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2 Settembre 2014

L’Aquila, risorge la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Entro il 2016 sarà completato il restauro

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Entro fine 2016 sarà completato il restauro della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, dopo il crollo per il terremoto. Il progetto con i tempi previsti è stato presentato oggi nella sala consiliare del comune dell’Aquila. Si tratta di un modello unico di collaborazione tra atenei italiani, la città, la Soprintendenza ed ENI. “Sia nell’intervento dal punto di vista tecnico, sia nelle modalità del restauro si tratta di una grande dimostrazione del saper fare italiano – dice il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente -, il monumento sarà restituito alla nostra città. Ci tengo a dire anche che la bolla del perdono verrà esposta all’Expo di Milano come simbolo della grande storia di questo Paese, dell’Italia come prova del grande patrimonio che stiamo recuperando”.

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L'Aquila (voxmilitiae.it)

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila (voxmilitiae.it)

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio. La Basilica di Santa Maria di Collemaggio è considerata una delle chiese più̀ importanti di L’Aquila, icona della storia dell’architettura medievale e del Quattrocento aquilano. All’epoca della sua costruzione, nel 1287, risultò essere la più̀ grande d’Abruzzo, e proprio qui fu incoronato Papa il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V. La Chiesa di Santa Maria di Collemaggio rappresenta un segno di speranza non solo per la ricostruzione degli edifici gravemente danneggiati dal terremoto, ma anche per la ripresa spirituale, sociale e umana dell’intera aquilana. L’analisi strutturale ha preso le mosse dalla constatazione che la parte crollata nel 2009 era già̀ stata luogo di crolli e ricostruzioni durante l’intera storia della Basilica.

I lavori del restauro della Basilica di Santa Maria di Collemaggio. Si è̀ dunque evidenziata una criticità̀ strutturale nella connessione tra navate e corpo absidale, che implica una intrinseca fragilità̀, di origine morfologica, per la interazione modale che si può tradurre in un aggravio delle sollecitazioni. Il succedersi delle ricostruzioni aveva poi prodotto anche soluzioni costruttive particolarmente infelici, nelle quali va ricercata la causa più̀ probabile del crollo del 2009. La consapevolezza della intrinseca problematicità sismica della morfologia basilicale con transetto ha fatto propendere per una soluzione progettuale che mirasse a limitare l’interazione dinamica fra le navate e l’abside attraverso una ridistribuzione di masse e rigidezze. Dal punto di vista strutturale la Basilica è costituita da tre corpi di fabbrica con caratteristiche dinamiche differenti e connessi fra loro: Le Navate, il Transetto e l’Abside. Il sisma ha colpito il direzione prevalentemente longitudinale.

I dettagli del progetto per i lavori di restauro, dopo il terremoto. “E’ un progetto di restauro molto importante – spiega Alessandra Vittorini, Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici per l’Abruzzo -, ma la tempistica sarà relativamente breve, in due anni, grazie a un’attenta fase diagnostica. Bisognerà intervenire sui grandi pilastri, sulle pareti longitudinali e la copertura, sull’abside e ristabilire le giuste connessioni tra tutti gli elementi geometrici che sono quelli venuti meno durante la risposta alla scossa sismica”. In seguito al Protocollo d’Intesa “Ripartire da Collemaggio”, firmato nel 2012, Eni e l’Amministrazione comunale hanno condotto una prima fase di indagini tecniche e ricerche storiche curate dall’Università dell’Aquila, dal Politecnico di Milano e dalla Sapienza di Roma. “Eni stanzierà̀ le risorse economiche necessarie per la realizzazione del progetto e metterà̀ a disposizione della città le proprie competenze tecniche, di project management e di gestione – dice Angelo Caridi, Program Manager di ENI -. I lavori inizieranno con il nuovo anno e quindi ci attendiamo il completamento per la fine del 2016. Contiamo già però per la perdonanza del prossimo anno di recuperare e offrire anche se momentaneamente all’uso liturgico una parte delle navate”.

Gli interventi riguarderanno principalmente la messa in sicurezza, il miglioramento sismico, oltre al restauro della Basilica. “Va sottolineato un dettaglio – spiega Salvatore Sardo, Chief Downstream & Industrial Operations Officer di ENI – che dimostra il rispetto di ENI per l’ambiente in cui opera. Nel dimensionare l’impianto di climatizzazione i progettisti hanno fatto infatti una scelta di sostenibilità e di uso efficiente delle risorse energetiche”. L’intera fase di restauro è affiancata da un progetto digitale http://ungiornoacollemaggio.it/ e #ungiornoacollemaggio, per condividere testimonianze, ricordi e desideri legati alla Basilica. (ADNKRONOS)

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