9 Novembre 2014

In Spagna la Catalunya al voto per l’indipendenza, ma è solo una consultazione simbolica

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In Catalunya oggi, a partire dalle 9, è iniziata la cosiddetta “giornata di partecipazione” senza carattere vincolante, in cui i catalani si sono pronunciati sulla indipendenza della regione. Entità e partiti indipendentisti, sotto l’egida dell’esecutivo autonomo regionale, hanno convocato i catalani che lo desiderano ad esprimersi sul futuro della Catalunya, una delle più ricche, ma anche più indebitate regioni spagnole, nel “processo partecipativo”. “Non è la consultazione definitiva, ma è molto importante”, ha assicurato questa mattina il presidente catalano, Artur Mas. Domani i “risultati” del voto.

(zoomnews.es)

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I catalani alle urne per l’indipendenza, ma senza vincoli. La “giornata di partecipazione” è stata affidata a 40.930 volontari, tra cui anche funzionari e insegnanti che, nei locali messi a disposizione dai comuni e dal governo regionale per organizzare la votazione, hanno presieduto le urne e stanno procedendo al conteggio delle schede, coordinato dall’esecutivo catalano, la Generalitat.

La querelle tra governo di Madrid e i leader catalani. Dopo settimane di tensione e anche di battaglie legali con il governo centrale, gli elettori hanno già cominciato, dalle prime ore della mattina, a votare e si sono viste alcune code al di fuori dei seggi elettorali. Il governo di Madrid ha contestato la consultazione nei tribunali, costringendo i leader catalani a riadattarla, da referendum ufficiale ma non vincolante, ad un voto meramente simbolico e organizzato da volontari.

Pur se simbolico, il voto suona come una sfida aperta a Madrid. Il premier conservatore, Mariano Rajoy, è convinto infatti che, a differenza della Scozia, in Spagna non si possa tenere un referendum sull’indipendenza perché c’é una Costituzione scritta che lo vieta. Orgogliosa della sua lingua e della sua marcata cultura, la Catalunya, un regione in cui abitano 7 milioni e mezzo di persone, rappresenta circa un quinto dell’economia spagnola. Le richieste di maggiore autonomia sono serpeggiate per anni, ma mai si erano spinte fino al tentativo del presidente attuale della regione, Arturo Mas.

Le modalità al voto per l’indipendenza catalana di oggi. Hanno potuto votare i 5,4 milioni di catalani, ma anche i residenti stranieri con più di 16 anni; e le schede elettorali hanno posto agli elettori due quesiti: “Volete che la Catalunya sia uno Stato?”; in caso affermativo: “Volete che lo Stato sia indipendente?”. Ai cittadini è stata offerta anche la possibilità di sottoscrivere una denuncia dell’attitudine del governo nei confronti del “diritto a decidere” dei catalani, denuncia che sarà trasmessa nei prossimi giorni ad organismi internazionali. Il governo regionale attende così i risultati per domani, mentre Mas ha già annunciato che subito dopo chiederà un incontro a Rajoy.

Il voto del presidente catalano Arturo Mas. “Non è la consultazione definitiva, ma è molto importante”, ha assicurato questa mattina il presidente catalano, Artur Mas, all’uscita del seggio alla Escola Pia di Barcellona, dopo aver votato. Accolto al suo arrivo alle 11.30 da una selva di applausi e grida di “indipendenza”, Mas ha votato un doppio sì ai due quesiti sottoposti ai catalani. Dopo aver depositato il voto nell’urna, Mas ha sottolineato la sua “felicità” e ha fatto appello al governo centrale ad “ascoltare il clamore della Catalunya”. La regione “merita un referendum definitivo, se è possibile concordato con lo Stato spagnolo”, ha osservato il “president”. “La nostra volontà è andare avanti, continuare alla guida di questo processo politico per ascoltare la voce dei catalani e rispettare il loro diritto a decidere sul loro futuro”, ha concluso.

“Il voto per difendere le libertà”, dichiara Forcadell, presidente Acn. “Qualunque cosa accada, oggi abbiamo già vinto”, ha detto invece Carme Forcadell, presidente dell’Assemblea nazionale catalana (Acn), che raggruppa associazioni ed enti a favore dell’indipendenza, dopo aver votato questa mattina poco dopo le 9 in un seggio a Valles de Sabadell, in provincia di Barcellona. Forcadell ha ringraziato le migliaia di volontari mobilitati per le operazioni di voto e la gente che si sta recando a votare “sfidando lo Stato” centrale. “Non votiamo per l’indipendenza, che verrà più avanti, votiamo per difendere le nostre libertà”, ha assicurato in dichiarazioni ai media.

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