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2 Luglio 2014

Mondiali 2014, Tommasi: “Serve un nuovo progetto sportivo per la Figc”

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“Un nuovo progetto sportivo al centro delle politiche della Figc, perché oggi il calcio è solo un grande business”, sono queste le parole di Damiano Tommasi presidente dell’Associaizzione italiana calciatori. Sembra che, dopo il fallimento della nazionale italiana nella spedizione brasiliana, al centro delle politiche della Federazione Italiana Giuoco Calcio sia tornato il progetto sportivo, qualsiasi siano i nuovi dirigenti ed il nuovo presidente.

Il presidente Aic, Damiano Tommasi (giornalettismo.com)

Il presidente Aic, Damiano Tommasi (giornalettismo.com)

Un nuovo corso per la Figc? Il Consiglio federale ha scelto l’11 agosto come data per l’assemblea elettiva: si dovrà scegliere il nuovo presidente, che prenderà il posto del dimissionario Giancarlo Abete. Le “voci” dei corridoi di via Allegri danno come favorito Carlo Tavecchio, l’attuale presidente della Lega Dilettanti): “La candidatura unica di Tavecchio – spiega l’ex giocatore della Roma e della nazionale – non mi pare uno scenario possibile. Penso invece che la Lega di A sia l’unica componente che possa presentare una candidatura unitaria”. Saranno, insomma, 40 giorni “di campagna elettorale, che molti – aggiunge – vivranno in trepidante attesa perché poi c’è da decidere pure il nuovo ct”. Tommasi non fa nomi né per la presidenza della Figc né per il successore di Cesare Prandelli.

Il futuro allenatore della nazionale italiana. “La scelta del commissario tecnico – ribadisce Tommasi – è una prerogativa del presidente federale: quando sarà eletto lo sceglierà in piena autonomia”.

Una nuova strategia per il calcio italiano. Per l’Aic, invece, è certo che il calcio italiano, per risollevarsi, debba cambiare strategia: “Il progetto sportivo – evidenza Tommasi – è stato messo da parte e questo ha determinato la perdita di appeal anche del nostro campionato. Lo diciamo da tempo: la mancanza di un progetto sportivo riguarda il calcio italiano a 360 gradi, dal settore giovanile ai format dei campionati”. Già negli scorsi giorni, il presidente dell’Aic aveva sottolineato che una “cantera” azzurra sarebbe necessaria per i dirigenti più che per gli allenatori e per i calciatori: “Paghiamo il fatto che i nostri dirigenti siano a corto di idee di spessore. E i cattivi risultati sportivi – conclude – sono figli anche di politiche sbagliate”.

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