27 Giugno 2014

L’Instrumentum Laboris del Sinodo: la Chiesa apre ai divorziati e ai conviventi

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“Tanti cristiani mostrano difficoltà ad accettare” la dottrina della Chiesa su matrimonio e famiglia. Così si esprime l’Instrumentum Laboris del Sinodo sulla famiglia nel quale si evidenzia che “in genere le coppie non ritengono peccato l’uso di metodi anticoncezionali” e non capiscono il divieto di comunione per i risposati. Sono tanti gli argomenti che verranno toccati dal prossimo Sinodo sulla famiglia, in ottobre: abusi sessuali in famiglia su donne e bambini, battesimo per i figli delle famiglie gay e tanto altro.

(psicologiaok.com)

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Le risposte pastorali che dovrà dare la Chiesa. La Chiesa è chiamata a dare adeguate risposte pastorali su unioni di fatto, convivenza, separati, divorziati e risposati, ad esempio senza essere “un giudice che condanna” i divorziati o dicendo sì al battesimo per i figli delle famiglie gay, pur mantenendo la contrarietà a tale genere di unioni. Lo rileva l’Instrumentum Laboris del Sinodo sulle sfide del contesto attuale alla pastorale familiare, redatto sulla base delle risposte alle 38 domande del questionario voluto da Papa Francesco

Le denunce sulle violenza ed i femminicidi. I vescovi di tutto il mondo e le chiese, che hanno potuto esprimersi, hanno denunciato in modo “unanime e trasversale” l’esistenza (praticamente in tutti i contesti culturali) di una situazione diffusa di “violenza psicologica, fisica e sessuale” resa peculiare da “abusi commessi in famiglia ai danni in particolare delle donne e dei bambini: un fenomeno purtroppo non occasionale, né sporadico, particolarmente in certi contesti”. Il documento di base del prossimo Sinodo sulla famiglia ricorda così “il terribile fenomeno del femminicidio, spesso legato a profondi disturbi relazionali e affettivi, e conseguenza di una falsa cultura del possesso”.

Il divorzio che spesso accomuna figli, genitori e nonni. “Nella società occidentale, sono ormai numerosi anche i casi in cui i figli, oltre che con genitori separati o divorziati, risposati o meno, si trovano pure con nonni nella medesima situazione”. Il problema dei genitori dei divorziati risiede anche nel fatto che proprio i nonni “devono supplire ai disagi della situazione”. Il documento, inoltre, rileva che oggi proprio “i divorziati e i separati che restano fedeli al vincolo” finiscono con lo scivolare in una situazione di disagio caratterizzata da “solitudine e povertà. Risulta che questi sono pure i ‘nuovi poveri'”.

Nessuna negazione al battesimo per i figli di ragazze madri e coppie gay. “Un’attenzione particolare – continua l’elaborazione dello studio – va data alle madri che non hanno marito e si prendono cura da sole dei figli”.  “Vanno ammirati – si legge – l’amore e il coraggio con cui hanno accolto la vita concepita nel loro grembo e con cui provvedono alla crescita e all’educazione dei loro figli”. Ma, se “da parte della comunità cristiana va prestata una sollecitudine che faccia percepire la Chiesa come vera famiglia” ai figli delle ragazze madri, lo stesso atteggiamento di apertura deve essere adottato nel caso in cui le persone che vivono unioni di fatto, anche coppie gay, “chiedano il battesimo per il bambino”.

Papa Francesco ha scelto il tema del Sinodo 2015. Papa Francesco ha scelto il tema dell’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei vescovi che si terrà nel 2015: “Gesù Cristo rivela il mistero e la vocazione della famiglia”. Lo ha annunciato il segretario del Sinodo, cardinale Lorenzo Baldisseri. “I temi che non sono compresi nel documento presentato – ha precisato il porporato toscano – saranno trattati nell’Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo del 2015 (4-25 Ottobre), che sarà la terza tappa del cammino di riflessione sulla famiglia, che e’ iniziato con il Concistoro del 20 febbraio 2014”.

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