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19 Marzo 2014

Messina: chiesto l’arresto del deputato Pd Genovese

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Il Gip di Messina ha accolto la richiesta di arresto della locale Procura per il parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese nell’ambito di un’inchiesta sulla formazione. Si ipotizza reato di associazione per delinquere, riciclaggio, peculato e truffa. Nel 2008, componente e segretario della Commissione antimafia.

Il deputato Pd, Francantonio Genovese (blogsicilia.it)

Il deputato Pd, Francantonio Genovese (blogsicilia.it)

E’ la prima volta, in questa legislatura, che è richiesto l’arresto di un parlamentare. Il provvedimento del Gip ipotizza il reato di associazione per delinquere, riciclaggio, peculato e truffa, di richiesta di autorizzazione, dispone gli arresti in carcere. L’atto è stato già notificato da Guardia di finanza e dagli agenti della squadra mobile della Questura di Messina alla presidenza della Camera, che darà il via all’iter per la richiesta di autorizzazione: infatti, ad oggi, il provvedimento è sospeso ed è stato inviato alla presidenza della Camera.

Quattro persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari da polizia e guardia di finanza nell’ambito del proseguo dell’inchiesta della Procura di Messina sulla formazione professionale che è sfociata anche nella richiesta di arresto del deputato nazionale del Pd Francantonio Genovese. Sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, al peculato e alla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche destinate al finanziamento di progetti formativi tenuti da numerosi centri di formazione professionale.

Oltre ai già noti Lumen, Aram, Ancol sono finiti sotto inchiesta anche gli enti Enfap, Enaip, Ial, Training service L&C Learning e consulting, Cesam, Ecap, Esofop, Apindustria e Reti. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Sebastiano Ardita, e dai sostituti, Camillo Falvo, Liliana Todaro, Fabrizio Monaco e Antonio Carchietti, avrebbero permesso di accertare che i soggetti indagati, attraverso gli Enti di formazione e società appositamente create, grazie a prezzi gonfiati per l’acquisto di beni e servizi o, addirittura, a prestazioni totalmente simulate, sottraevano a loro vantaggio i fondi assegnati per lo svolgimento dei corsi di formazione. La gran parte degli indagati sono risultati tra loro legati da vincoli di parentela e di assoluta fiducia.

“Il parlamentare, nel corso del tempo ha acquisito, grazie ad una rete di complici riferibili anche alla propria famiglia, il controllo di numerosi enti di formazione operanti in tutta la Sicilia e, parallelamente, di una serie di società che gli hanno permesso di giustificare le appropriazioni, così da lucrare illeciti profitti”. Lo scrivono gli investigatori sul rapporto che ha portato alla richiesta di arresto del parlamentare nazionale del Pd Francantonio Genovese, firmata dal Gip di Messina e depositato alla presidenza della Camera dei deputati.

Francantonio Genovese, il primo parlamentare di questa legislatura per il quale è stato chiesto l’arresto, è nato a Messina, ed ha 43 anni, essendo nato il 24 dicembre del 1968. Avvocato, alle ultime primarie si è schierato con la corrente che fa capo al segretario Partito democratico Matteo Renzi. E’ figlio del senatore Luigi Genovese e nipote del più volte ministro Nino Gullotti, entrambi esponenti dell’allora Democrazia Cristiana. Nel 1998 è stato assessore all’agricoltura nella giunta provinciale di Messina. Nel 2001 è deputato all’Assemblea Regionale Siciliana e nel 2005 è eletto sindaco di Messina. Nel 2007 è anche eletto segretario regionale del Partito Democratico in Sicilia, sostenendo la corrente di Veltroni. Alle elezioni politiche del 2008 eletto alla Camera dei Deputati, è divenuto componente e segretario della Commissione antimafia. Riconfermato alla Camera nella Legislatura del 2013 è componente della Commissione Bilancio. Attivo anche nel campo imprenditoriale, è azionista e dirigente di una società di trasporto marittimo privato che opera nello Stretto di Messina.

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