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27 Febbraio 2014

Dimissioni nel M5S: si prospettano tre “maggioranze” per il Governo Renzi

Tempo medio di lettura: 4 minuti

M5S a rischio scissione, dopo il verdetto dei militanti sul web favorevoli alla ‘cacciata’ dei quattro ‘ribelli’: Campanella, Battista, Orellana e Bocchino. A favore dell’espulsione hanno votato 29.883 utenti web, contro 13.485, ed in totale i votanti sono stati 43.368. Partita la macchina del fango da parte dei grillini contro i “dissidenti”? Il Governo Renzi potrà avere l’appoggio di tre diverse maggioranze?

I quattro dissidenti espulsi dal M5S: Orellana, Bocchino, Battista e Campanella (agi.it)

I quattro dissidenti espulsi dal M5S: Orellana, Bocchino, Battista e Campanella (agi.it)

Storia di video, lacrime e dimissioni quella che oggi segna una nuova bufera nel Movimento 5 Stelle: il web decreta l’espulsione dei quattro senatori già cacciati ieri dall’assemblea congiunta dei gruppi parlamentari. Nel mezzo, una drammatica giornata fatta di video (di Grillo e dei ‘reprobi’), di lacrime (di chi si ‘autodenuncia’ e annuncia a propria volta l’addio al Movimento), e di voti on line che hanno ratificato dalla base la linea dura del vertice. L’annuncio, così, arriva direttamente da Beppe Grillo: in quasi 30 mila hanno votato per ratificare la delibera di espulsione dei 4 senatori M5S. In poco più di 13 mila hanno votato contro.

“Ti comunico la decisione di lasciare da oggi il gruppo parlamentare del M5S”. Lo scrive Alessio Tacconi, deputato M5S, in una mail al capogruppo D’Incà. “Il sistema di voto – denuncia – é in mano alla Casaleggio Associati e ci dobbiamo per forza fidare. Se fosse affidato a terzi sarebbe più trasparente, non lasciando spazio a dubbi”. E gli chiede di smentire sue presunte irregolarità nella restituzione dello stipendio, altrimenti sarà vero “che anche il M5S usa la macchina del fango contro chi esprime opinioni sgradite”. “Sono peggio dei fascisti”, dice una senatrice 5 stelle, tra quelle ormai considerate dissidenti e che per questo preferisce restare anonima, accusa così quella parte del gruppo M5S che con “metodi antidemocratici e brutali” vuole l’espulsione dei 4 finiti nel mirino di Grillo.

Nel dettaglio “29.883 hanno votato per ratificare la delibera di espulsione. 13.485 hanno votato contro” annuncia il leader del Movimento che ringrazia “tutti coloro che hanno partecipato” al sondaggio in rete sulla decisione dei gruppi parlamentari espellere i senatori Luis Orellana, Francesco Campanella, Lorenzo Battista e Fabrizio Bocchino. Hanno partecipato alla votazione 43.368 iscritti certificati.

L’ira di Grillo: Battista, Bocchino, Campanella e Orellana  “si vedevano poco e male” e “non sono più in sintonia con il MoVimento”. “Si terranno tutto lo stipendio, 20.000 euro al mese fanno comodo, capisco anche quello – afferma. – Non capisco le motivazioni ideologiche: ‘Grillo non si fa mai vedere, Grillo dall’alto, il blog di Casaleggio’. Queste sono cazzate, non sono motivazioni ideologiche”.

Un gruppo di deputati del M5S è pronto a lasciare il proprio gruppo parlamentare in dissenso per le espulsioni dei quattro “ribelli” al Senato. I “dissidenti” si starebbero contando per verificare la possibilità di formare un proprio gruppo a Montecitorio. La “scissione” avverrebbe in parallelo con quella in corso al Senato, dove quattro senatori sarebbero in procinto di lasciare il gruppo. Sarebbero in corso tentativi per far rientrare in extremis lo strappo. I quattro andrebbero ad aggiungersi agli altri quattro colleghi in via di espulsione e ad altri tre senatori M5S già fuori: Marino Mastrangelo, Paola De Pin e Adele Gambaro. Fonti interne fanno notare che ci sarebbero i numeri per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare al Senato.

I 10 senatori rassegnano dimissioni: “Più che di scissione possiamo parlare di defezioni, ci sono parecchi senatori che stanno rassegnando le dimissioni, sono una decina. Non hanno compreso il gesto di espulsione di questi quattro senatori o per lo meno non ne hanno condiviso le modalità”. Lo afferma Elena Fattori, senatrice del M5S, ai microfoni di Sky TG24 sulla spaccatura nata all’interno del movimento dopo la proposta di espellere quattro senatori considerati “dissidenti”. “Basta. Voglio tornare a casa, così non va”. Ha gli occhi gonfi di lacrime la senatrice del M5S Alessandra Bencini mentre prende l’ascensore che la porta al suo studio ed annuncia all’ANSA che sta per lasciare l’incarico di senatrice in dissenso per le espulsioni dei “ribelli”.

Sotto accusa è finito anche il capogruppo a palazzo Madama, Maurizio Santangelo, “per come ha gestito tutta la vicenda”. “La verità – spiega avvelenato un senatore – é che tutto é deciso dall’alto. Sono Grillo e Casaleggio che gli hanno detto di farci fuori. L’ordine é questo”. E a confermarlo, secondo molti senatori 5 stelle, ci sarebbe il fatto che la votazione sul blog avrebbe previsto un unico voto per espellere o salvare tutti e 4 i dissidenti. “E invece – lamenta un senatore molto critico – ieri in assemblea ci era stato detto che le votazioni sarebbero state differenziate”. Tra l’altro uno dei fedelissimi, proprio due giorni fa, ipotizzava che la Rete avrebbe ‘salvato’ Orellana, unico tra i quattro. Ma a questo punto, considerando il voto per il ‘pacchetto’ dei 4, non sarà possibile. “Per Grillo siamo solo pedine da manovrare. Uno vale uno? Grillo vale più degli altri e poi uno vale l’altro”, é l’amarezza di Luis Alberto Orellana, che con Battista annuncia le sue dimissioni da senatore.

Nuove prospettive di diverse maggioranze per il governo del neo incaricato Presidente del Consiglio, Matteo Renzi? Alla vigilia di questa decisione da parte dei militanti-web del Movimento 5 Stelle, infatti, Renzi aveva l’appoggio per governare, attraverso una solida maggioranza, del leader del Nuovo Centro Destra, Angelino Alfano. Già con quei numeri Renzi potrebbe portare avanti le riforme in comune con l’ex pupillo di Silvio Berlusconi. La seconda potenziale maggioranza che potrebbe avere Renzi, stando agli schieramenti parlamentari ed agli accordi fatti in “privato, si pensa possa essere proprio quella con Silvio Berlusconi, affinché possano garantire ai cittadini le riforme promesse nel corso di questi ultimi giorni. Ma la scissione all’interno del Movimento 5 Stelle potrebbe aprire ad una nuova fase, sia per un altro possibile appoggio esterno alla maggioranza di governo, sia per la formazione di un nuovo gruppo parlamentare che posso costruire un nuovo fronte del Centro Sinistra Progressista Italiano. Si parla, infatti, concludendo, di un accordo di massima tra SeL di Vendola, i “civatiani” area Pd e proprio i dissidenti grillini.

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