27 Giugno 2014

Lega Calcio, Serie A: assegnati i diritti a Sky e Mediaset, mentre Eurosport minaccia azioni legali

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La Lega ha ufficialmente assegnato le dirette delle tre stagioni di Serie A dopo l’accordo tra Sky e Mediaset. Tutta la Serie A sarà trasmessa su Sky e le big anche su Mediaset. Il valore dell’accordo è di circa 945 milioni, 116 in più rispetto al campionato 2013/14. Intanto i legali di Eurosport dichiarano che stanno valutando tutte le opzioni, incluse quelle legali. Secondo loro, infatti, non sono state seguite le regole imposte dalla Lega Serie A.

(koimano.com)

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A Sky tutta la Serie A, mentre a Mediaset solo le “big”. Sky ha ottenuto il pacchetto A per il satellite con un’offerta di 357 milioni euro, mentre a Mediaset è andato il pacchetto B per il digitale terrestre per 280 milioni di euro. La stessa Mediaset si è aggiudicata, inoltre, per 306 milioni di euro il pacchetto D per le altre 12 squadre. Non assegnato, per offerta inferiore al minimo, il pacchetto C (interviste e immagini dagli spogliatoi) mentre per il pacchetto E (piattaforma internet) non è pervenuta alcuna offerta. In questo modo, per questi due pacchetti, dovranno essere avviate nuove procedure.

Lo scambio dei diritti tra Sky e Mediaset. In realtà l’intesa tra le due piattaforme televisive prevederebbe che la Lega, dopo aver avuto l’ok da parte delle authority, autorizzi lo scambio dei diritti e la sub-licenza, che porterebbe Mediaset a rivendere il pacchetto D a Sky. L’emittente satellitare, quindi, continuerebbe ad avere l’intero campionato di Serie A (più l’Europa League), mentre a Mediaset resterebbero otto squadre tra cui le big Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma e tutta la Champions League in esclusiva assoluta su tutte le piattaforme. In pratica Mediaset Premium potrà trasmettere sul digitale terrestre le 248 partite in diretta delle otto principali squadre italiane, oltre alla Diretta Premium dai campi e agli highlights di tutti gli incontri.

Le dichiarazioni del presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta. “La delibera tiene conto di una valorizzazione dei ricavi e soprattutto degli interessi degli utenti e dei consumatori, attraverso un’assegnazione sulle piattaforme su cui gli operatori sono consolidati. E’ il risultato finale di un lavoro di approfondimento di carattere legale e di grande attenzione a tutto il mondo che segue il calcio attraverso le televisioni. Si è trovato un punto importante di consenso tra i club, che hanno approvato con 22 voti su 23, e un solo astenuto”.

La soddisfazione di Mediaset. Da parte sua Mediaset ha espresso “grande soddisfazione per la conclusione equilibrata dell’assegnazione dei diritti”, sottolineando che “i principi cardine della concorrenza sono stati ristabiliti e tutti i consumatori italiani avranno ancora la libertà di scelta sia editoriale sia di prezzo per la visione dei match del campionato di Serie A”.

La minaccia dell’emittente Eurosport. “Eurosport prende atto della decisione della Lega Serie A sull’assegnazione dei diritti. Riteniamo che questa assegnazione sia contraria alle regole descritte nell’invito ad offrire redatto dalla Lega Serie A e stiamo valutando tutte le opzioni, incluse quelle legali”. E’ questo quello che si legge in una nota di Eurosport dopo l’assegnazione della Lega A dei diritti tv del campionato per il triennio 2015-2018. L’emittente aveva presentato un’offerta per il pacchetto D, quello delle 12 squadre definite “minori”, che è stato assegnato a Mediaset, che dovrebbe poi cederlo a Sky.

Le reazioni dei consumatori. Per Federconsumatori il denaro che pagheranno complessivamente Mediaset e Sky alla Lega Calcio, aumentato di 116 milioni di euro rispetto all’asta del 2013, è una cifra “improponibile, aggravata da un aumento del tutto immotivato e incomprensibile”. “L’immagine del calcio italiano – si sottolinea – non è mai stata così penosa. Risultati fallimentari, sconfitte e brutte figure. In quale mondo parallelo è mai possibile che, di fronte a tali insuccessi, vi sia anche un aumento?”. I maggiori costi per le pay tv, avvertono le associazioni, rischiano tra l’altro di ricadere sugli utenti.

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