7 Ottobre 2014

Camorra, svolta nel “cold case” di Paolo Letizia. Dopo 25 anni ordinanze contro i casalesi “Sandokan” e Bidognetti

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Paolo Letizia, il giovane sparito a Casal di Principe nel settembre 1989. La Dia di Napoli sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Dda nei riguardi di vari esponenti del vertice del clan di camorra dei Casalesi, tutti già detenuti.

(lapresse.it)

(lapresse.it)

La riapertura del caso per la scomparsa di Paolo Letizia dopo ventiquattro anni e le ordinanze di custodia cautelare. Venticinque anni dopo il rapimento e l’omicidio di Paolo Letizia, fedele al boss Antonio Bardellino, la Direzione investigativa antimafia sta notificando, a esponenti di vertice del clan dei Casalesi detenuti, una misura cautelare emessa dal gip di Napoli.

Il caso di Paolo Letizia nel lontano 1989. Di Letizia non si ebbero più notizie dalla sera del 19 settembre 1989, e per gli inquirenti quel caso è legato ad una sorta di “pulizia etnica” che il clan dei Casalesi stava facendo intorno ai fedelissimi del boss e dei suoi familiari. Paolo Letizia, 21 anni al momento della sua scomparsa, figlio di un imprenditore di Casal Di Principe, era stato sequestrato da tre uomini un anno dopo la morte in Brasile del boss Bardellino, episodio che segna appunto l’ascesa dei Casalesi. Il ragazzo era amico di Francesco della Corte, ora collaboratore di giustizia, esponente di vertice della cosca casertana, uno dei sicari del clan. Il caso di Letizia era stato chiuso otto mesi dopo la scomparsa, archiviato, nonostante la testimonianza di una donna che riportava l’episodio ad un fatto di matrice camorristica.

La riapertura del caso. La Direzione distrettuale antimafia partenopea ha riaperto il caso a marzo scorso, anche con le dichiarazioni della Corte e l’ascolto dei familiari del ragazzo. Le misure cautelari notificate dagli uomini dal capocentro di Napoli Giuseppe Linares sono cinque e, secondo quanto si è appreso, due riguardano il capo storico dei Casalesi, Francesco Schiavone detto Sandokan, e il capo di un gruppo altrettanto “antico” Francesco Bidognetti, entrambi detenuti al 41 bis. In questi anni decine sono stati gli appelli e gli interventi dei familiari, sui giornali e in televisione, per chiedere giustizia sulla vicenda di Paolo Letizia.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com