3 Maggio 2014

Calcio, Brasile 2014: a 40 giorni dal mondiale sale la preoccupazione. Frequenti le sparatorie nelle “favelas”

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A quaranta giorni dall’inizio del Mondiale di Brasile 2014, le frequenti sparatorie tra poliziotti e narcotrafficanti spaventano la città di Rio de Janeiro che ospiterà sette partite del massimo appuntamento calcistico, tra cui la finale che si giocherà il 13 luglio nel mitico stadio Maracaná.

(lettera43.it)

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Gli scontri colpiscono anche le favelas, comprese nel progetto dell’Unità di Policía Pacificadora (UPP), adottato nel 2007 dal governo di Rio per espellere i narcotrafficanti che controllavano vari quartieri della città e che riguarda fino a ora trentanove comunità, nella maggiora parte ubicate nelle zone turistiche e vicine al Maracaná. Nella notte di questo giovedì, per esempio, una violenta sparatoria tra poliziotti e delinquenti è avvenuta nella maggiore favela di Rio, Rocinha, e ha causato la morte di un uomo – presumibilmente legato ai narcotrafficanti – e il ferimento di altre persone.

Dopo questi fatti la presenza della polizia a Rocinha è stata rinforzata con uomini delle Operazioni Speciali e della polizia militare. Allo stesso tempo, il governatore di Rio, Luiz Fernando Pezao, ha chiesto al ministro della Giustizia di far portare nelle prigioni federali i leader del narcotraffico arrestati a Rio, visto che c’è il sospetto che sarebbero loro a guidare l’ondata di violenza che è esplosa nella città nelle ultime settimane, e che include incendi di autobus ed attacchi ai poliziotti.

Una situazione particolarmente preoccupante è quella che esiste nel complesso di favelas di Alemao, occupato dalla polizia a novembre 2011, ma dove si sono moltiplicati gli attacchi criminali nelle ultime settimane. Quattro poliziotti sono rimasti feriti negli ultimi tre giorni. Come assicura il ‘Folha’ di San Paolo, il governo di Rio ha la consapevolezza della necessità di “recuperare” alcune delle favelas del progetto delle UPP per frenare l’avanzamento dei narcos, ma ha deciso di farlo dopo il Mondiale.

Da ora fino alla fine dell’appuntamento calcistico, il piano è quello di aumentare la presenza della polizia per le strade e nelle favelas, e per farlo il governo conta sull’invio di truppe federali della Forza Nazionale di Sicurezza e degli effettivi delle Forze armate, convocati dal presidente brasiliana Dilma Rousseff per garantire la sicurezza del Mondiale. Il segretario della Sicurezza Pubblica di Rio, José Mariano Beltrame, sostiene che gli attacchi recenti sono opera dei leader del crimine organizzato che cercano di seminare un ambiente di insicurezza e recuperare il controllo delle favelas dalle quali sono stati cacciati, lanciando dubbi nella comunità sull’efficacia delle UPP. “La società deve capire che la crisi è del narcotraffico. I nostri poliziotti vengono vigliaccamente attaccati. Siamo vittime di sabotaggio”, dice Beltrame.

L’insoddisfazione degli abitanti delle favelas occupate è aumentata negli ultimi mesi, davanti all’incremento di casi di vittime innocenti negli scontri tra poliziotti e delinquenti. Nella settimana scorsa, la morte di un ballerino 26enne nella favela di Pavao-Pavaozinho, ubicata tra gli eleganti quartieri di Copacabana e Ipanema, ha portato a una serie di manifestazioni degli abitanti del quartiere che protestavano contro la violenza della polizia. Vari esperti pensano che il progetto delle UPP si sia sfaldato perché, nella maggioranza dei casi, non si sono messi in piedi i progetti di miglioramento sociale promessi dal governo, e perché gli agenti della polizia non sono riusciti a creare una buona relazione con gli abitanti delle comunità. Secondo l’antropologa Alba Zaluar, esistono delle alleanze tra i leader delle principali fazioni del crimine organizzato per recuperare il terreno perso negli ultimi anni, e l’avvicinarsi del Mondiale fa sì che diventino più aggressivi, e questo genera una reazione altrettanto aggressiva della polizia. “La logica della guerra, sfortunatamente, sta ritornando”, ha detto Zaluar.

(adnkronos.it)

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