3 Ottobre 2013

Enrica Nogara: “I bambini dimenticheranno pure l’area del cerchio, ma ricorderanno i momenti di solidarietà che gli hai fatto vivere”

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“L’intento è quello di svegliare gli animi dei cittadini perché il problema sembra non toccare molto le persone ed è un problema latente di cui pochi si occupano.” Sono queste le parole di Enrica Nogara, consigliere comunale di minoranza di Luino nel gruppo “Luino Futura”, che è una tra le organizzatrici dell’evento “In Cammino per la Pace”, manifestazione che, sabato 5 ottobre, avrà l’intento di sensibilizzare i partecipanti sui diritti per la pace, l’acqua e il cibo.

La cittadina di Ponte Tresa che ospiterà, sabato alle 12.30 nella "Sala Comunale", la maccheronata della solidarietà (latuacasavacanza.it)

La cittadina di Ponte Tresa che ospiterà, sabato alle 12.30 nella “Sala Comunale”, la maccheronata della solidarietà (latuacasavacanza.it)

Com’è iniziata questa collaborazione con “Culture Ticino Network” per la creazione dell’evento “In Cammino per la Pace”? Da cosa nasce?

Ho conosciuto Margherita Maffeis (presidente di Culture Ticino Network) tramite il sito internet “Generazioni nel cuore della pace” e seguo sempre le loro iniziative. Mesi fa ho visto che proponevano, ai comuni italiani limitrofi al Canton Ticino, un cammino per la pace. Il Comune di Luino, però, aveva dato unicamente il patrocinio per cui io, personalmente, ho chiesto l’autorizzazione ai funzionari comunali: ottenuto l’assenso, sono entrata in contatto con Margherita per iniziare ad organizzare qualcosa di un pò più approfondito per quanto riguardava la nostra amministrazione locale. Abbiamo così cominciato a discutere su un tema così delicato come la sensibilizzazione per la pace. Qui in zona, infatti, l’intento è quello di “svegliare” gli animi dei cittadini perché il problema sembra non toccare molto le persone ed è, soprattutto, un problema latente di cui pochi si occupano.

Come si svolgerà tutta la manifestazione? 

All’inizio volevamo fare un percorso che partisse direttamente da Luino ed arrivasse a Ponte Tresa come la camminata svizzera, che parte da Agno, coinvolgendo i comuni interessati dal “Cammino, arrivando a Ponte. Da Luino, invece, non ci sono i presupposti per effettuare il cammino a causa della mancanza di una pista ciclabile, di un sentiero adatto a contenere le persone e, soprattutto, a causa della pericolosità della strada che congiunge Luino al valico svizzero. Così abbiamo pensato di partire tutti da Cadegliano Viconago e attraverso una pista ciclabile (nata sul vecchio tragitto della ferrovia) arrivare a Lavena Ponte Tresa e lì, sul ponte della dogana, ci sarà l’incontro tra i due “popoli”. Dopo il pranzo solidale sono previsti dei balli portoghesi, delle attività di laboratorio per i bambini, una pesca di beneficenza e, nel limite del tempo si pensava di organizzare un’incanto delle offerte, tradizionale nella nostra zona. L’idea è quella di arrivare a raccogliere dei soldi per destinarli ad un progetto riguardante un villaggio in Senegal ed ad altre attività che faremo con Generazioni nel Cuore della Pace.

Enrica Nogara, consigliere comunale di "Luino Futura"

Enrica Nogara, consigliere comunale di “Luino Futura”

Una tematica delicata come questa, vale a dire che abbia l’intento di tutelare la pace, per quale ragione “diventa” un evento volto a sensibilizzare?

Il fatto che sia un evento è già una sconfitta per tutti noi e per la pace. La pace è un valore che ognuno di noi dovrebbe aver dentro, ma piuttosto che niente, almeno da parte nostra, è meglio organizzare un evento. Vediamo spesso quanto sia difficile stabilire dei rapporti sereni, senza pregiudizi, con popoli di altre culture. Noi spesso non accettiamo alcuni modi di pensare che fanno parte della loro cultura, cercando magari di integrarli, ma mancando in quel rispetto che noi spesso non abbiamo perché ci eleggiamo come se i nostri comportamenti fossero i migliori di tutti. Quello che manca da noi è il rispetto verso il prossimo e della non violenza. Per esempio a chi rimane insensibile al disastro di questa mattina a Lampedusa consiglio di leggere “Un canto clandestino saliva dagli abissi” (di Mimmo Sammartino – Sellerio Editore Palermo). Questo è il canto delle persone che attraversano il mare e lì trovano la morte, solo perché scappano dal loro paese in guerra.

Dai rapporti Ilo e Unicef si evince, anche, che molti bambini vivono in condizioni misere: sono 170 milioni le vittime di sfruttamento per il lavoro minorile e che più di 18 mila bambini al giorno muoiono a causa di diverse malattie come la mancanza di assistenza sanitaria alla nascita, la malnutrizione, la polmonite, nascite premature, asfissia neo-natale e diarrea. Cosa ne pensa della mancanza, in molte zone del mondo, dei diritti dell’infanzia? Cosa possiamo fare noi?

Noi dobbiamo attivarci, sempre e comunque nel nostro piccolo per affrontare tematiche spesso così “lontane”. Personalmente mi sono sempre occupata di questo tema così importante, già da quando insegnavo durante tutto il corso di un anno scolastico è successo di coinvolgere tutti gli alunni delle elementari di Voldomino (piccola scuola nei dintorni di Luino) proiettando video-casette dell’Unicef, parti di film che parlavano di infanzia negata, lavoro minorile, bambini guerrieri e alla fine, questo percorso è sfociato in una grande manifestazione dei diritti ai bambini di cui sono molto orgogliosa. A distanza di anni posso affermare che la scuola non serve solo per insegnare, ma serve anche ad aprile la mente ai bambini, facendogli capire che si possono assumere diversi “occhi” per guardare il mondo. Spesso, forse, pare comodo spedire dei soldi ai bambini africani ed avere la coscienza pulita: a volte sarebbe meglio scoprire chi ha bisogno intorno a noi e, semplicemente, aiutare loro.

Alcuni bambini in aula con la maestra (istitutoelvetico.ch)

Alcuni bambini in aula con la maestra (istitutoelvetico.ch)

Forse  questo capita agli adulti, però, perché ad alcuni non importa essere sensibilizzati e formati come invece accade con i bambini. Secondo lei, cosa potrebbero imparare i bambini che parteciperanno ad una passeggiata simbolica come quella di “In Cammino per la Pace”?

Sono convinta, anche se a volte non ci si rende conto, che i bambini assomiglino alle spugne. Anche se non si vede a breve termine, a lungo andare i ragazzi elaborano quello che percepiscono e quello che vivono. Come dicevo prima, si può insegnare una materia e avere anche un atteggiamento umano, facendo passare trasversalmente alcuni contenuti ed alcuni valori che possono poi rimanere insiti nelle mentalità degli alunni. Dimenticheranno pure l’area del cerchio, ma ricorderanno i messaggi di solidarietà che gli hai fatto vivere. Noi cerchiamo di dare gli strumenti, sono piccole gocce, starà poi a loro far affiorare gli insegnamenti ricevuti.

In che modo avete provato a coinvolgere i più piccoli?

Il nostro intento è stato quello di arrivare il più possibile ai bambini, ma la loro partecipazione dipenderà, ovviamente, dalla voglia e dalla sensibilità dei loro genitori. Noi abbiamo pubblicizzato “In Cammino per la Pace” nelle scuole, ma questa è la prima edizione e ci sono alcuni aspetti organizzativi da migliore. Per esempio, dal 19 al 21 ottobre ci sarà il 3° World Forum sui diritti alla pace, all’acqua e al cibo a Lugano: sarebbe stato bello e proficuo per i bambini di Luino poter partecipare, ma la burocrazia, i costi e le autorizzazioni non ci hanno permesso di organizzarci in tempo per permettere che questo avvenisse. L’anno prossimo provvederemo a colmare le piccole lacune mostrate in questa prima edizione.

Come vorresti invitare i lettori di questa sua intervista a partecipare sabato ad “In Cammino per la Pace”?

Speriamo ci sia il sole, anche se si prevede pioggia, ma in caso armatevi di ombrello per una buona causa. Aspettandovi sabato mattina, vorrei invitarvi, infine a leggere questa poesia di Douglas Mallok, ripresa da uno dei più grandi profeti di pace del mondo, come Martin Luther King.

“Se non puoi essere un pino sul monte,

sii una saggina nella valle,

ma sii la migliore piccola saggina

sulla sponda del ruscello.

Se non puoi essere un albero,

sii un cespuglio.

Se non puoi essere una via maestra

sii un sentiero.

Se non puoi essere il sole,

sii una stella.

Sii sempre il meglio

di ciò che sei.

Cerca di scoprire il disegno

che sei chiamato ad essere,

poi mettiti a realizzarlo nella vita.”

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