30 Settembre 2013

Nesci – M5S: “Il teatrino di questi ultimi giorni, che porterà ad un Letta bis, servirà solo a giustificare l’aumento dell’Iva”

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Abbiamo intervistato Dalila Nesci, deputata del Movimento 5 Stelle, che è stata eletta, in Parlamento, alle scorse politiche di febbraio. La 26enne calabrese, giornalista pubblicista e laureanda in giurisprudenza, si è raccontata e ha descritto la situazione politica italiana, ad oggi così delicata. Abbiamo chiesto lei anche un parere sui modi usati dal leader, Beppe Grillo, a parer nostro talvolta eccessivi, e sulle critiche che continuano a piovere, al M5S, da tutti i media del nostro paese.

A Tropea il 28/9, Dalila Nesci (M5S) ha tenuto una conferenza sulla sua attività parlamentare

A Tropea il 28/9, Dalila Nesci (M5S) ha tenuto una conferenza sulla sua attività parlamentare

– Sei stata eletta, nelle scorse elezioni del 24-25 febbraio, onorevole alla Camera dei Deputati nelle fila del M5S. Da dove deriva questa scelta di candidarti e qual è stata la tua esperienza precedente di attivista politica?

La scelta di candidarmi è conseguenza di un lungo percorso di associazionismo, impegno dal basso in gruppi per la legalità e la diffusione della democrazia partecipativa. Da molti anni contribuisco al lavoro di emancipazione della Calabria e del Sud in generale, intanto con il Movimento Cinque Stelle.

– Come reputi la tua esperienza parlamentare in questi mesi? Quali iniziative politiche, insieme al M5S, hai portato avanti?

Un’esperienza intensa e formativa, fatta di emozioni forti, anche di rabbia per come spesso vengono utilizzate le istituzioni a vantaggio dei potenti. Con il Movimento ho portato avanti iniziative parlamentari per il reddito di cittadinanza, l’abolizione dei rimborsi elettorali, l’impignorabilità della prima casa, l’investimento pubblico nell’edilizia scolastica, nella cultura, nelle energie pulite. In prima persona ho promosso la battaglia contro i crimini bancari, con cui si distruggono le imprese, il lavoro, i risparmi sudati.

– Il mondo della politica, visto da fuori, sembra veramente lontano alla cittadinanza. Entrata in Parlamento, che sensazioni hai avuto? E’ realmente così?

È così. Non posso dirlo, però, di noi Cinque Stelle, che stiamo fra la gente, partecipiamo a tutti i lavori d’aula, restiamo in ufficio fino a tardi e, soprattutto, abbiamo già restituito un patrimonio, rinunciando a 42 milioni di rimborsi, tornando indietro la diaria non spesa per un ammontare di oltre un milione e mezzo e non prendendo alcuna integrazione di carica.

I parlamentari del M5S, nella conferenza stampa tenuta da Beppe Grillo dopo le scorse elezioni politiche (repubblica.it)

I parlamentari del M5S, durante la conferenza stampa di Grillo dopo le scorse elezioni politiche (repubblica.it)

– Immagino tu abbia avuto contatti con altri parlamentari di partiti differenti dal tuo. Di che genere? Solo a livello professionale o anche di cordiale conoscenza?

Ho avuto un contatto con un collega del Pd, Guglielmo Vaccaro, che aveva una proposta per inserire nella carta d’identità lo status di donatore di organi. Sapeva della mia proposta di introdurre il silenzio-assenso in proposito, essendo drasticamente diminuite le donazioni in Italia. Credo che sulla delicata materia potremo lavorare a un testo di legge condiviso. Con il sottosegretario Jole Santelli, del Pdl, il viceministro Stefano Fassina del Pd, abbiamo collaborato sull’emergenza lavoro a Vibo Valentia.

– Avete mai provato, come M5S, a cercare il dialogo con la maggioranza per qualche decisione politica da prendere insieme? E’ successo avvenisse? 

La maggioranza Pd-Pdl sta blindando tutto. Certo, non è che in assoluto non vi sia dialogo. Il punto è che, però, sulle grandi questioni del Paese loro lavorano in direzione contraria ai cittadini. L’esempio è il voto sull’acquisto di aerei militari F35. Noi volevamo risparmiare quei soldi e altri per l’istituzione del reddito di cittadinanza.

– Ci spieghi cosa sta succedendo realmente in questi giorni in Parlamento? Il PdL minaccia il governo Letta, con la decadenza di Berlusconi, e il Pd, che prende tempo, continua a perdere consensi. Perché arroccarsi al potere significa necessariamente essere lontano dai cittadini?

È l’esempio di una politica interessata ai propri affari, incapace di ascoltare la piazza che grida e di rispondere ai bisogni concreti di milioni di cittadini rimasti senza lavoro, senza assistenza, senza speranze. Il teatrino di questi ultimi giorni, che porterà ad un Letta bis, servirà solo a giustificare l’aumento dell’Iva dell’1%. Insomma prendere tempo grazie al rimpasto, in modo da riciclarsi alle prossime elezioni, e nel frattempo giustificare l’aumento delle tasse.

– I media vi accusano di comportarvi come “la vecchia politica”, come per esempio fare ostruzionismo nell’iter legislativo, per rallentare i lavori parlamentari. E’ vero questo? Cosa succede realmente in Parlamento? E nelle commissioni?

Innanzitutto noi non facciamo ostruzionismo, ma “costruzionismo”: è il nostro modo di fare resistenza contro la casta. Inoltre, se guardiamo a tutte le deroghe della maggioranza, restiamo spaventati. Porto l’esempio della prassi parlamentare imposta per il Decreto del fare, per la revisione costituzionale e per i lavori in aula, spesso al di fuori dei regolamenti. L’ostruzionismo che pratichiamo è un’“arma” di opposizione concreta, altrimenti la cordata Pd-Pdl lascerebbe noi italiani senza più un diritto e nessuno saprebbe quello che davvero accade in Parlamento.

La sera dell'occupazione del tetto della Camera dei Deputati da parte di parlamentari M5S

La sera dell’occupazione del tetto della Camera dei Deputati da parte di parlamentari M5S

– Pochi giorni fa avete occupato il tetto di Montecitorio. Per quale ragione? Cosa è successo?

Siamo saliti sul tetto per protestare contro la modifica dell’articolo 138 della Costituzione, la quale noi riteniamo si possa cambiare ma con le garanzie stabilite dai costituenti e secondo la procedura rigida dello stesso 138. Ritoccando l’articolo 138, la maggioranza ha aperto le porte ad una modifica sbrigativa della Costituzione, per rafforzare i poteri del governo e fare a meno della volontà dei cittadini. Al contrario, la nostra proposta è di inserire in Costituzione il referendum propositivo e senza quorum, che dà ai cittadini la possibilità di partecipare direttamente alla costruzione del futuro del Paese. Per la nostra protesta siamo stati sospesi per 5 giorni, immediatamente e come fossimo stati criminali. Il condannato Berlusconi, invece, sta avendo un altro trattamento, rispettoso dei suoi comportamenti contro la legge.

– Protestare in questo modo significa far puntare i riflettori su questa iniziativa. E’ una prassi simbolica oppure mirate ad ottenere qualcosa facendo così? In che modo?

I giornali, le tv e la stampa in generale tendono a censurarci, oscurarci, limitarci; tendono a insistere su problemi inutili o inesistenti, in modo da nascondere le nostre azioni per il Paese. Protestare in maniera clamorosa significa far sapere che siamo pronti anche a non dormire, come abbiamo fatto più volte, pur di onorare il nostro mandato e difendere gli interessi degli italiani.

Il leader del M5S, Beppe Grillo, in uno scatto del 2012

Il leader del M5S, Beppe Grillo, in uno scatto del 2012

– Come giudichi il leader del M5S, Beppe Grillo, quando alza i toni? E le polemiche che ne seguono?

Beppe usa il linguaggio ironico e forte della satira e del paradosso, sapendo bene che c’è da agire, più che da ridere. In questo senso, è stato molto, molto efficace nel creare profonda consapevolezza della realtà, sia della strada che del palazzo.

– Cosa pensi di quei deputati grillini che hanno lasciato il M5S accasandosi in altri partiti o al gruppo misto? Che rapporto avevi con loro? E del senatore Orellana? Sembra uno tra i senatori del M5S più aperto al dialogo con il Pd…

Abbiamo accettato delle regole molto precise e chiare, quando abbiamo scelto di candidarci nelle liste del Movimento Cinque Stelle. Le regole si rispettano sempre. Capisco che in Italia è sempre il contrario, ma noi non possiamo tradire il mandato degli elettori.

– Tu sei una calabrese doc. Come giudichi l’attività governativa di Scopelliti, sia a Reggio, sia nella regione Calabria? 

Il rischio, se contestassi solo Scopelliti, è di far credere che nel Pd calabrese ci sia l’alternativa. Oltre al caso Fallara e al matrimonio Barbieri, direi dell’ospedale della Piana di Gioia Tauro, su cui ho presentato un’interrogazione articolata, e del sangue infetto a Cosenza, per cui con altri deputati Cinque Stelle ho interrogato il ministro della Salute. Questi episodi dimostrano l’equivalenza fra Pdl e Pd. Il punto vero è che Scopelliti è uguale a Loiero, con l’eccezione di una maggiore vicinanza alla criminalità da parte di esponenti di spicco del Pdl; per esempio Santi Zappalà, Francesco Morelli e Antonio Rappoccio, arrestati per ‘ndrangheta.

Una manifestazione di Legambiente per dire No alla centrale a carbone a Saline Joniche

Una manifestazione di Legambiente per dire No alla centrale a carbone a Saline Joniche

– La costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche (RC) è stata oggetto di aspre polemiche da parte dei media e soprattutto della cittadinanza. La Svizzera ha votato un referendum popolare per impedire che una società elvetica, a partecipazione pubblica, costruisca questa centrale a carbone a Saline. Mi potresti spiegare com’è possibile? Il Parlamento italiano ha preso posizione in aula? In che modo?

Noi Cinque Stelle abbiamo presentato un’interrogazione sulla centrale di Saline Joniche e sul rigassificatore di Gioia Tauro. In Italia, ribadisco, la politica serve i potenti e ai potenti. Non c’è un piano nazionale in tema di energie, ma solo una strategia confusa, che premia imprenditori cui interessa il proprio profitto, a discapito dell’opinione e delle necessità dei territori.

– Come si interfaccia il M5S contro la lotta alle criminalità organizzate? In questi mesi da onorevole, come reputi il contrasto alle mafie da parte dello Stato?

Del Movimento Cinque Stelle fanno parte tanti giovani che militano in gruppi dell’antimafia civile e che hanno come riferimento il giudice Paolo Borsellino. La lotta alla mafia, come diceva Borsellino, deve essere un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale e delle contiguità. La lotta dello Stato alle mafie è molto debole, ipocrita e di facciata. Spesso le mafie sono dentro lo Stato. Basti pensare alla corruzione di giudici e poliziotti, per non dire dei soliti “pontieri” Dell’Utri e Cosentino.

– L’antimafia e la sensibilizzazione alla legalità, spesso, sembrano un utile mezzo per combattere le criminalità, ma alcune volte sembrano, purtroppo, fini a loro stesse. Tu cosa ne pensi? Come vedi un unico ente antimafia statale in sostituzione della miriade di associazione presenti in Italia? Qualche proposta in merito?

Credo che si tratti di due piani differenti. Il contrasto delle mafie impegna per definizione lo Stato: governo, parlamento, magistratura e forze di polizia. La giustizia deve avere più mezzi, più risorse umane e finanziarie. Le associazioni – e la scuola pubblica con programmi ministeriali adeguati – devono continuare nella lotta culturale, ma avendo specifici contributi sulla base di progetti veri.

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