Casalzuigno | 17 Marzo 2019

“Amicizia e Solitudine”, due succhi dell’esistenza

"Grazie al mondo di LuinoNotizie, ho avuto, sotto ogni aspettativa di vita, un'occasione per aprirmi alle altre persone. Ecco tutto quello che mi piacerebbe"

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Sono un ragazzo molto strano (e chi non lo è). Io, talvolta, mi sento come un pipistrello che si nasconde in una grotta buia e algida, che si isola dagli altri solo per puro piacere personale. Vedete, la verità è che io abito un paese “deserto”, ove, a causa della mia timidezza, mi è difficile avvalermi della confidenza altrui. Scoprendo la socievolezza delle altre persone, però, mi cimento volentieri nell’amicizia, quando vi è occasione, tornando poi a casa avvolto da dolci ricordi e ben felice di averli impressi nella mente.

Questo articolo contiene il succo dell’amicizia, un succo dolcissimo… o almeno, fino ad un certo punto. Non lo si può comprare nei normali supermercati, poiché non è materiale, ma lo si può ricavare con il consenso dell’altro. Solo così facendo, potrete un giorno sentirvi veramente legati. Non solo, contiene anche l’amara polpa della solitudine (anch’essa astratta), che, se ben domata, non è poi tanto spiacevole, perché vi potrete concedere un momento di tranquillità. Durante la mia vita, mi sono cibato di entrambi i succhi e, come già succitato, l’ho fatto di mia sincera volontà.

Dal momento che ho Facebook, e di preciso dall’estate dell’anno scorso, ho ricevuto non poche richieste di amicizia e, grazie al mondo di LuinoNotizie, ho avuto, sotto ogni aspettativa di vita, un’occasione per aprirmi alle altre persone. Inoltre, fin da piccolo nutrivo il desiderio di sbarcare sul mondo di YouTube già nella mia più tenera età, anche se i miei genitori e mia sorella erano contrari. Tutto sommato, ho queste belle cose, ma ancora mi manca l’apertura verso gli altri che, sperabilmente, si decida ad arrivare nella mia pianura mentale.

Mi piacerebbe poter uscire con gli altri (per esempio un sabato sera, una domenica… o quando si è liberi). Mi piacerebbe anche appartenere a dei piccoli gruppetti. L’amicizia non ha un limite, l’unica consapevolezza, però, è il doversi accertare che questi altri siano d’accordo. A conti fatti, anche io mi sento solo e, a scuola, mi intimidisco, anche se vorrei vivere in prima persona le amicizie.

Probabilmente, questo problema è originato dal fatto che il Re Autismo pregusta il momento nel quale si divertirà ad inibire il flusso del volersi relazionare con i propri amici. Parlare, parlare, fino a che l’ultima parola viene detta, è sicuramente un altro passo avanti per sconfiggere questo malaugurato Re Autismo sempre ed ancora.

Dopo avervi narrato questa storia, potrei concludere con il dirvi che il prossimo articolo sarà incentrato sulla “Stereotipia” (che non poco spaventa e manomette le relazioni sociali e quindi le “eventuali” amicizie), una dei 7 “Ragazzi dell’Autismo” o “Autismoidi”. Consiste nel ripetere un movimento in modo non controllato, tipico dei ragazzi con autismo. Non dico altro perché potrei risvegliare il famigerato Re Spoiler.

Grazie mille per la vostra attenzione, vi auguro un florido proseguimento di giornata. Arrivederci.

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