6 Aprile 2014

Le elezioni in Afghanistan tra brogli, attentati e morti

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Poco più di 12 anni. Era il 7 ottobre 2001, quando gli Stati Uniti d’America e la Nato hanno dato avvio alla Guerra in Afghanistan per combattere contro i talebani. Oggi, 6 aprile 2014, le elezioni in Afghanistan sono segnate, non dalla democrazia, tanto ricercata dall’allora presidente George Bush, ma da attentati dei talebani, da morti e da oltre 1200 denunce per brogli elettorali.

Elezioni in Afghanistan, sabato 5 aprile 2014 (foto: EPA)

Elezioni in Afghanistan, sabato 5 aprile 2014 (foto: EPA)

Il successore di Karzai. Designerà questo l’esito delle elezioni in Afghanistan. Con un’affluenza sopra le previsioni, i seggi chiusi un’ora dopo e il gran coraggio degli afghani ad andare ai seggi, a causa delle minacce terroristiche dei talebani, si chiude una tra le tornate elettorali più importanti del 2014.

Una bomba artigianale, infatti, é esplosa nel nord dell’Afghanistan al passaggio di uno dei camion che trasportava le schede elettorali provocando tre morti. L’esplosione é avvenuta nella provincia di Kunduz, ha riferito la polizia locale. Le vittime sono un membro della commissione elettorale, un poliziotto e l’autista del camion. Un portavoce della polizia ha precisato che l’esplosione ha causato anche la distruzione di otto urne che erano in viaggio verso il centro di computo di Kunduz City. Sempre oggi due uomini armati hanno attaccato a Mazar-e–Sharif, capoluogo della provincia settentrionale di Balkh un magazzino dove venivano conservate numerose urne frutto del voto per le presidenziali di ieri. Sarebbero 20 le persone rimaste uccise in 140 attacchi o tentativi di attacchi nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno afghano Umar Daudzai, aggiungendo che tra le vittime, 16 erano forze di sicurezza afghane e quattro erano civili.

Intanto, le denunce di potenziali brogli hanno raggiunto quota 1.269 alle 23 di ieri sera. Lo ha detto a Kabul il portavoce della Commissione indipendente per i reclami elettorali (Iecc), Nader Mohseni. Citato dal quotidiano online Khaama Press, Mohseni ha detto che la stragrande maggioranza delle denunce sono giunte via telefono, ricordando che per avviare una inchiesta è necessaria la presenza di prove video o fotografiche. Il tempo limite per presentare i ricorsi alla Iecc scadrà lunedì sera.

L’affluenza è stata nettamente più alta del previsto: è andato a votare il 58%, il che vuol dire che hanno votato circa 7 dei 12 milioni degli aventi diritto. Nel 2009 votò il 31,4% e mentre nel 2004, le prime elezioni libere, l’entusiasmo portò al voto il 76,9%. Lo ha comunicato il capo della Commissione elettorale Ahmad Yousuf Nuristani, spiegando che i dati si basano su stime preliminari.

I favoriti a succedergli sono un ex ministro degli Esteri di Karzai, Zalmai Rassoul, Abdullah Abdullah, che arrivò secondo nelle elezioni del 2009, ed un economista che ha lavorato per la Banca Mondiale, Ashraf Ghani. Quasi sicuramente nessuno dei tre supererà il 50% dei voti, ed il secondo turno, per il ballottaggio, è in programma per la fine di maggio. Tutti e tre in candidati hanno votato subito dopo l’apertura delle urne.

Gli Usa, però, hanno elogiato il “coraggio” del popolo e degli elettori afghani per la grande partecipazione al voto per le presidenziali nonostante la minaccia di attacchi da parte dei talebani. Il presidente Barack Obama si è congratulato con il Paese. “Milioni di uomini e donne afghani sono andati ai seggi con coraggio ed impegno”, ha aggiunto il segretario di Stato John Kerry in un comunicato. Elogi sono arrivati anche dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, dalla Nato. Secondo il ministero dell’Interno quattro civili, nove poliziotti e sette soldati sono stati uccisi in episodi di violenza nelle ultime 24 ore. I talebani hanno portato attacchi intimidatori costringendo alla chiusura di almeno 200 dei 6.423 seggi aperti in tutto il Paese.

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