14 Settembre 2014

Lega Antivivisezione: “Orrore, violenza e dolore nei laboratori per la vivisezione delle scimmie”. A Modena procedure non ammissibili

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Sono agghiaccianti gli esperimenti subiti dai macachi detenuti nei laboratori. Lo rivela una recente scoperta fatta nell’Istituto tedesco di Tübingen, il Max Planck Institute for Biological Cybernetics, grazie all’Associazione britannica contro la vivisezione-BUAV, in collaborazione con la Soko Tierschutz. Ma gli “orrori” e le “violenze inaudite” sulle scimmie riguardano anche l’Italia, in particolare l’università di Modena, dove le scimmie vengono vivisezionate con procedure “non solo eticamente inaccettabili, ma scientificamente non ammissibili”.

(blog.petaasiapacific.com)

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La denuncia della Lav-Lega Antivivisezione. “Le scimmie, oggetto di ricerche di base al cervello – fa sapere la Lav – subiscono gravi deprivazioni e coercizioni fisiche con impianti nel cranio e immobilizzazioni in strutture di contenzione. I macachi subiscono la mancanza di acqua per giorni e sono così assetate da bere l’urina delle altre scimmie, inoltre le strutture di contenzione comportano elevati livelli di dolore dove gli animali terrorizzati rimangono immobilizzati dalla testa in giù con impianti elettrici nel cervello e negli occhi, che registrano le attività mentali con evidenti segni di dolore”.

La vivisezione esiste, rileva la Lav, ed è (ancora) legale: “è assurdo continuare a pubblicizzare la sperimentazione animale come una procedura poco invasiva dove gli animali non soffrono, perché non corrisponde alla realtà e alla verità”. “Non illudiamoci che questi esperimenti non avvengano in Italia! – afferma Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Vivisezione -. Purtroppo molte scimmie trovano la morte nei nostri laboratori: anche qui si effettuano esperimenti che assomigliano alle stanze degli orrori, come nel caso dell’Università di Modena, oggetto di contestazioni da mesi, dove sotto il termine “ricerca di base” vengono inserite delle viti sotto la congiuntiva oculare, fili d’acciaio nei muscoli della nuca e camere di registrazione nel cervello. E’ ora di smettere di giustificare dolore e violenze, in nome di una pseudo-scienza che non cura alcun malato”. (ANSA)

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