8 Agosto 2014

Salerno: dopo una violenta lite in casa, fratello e sorella bruciano il corpo del proprio padre. Era solito picchiare la madre

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Il giallo che ha sconvolto per giorni la campagna cilentana sembra aver trovato il “bandolo” della matassa. Negli scorsi giorni, infatti, nei pressi di Occiano di Montecorvino Rovella, un pastore aveva trovato un corpo carbonizzato. Scoperti l’identità dell’uomo e gli autori dell’atroce delitto.Si tratta del corpo di un uomo che secondo le indagini di Carabinieri e magistratura è stato ucciso brutalmente dai propri figli, Giancarlo e Sonia Di Francesco. Il 69enne, Romano Di Francesco, pregiudicato di Montecorvino Pugliano, sarebbe morto per le gravi lesioni e ferite interne e dopo essere stato lasciato agonizzante in casa. I due fratelli ora sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Battipaglia, coordinati dal pm Katia Cardillo.

(agropolinews.com)

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Il terribile omicidio tra le mura domestiche. Picchiati e maltrattati per quarant’anni da un padre-padrone, Romano Di Francesco, costretti a subire vessazioni di ogni genere sotto gli occhi di una madre impotente. A farne le spese era la madre, ma anche i due fratelli, Giancarlo e Sonia. Così il figlio, ormai esausto, il pomeriggio del 5 agosto ha preso le difese della madre. Dopo l’ennesima aggressione perpetrata dal padre alla madre, tra le mura domestiche, il figlio 42enne, Giancarlo Di Francesco, avrebbe reagito picchiando brutalmente il padre, fino a sfondargli lo sterno.

L’aiuto della sorella per “ripulire” il corpo del padre. Dopo averlo lasciato agonizzante in casa dalle 15 fino alla tarda serata del 5 agosto, si è appurato che l’uomo sia morto a causa delle gravi lesioni subite durante l’aggressione mortale del figlio. In seguito, secondo quanto appreso, Francesco, aiutato dalla sorella 44enne, dopo aver ripulito le tracce di sangue in casa, avrebbero avvolto il corpo del padre in sacchi di juta e lo avrebbero caricato su un fuoristrada. Si sono così diretti in campagna, nei pressi di Occiano di Montecorvino Rovella, carbonizzando il corpo. La vittima, secondo quanto riferito dal medico legale Adamo Maiese, è stata ritrovata incappucciata con il capo riverso sul terreno. Le mani e i piedi erano legati con nastro adesivo e fili elettrici. Dopo la scoperta del pastore e la successiva confessione, fratello e sorella sono stati raggiunti da un decreto di fermo da parte del pm e si trovano ora rinchiusi in carcere a Fuorni. Se il fratello 42enne dovrà rispondere del reato di omicidio volontario, la sorella 40enne, invece, a quello di concorso in distruzione di cadavere.

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