3 Settembre 2014

Adozione dei figli per le coppie gay, l’Associazione ANDDOS: “Nessuna contrapposizione con le famiglie tradizionali”

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“Lo Stivale Pensante” ha ricevuto, e pubblica, il comunicato stampa dell’Associazione Nazionale contro le discriminazioni da Orientamento Sessuale (ANDDOS). Tramite il presidente Mario Marco Canale, l’Associazione tiene precisare alcuni aspetti sociali sui diritti civili alle coppie gay scaturiti in Italia dopo la sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma

Il Presidente Canale e l'Avvocato Bubici dell'Associazione ANDDOS

Il Presidente di ANDDOS, Mario Marco Canale e l’Avvocato Bubici

Il Presidente Canale: “Non siamo in contrapposizione con le famiglie tradizionali.”  “Di una cosa siamo certi – spiega il comunicato stampa pubblicato dalla ANDDOS -, dopo la sentenza del Tribunale per i minorenni di Roma: questo bambino ringrazierà i giudici, perché si accorgerà nel tempo di avere ufficialmente due genitori anziché uno solo. In compenso, chi si assume a paladino dei diritti dei bambini, dà vita ad una contrapposizione inesistente tra famiglia “tradizionale” e omogenitoriale. Togliere il diritto ai bambini di avere un padre ed una madre? Ci risulta strano sentire queste parole, visto che gli unici ad aver parlato di togliere i bambini ai propri genitori sono stati gli integralisti cattolici del comune di Trento, riferendosi ai piccoli con genitori omosessuali. Ci sono in Italia più di 1900 minori in attesa di adozione e sappiamo per certo che le famiglie omosessuali, ad esempio negli Stati Uniti, adottano i bambini che rimangono più a lungo in attesa di una famiglia.

“Non importa da chi sia formata la famiglia, l’importante è l’amore, l’educazione e il sostegno dei genitori”. Il vero problema – continua il comunicato stampa – non è come sia formata la famiglia che decide di adottare un bambino, bensì se quei genitori sono in grado di amarlo, educarlo e sostenerlo. Esistono molti esempi di famiglie tradizionali che hanno abusato, trattato male, abbandonato, usato i propri figli e figlie nel peggiore dei modi. Tuttavia, essendo biologicamente capaci di procreare la società gli concede tutto fino a prova contraria, fino a quando cioè prove schiaccianti non dimostrino che questo bambino in quella famiglia rischia di “perdersi” e spesso si arriva anche tardi per salvarlo .

“Dare un bambino ad una famiglia che non lo ha, con la ragionevole garanzia che la coppia sia stabile, equilibrata e capace di tutelarlo”. Nessuno vuole strappare o togliere figli alle famiglie eterosessuali, qui si tratta di dare ad un bambino una famiglia che non ha, una famiglia che a prescindere da come è composta lo vuole amare, lo vuole sostenere, lo vuole aiutare. E’ chiaro nessuno vuole dare in adozione un bambino senza la ragionevole garanzia che la famiglia che lo accoglierà sia una coppia stabile capace di sostenerlo ed equilibrata: le regole di adozione devono essere uguali per tutte le coppie.  Ma da qui a sostenere che una famiglia omogenitoriale non è in grado di educare, si scade in una forma primordiale di discriminazione, che non ha, per altro, alcun fondamento scientifico, come dichiarano da tempo l’Associazione degli Psichiatri Americani e l’ Ordine Italiano degli Psicologi.

L’ANDDOS – conclude la nota stampa – ritiene indispensabile riconoscere l’evidente pluralismo di formazioni familiari: il bene primario per un bambino è avere due genitori che sappiano amarlo, curarlo, capirlo, educarlo, farlo crescere sereno e felice, tutto ciò non è sempre riconducibile al modello eterosessuale, visto che sono tantissimi i casi di famiglie tradizionali che hanno letteralmente fallito la propria mission educativa nei confronti dei propri figli.

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