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18 Settembre 2014

Voti in cambio di sesso: arrestato professore di matematica nel cagliaritano

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Sono pesanti i reati contestati a Marcello Melis, quarantasettenne professore di matematica accusato di aver ricattato e minacciato alcune delle sue studentesse. L’uomo avrebbe promesso loro bei voti, in cambio di giochetti erotici. Su disposizione del Gip del Tribunale di Cagliari Giorgio Altieri, Melis è ora ai domiciliari, su richiesta del pm Rita Cariello. Pesantissima l’accusa di stupro: violenza sessuale ai danni di un’allieva davanti ad un’altra compagna di classe. Il quotidiano L’Unione sarda, riporta che la vicenda risale al 2011 ma i reati contestati al professore, “consumati” almeno dal 2005. Quest’ultimo avrebbe vessato le studentesse, inviando loro messaggi espliciti.

(news.fidelityhouse.eu)

(news.fidelityhouse.eu)

La prima denuncia risale a tre anni fa, da parte di alcuni colleghi professori messi in allarme da un’alunna, mentre il docente ha insegnato nella scuola sino allo scorso anno. Nell’ordinanza di custodia cautelare si fa riferimento alle minacce e ad uno stupro di una minorenne in lacrime che sarebbe avvenuto in classe mentre una allieva controllava la porta perché non entrasse nessuno. Diverse le testimonianze raccolte negli anni scorsi, come quella della violenza ad una studentessa ricattata, per poter avere rapporti intimi con lei, perché altrimenti avrebbe detto ai genitori della sua omosessualità che aveva sfortunatamente confidato proprio al docente.

I primi segnali preoccupanti di quanto stava accadendo sono scoppiati lo scorso marzo quando un gruppo di genitori aveva accusato il professore di “fare lezioni di sesso e non di matematica” parlando alle allieve di “catene, frustini, manette e pillola del giorno dopo”, senza sapere, però, che da tre anni il docente era sotto inchiesta e che minacciava alcune alunne di non raccontar nulla di quanto accaduto. Sarebbero una decina le ragazze, tra i 15 e i 18 anni, cadute nella “trappola” dell’uomo che per la sua discutibile “didattica” era stato anche sospeso dall’insegnamento alla fine dello scorso anno scolastico ma a breve avrebbe dovuto riprendere la cattedra.

Il magistrato ha inoltre sottolineato che “nel momento in cui furono formulate le accuse nessuna delle ragazze era più alunna del professore né frequentava più la scuola, percui non si può sostenere che avessero ragioni di contrasto con Melis”, tralaltro “nessuna ha mai sporto querela nei confronti dell’accusato né all’epoca dei fatti né quando furono svolte le indagini”.

Secondo il giudice, che ha attentamente valutato la documentazione fornita dalla Procura, “le condotte recenti dell’accusato sono apparentemente estranee alla vicenda, ma a un’analisi più approfondita rivelano l’attualità del pericolo di reiterazione del reato e di quello di inquinamento delle prove”. Lo scorso anno, violando le circolari interne, Melis “ha cercato di farsi dare da tutti gli studenti numeri di telefono e indirizzi e-mail”. Non solo. Nel corso di alcune lezioni registrate tra il 2013 e il 2014, il professore avrebbe accennato alla sue vicende giudiziarie promettendo di vendicarsi. “Le condotte recenti – scrive ancora il Gip – pur non essendo omologhe a quelle per cui si procede, sono fortemente indicative del fatto che Melis sia totalmente fuori controllo, tanto da proseguire nei suoi atteggiamenti scorretti nonostante un richiamo scritto, un provvedimento di sospensione dalle funzioni, articoli sui quotidiani e così via e che, seppur in modo meno palese, non abbia cessato i propri approcci nei confronti delle studentesse”.

Nel corso delle perquisizioni gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Procura oltre ad aver sequestrato diverso materiale informatico e computer, hanno anche messo sotto chiave le attrezzature di un set fotografico, abbigliamento sexy, giocattoli erotici e tutto l’occorrente per scattare foto a luci rosse particolarmente piccanti (mascherine, vibratori, manette, collant). Materiale che a quanto pare il professore, secondo quanto da lui dichiarato agli investigatori, avrebbe utilizzato per servizi fotografici e calendari. Il materiale informatico e le memorie delle macchine fotografiche sequestrate – il docente era appassionato di fotografia – saranno analizzate dalla polizia postale alla ricerca di eventuali immagini e filmati dei presunti rapporti sessuali con le studentesse. (ANSA)

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