ buona prassi che il cliente chieda sempre l’emissione del regolare documento fiscale. Oltre a richiedere il documento a fronte del pagamento effettuato, dovrebbe controllare anche l’esattezza dei dati fiscali riportati su tali documenti. Importante è verificare che l’importo corrisposto sia lo stesso riportato sul documento fiscale.

Quando non serve lo scontrino. Esistono operazioni per le quali è previsto l’esonero dell’emissione dello scontrino o della ricevuta fiscale, quali, ad esempio, le cessioni di tabacchi, di carburanti per l’autotrazione, di giornali e beni mediante distributori automatici funzionanti a gettone o a moneta. Altri casi di esonero del rilascio dello scontrino o della ricevuta sono previsti per i conducenti di taxi (i quali, tuttavia, in caso di specifica richiesta del cliente, sono tenuti al rilascio della fattura) e per altre attività considerate minori (ciabattini, ombrellai ed arrotini). (ADNKRONOS)

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