5 Aprile 2014

Camerun, sequestrati due sacerdoti italiani. Si muove la Farnesina

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Due sacerdoti italiani di Vicenza sono stati rapiti insieme una monaca canadese nel nord del Camerun: il sequestro è avvenuto nella notte, ad opera di uomini armati.

(vicenza.chiesacattolica.it)

(vicenza.chiesacattolica.it)

I due sacerdoti sono Gianantanio Allegri e Giampolo Marta, originari rispettivamente di Schio e di Thiene. Proprio nei mesi scorsi, a gennaio, il vescovo di Vicenza, diocesi a cui appartengono i due preti rapiti, aveva visitato Maroua, dove si trova la parrocchia che Gianantonio Allegri e Giampaolo Marta guidano. Maroua è il capoluogo della regione dell’estremo nord del Camerun e si trova quasi al confine con la Nigeria.

Papa Francesco prega per i due missionari vicentini e per la suora canadese e auspica una soluzione. Il Pontefice, a quanto si apprende da fonti vaticane, è stato informato del sequestro in Camerun avvenuto stanotte e si tiene in costante contatto con la nunziatura. Assicura le sue preghiere e si augura una rapida risoluzione.

“Sono ore di apprensione” afferma il sindaco di Vicenza Achille Variati . “Preghiamo per i nostri confratelli, la situazione è già complicata, non complichiamola ulteriormente.” Monsignor Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, interpellato dall’Adnkronos, non nasconde tutta la sua preoccupazione. I preti che sono stati rapiti appartengono alla diocesi di Vicenza. I preti vicentini in Camerun – a gennaio scorso il vescovo era andato a visitare la diocesi di Maroua – guidano due popolose parrocchie: Tchere e Loulou. Il presule vicentino invita alla prudenza: “non complichiamo i problemi”.

In Camerun sono in missione, da venti anni, anche le suore della Divina Volontà, che affiancano nel difficile compito i missionari vicentini. Da Vicenza le consorelle sono costantemente in contatto con la casa madre della missione in Camerun anche se le informazioni arrivano con grande difficoltà.

“Sappiamo – scriveva in una lettera don Gianantonio Allegri del marzo scorso – che al confine con la Nigeria le forze dell’ordine e l’esercito sono impegnati ad assicurare che non ci siano infiltrazioni e il Governatore della regione ha chiesto agli europei presenti qui per vari motivi, se si spostano in gruppo, di farsi scortare dalla polizia. Comunque state tranquilli, noi siamo sereni e confidiamo in quel Padre che annunciamo, misericordioso e grande nell’amore”.

La Farnesina ha immediatamente attivato l’Unità di Crisi e l’ambasciata italiana a Yaoundè, ma chiede il massimo riserbo proprio per favorire una rapida soluzione del caso. Il sequestro arriva a tre mesi dalla liberazione del prete francese Georges Vandenbeusch, che fu rapito nella stessa regione a metà novembre 2013 e venne tenuto in ostaggio dai Boko Haram.

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