14 Ottobre 2013

Pellaro (RC): sono più di 200 i siriani sbarcati ieri notte. Sono tante le donne, 76 i bambini

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Sono stati accolti nel Palazzetto dello Sport di Pellaro, sulla costa ionica a sud di Reggio Calabria, gli oltre 200 clandestini provenienti dal Mediterraneo: in prevalenza sono siriani, tra essi molte donne e bambini. La popolazione reggina, con volontari e persone comuni, ha, da subito, portato aiuto: tanti i vestiti, le scarpe, i giocattoli e i medicinali regalati.

L'entrata del Palazzetto dello Sport di Pellaro (Rc), adibito a dormitorio per i migranti provenienti dal Mediterraneo (foto Filippo Latella)

L’entrata del Palazzetto dello Sport di Pellaro (Rc), adibito a dormitorio per i migranti provenienti dal Mediterraneo (foto Filippo Latella)

Era una notte calda, ieri sera, quella che li attendeva a Reggio Calabria. Gli animi dei 226 siriani approdati al porto, grazie al trasbordo su due pattugliatori della Guardia di Finanza e su una motovedetta della Guardia Costiera, sono “finalmente sereni”, nonostante l’evidente stanchezza nei loro occhi e il ricordo di quello che hanno lasciato. Appena sbarcati questi migranti, soprattutto siriani, hanno cominciato a salutare timidamente le persone sopravvenuto e le forze dell’ordine, in segno di ringraziamento. C’era anche chi dormiva, chi si nascondeva infreddolito e vi erano anche tanti padri con in braccio i loro figli, coperti da poco o senza scarpe. In tutto si tratta di 102 uomini, 40 donne e 76 tra bambini: la maggior parte di essi ha tra i 3 e i 12 anni. Si vedono interi nuclei familiari, scampati a guerra, fame e disperazione.

Ieri sera intorno alle 22 il barcone, già avvistato qualche ora prima e contenente questo gruppo di immigrati siriani, è stato fatto approdare sulla riva del Porto di Pentimele, a Reggio Calabria. Da qui, in buone condizioni di salute e grazie ad alcuni bus Atam riservati, queste persone sono state accompagnate a Pellaro, un comune a sud di Reggio, dove sono stati fatti alloggiare all’interno del Palazzetto dello Sport di via Marina.

Una tenda, allestita all'ingresso del Palazzetto di Pellaro (foto Filippo Latella)

Una tenda, allestita all’ingresso del Palazzetto di Pellaro (foto Filippo Latella)

Questa palestra, ritenuta non agibile per le attività delle squadre di pallacanestro locale, è stata adibita come dormitorio nel quale gli immigrati hanno potuto passare la notte al caldo ed aiutati dai primi soccorritori. Dato l’alto numero di bambini, al loro arrivo, erano parecchi i medici pediatri presenti ad aspettarli. Solo due di questi bambini sono stati ricoverati all’Ospedale “Riuniti” di Reggio: uno per febbre alta ed uno per malattia esantematica, è stato spiegato da uno dei dottori presenti.

Ora, dopo aver passato una notte tranquilla, i volontari stanno portando loro la colazione e sono iniziate da poco anche le procedure di rito per l’identificazione e la potenziale richiesta di asilo politico: ad uno ad uno, infatti, si stanno registrando i migranti che, come previsto, stanno anche lasciando le impronte digitali alla Polizia di Stato. Piano piano, poi, si stanno sottoponendo a visite mediche per constatare le loro condizioni di salute.

Le forze dell'ordine presenti in loco (foto Filippo Latella)

Le forze dell’ordine presenti in loco (foto Filippo Latella)

La Protezione Civile reggina ha iniziato, fin da subito, a distribuire beni di prima necessità, ma a stupire, è stata l’accoglienza che i cittadini di Pellaro hanno riservato loro: in poche ore, infatti, con il diffondersi della notizia, decine e decine di persone hanno portato a queste persone medicinali, cibo, acqua, vestiti e scarpe, e per i più piccoli, anche giocattoli. I tanti volontari arrivati, invece, si stanno occupando di gestire al meglio questa situazione, grazie anche alla collaborazione dei Rangers International di Italia e del Mediterraneo e alle associazione di volontari Alba 04, Le Aquile, i Lupi e CisPana.

Questa mattina, inoltre, sono state allestite alcune tende all’ingresso del Palazzetto per permettere una maggiore comodità alle persone sbarcate.

La guerra è il principale motivo per cui gli sbarchi sulle nostre coste sono aumentati in modo esponenziale, e da quanto ci dicono i dati dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) sono quadruplicati negli ultimi anni.

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