9 Agosto 2013

Ruby Sparks

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Secondo Freud, l’amore è esercizio di controllo sul partner dettato da esigenze puramente egoistiche. Esercizio ben riuscito al giovane Calvin Weir Fields (Paul Dano).

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Scrittore di successo a soli diciannove anni, Calvin, ha per migliori amici un cane che fa pipì come una femmina e il suo psicanalista (Elliot Gould), che a volte gli concede di abbracciare infantilmente il suo pupazzo preferito. Le donne, che spesso lo hanno deluso, lo cercano e desiderano principalmente per la fama da romanziere e mai per la sua vera natura. Ma non Ruby, la donna dei suoi sogni. Seducente, spiritosa e dai lunghi capelli rossi appare in sogno al tormentato Calvin, in preda al blocco della scrittura e si insinua nella sua mente, diventando realtà. Realtà che si materializza attraverso la macchina da scrivere. Calvin per giorni sogna e scrive, fino a ritrovarsi, in una frenetica mattinata, la bella Ruby sul divano di casa.

Commedia romantica che si muove tra finzione e realtà, Ruby Sparks, affronta il tema del rapporto di coppia, puntando l’attenzione sul desiderio dell’uomo di gestire i sentimenti propri e del partner. In fondo, chi non vorrebbe poter plasmare a sé “l’altra metà della mela”? La fantasiosa Zoe Kazan, compagna di Paul Dano sul set e nella vita, ha scritto la sceneggiatura ispirandosi al mito di Pigmalione (“devi essere come ti ho sognato”) dando forma ad una commedia agrodolce ma divertente e dai toni un po’ vintage. Le conversazioni tra i protagonisti, risultano vivaci e intelligenti. Difficile non divertirsi di fronte allo shock di Calvin durante la materializzazione di Ruby o di fronte agli spassosi dialoghi con il fratello Harry (Chris Messina) che, molto eccitato dall’idea che lo scrittore possa gestire corpo e mente della sua donna, esordisce dicendogli: “A nome di tutti gli uomini, dimmi che non sprecherai questa occasione!”. Come risulta ancor più difficile non rimanere attoniti di fronte alle “psicosi” di Calvin e all’inconscia ossessione che l’uomo nutre per il controllo: colpisce il dettaglio di ordinare al suo fidato cagnolino di fare meccanicamente pipì. Ossessione di cui, per amore della sua donna ideale, sarà costretto a liberarsi. Lascia un non so ché di amarognolo in bocca invece l’osservazione del rapporto dello scrittore con la madre (Annette Bening), donna seria tramutatasi in una libertina moglie di un falegname eccentrico di nome Mort interpretato da Antonio Banderas, cambiamento di difficile comprensione ed accettazione da parte di Calvin.

I coniugi statunitensi Jonathan Dayton e Valerie Faris, tornano sul grande schermo dopo il pluri-premiato Little Miss Sunshine (2006) con una commedia fantastica che rimanda all’esperienza di Woody Allen del 1985 con La rosa purpurea del Cairo e al più recente Se mi lasci ti cancello di Michel Gondry e Charly Kaufman. Se in Little Miss Sunshine raccontavano una strampalata famiglia americana alle prese con problematiche quotidiane e sogni da realizzare, l’ultimo lavoro si concentra sulla dinamica della relazione uomo-donna attraverso l’elemento “magia” ma non tralasciando però il contesto familiare. “Quel che ci piace di Ruby Sparks è che non cerca di spiegare la magia: la magia c’è sempre, è un fatto della vita”. Queste le parole di Dayton in occasione del Festival del Film di Locarno, alla presentazione internazionale della pellicola nel mese di agosto. E in effetti Calvin, la magia non ha nessuna intenzione di cercare di spiegarla ma vuole solo viverla, considerando l’innamoramento come un vero miracolo. Notevole l’interpretazione di Paul Dano, già visto in Little Miss Sunshine nel ruolo di un adolescente muto fissato con Nietsche, che sempre a Locarno, definisce Ruby Sparks un film sulla condizione umana, come un mito greco che vale per tutti. La sua interpretazione insieme a quella di Zoe Kozan, figlia e nipote d’arte, appaiono molto curate, nello stile dei due registi e rendono il film più che godibile. Adatte e gradevoli anche le musiche di Nick Urata curatore di numerosi progetti musicali cinematografici e televisivi. Resta solo da chiedersi se non fosse stato meglio spegnere la macchina da presa cinque minuti prima della chiusura, evitando l’effetto poco originale della favola a lieto fine che aimé lievemente rovina la sensazione di imprevedibilità e stupore che accompagna lo spettatore per tutta la durata della narrazione. E nella costruzione di un film, il finale non è certamente cosa di poca importanza ma in questo caso, non lo è nemmeno così tanto da far considerare deludente l’intera pellicola.

Un film di Jonathan Dayton, Valerie Faris. Con Paul Dano, Zoe Kazan, Antonio Banderas, Annette Bening, Steve Coogan. Titolo originale Ruby Sparks. Commedia, Ratings: Kids+16, durata 104 min. – USA 2012. – 20th Century Fox uscita giovedì 6 dicembre 2012.

 

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