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17 Maggio 2021

Compie oggi 83 anni Gianni Minà, una vita tra interviste e giornalismo

Tempo medio di lettura: 3 minuti

(biografieonline.it) Gianni Minà nasce il 17 maggio 1938 a Torino. Inizia la carriera di giornalista nel 1959 a “Tuttosport”, il quotidiano sportivo della sua città, mentre l’anno successivo debutta in Rai collaborando alla realizzazione dei servizi sportivi relativi ai Giochi Olimpici di Roma (1960). Approdato a “Sprint”, rotocalco sportivo diretto da Maurizio Barendson, a partire dal 1965 si occupa di documentari e inchieste per numerosi programmi, tra cui “Tv7”, “AZ, un fatto come e perché”, “Dribbling”, “Odeon. Tutto quanto fa spettacolo” e “Gulliver”. Per la Rai segue Olimpiadi e Mondiali di calcio, ma si occupa anche di pugilato.

Con Renzo Arbore e Maurizio Barendson fonda “L’altra domenica”, e nel 1976 viene assunto al “Tg2” diretto da Andrea Barbato. Nel 1981 vince il “Premio Saint Vincent” in qualità di miglior giornalista televisivo dell’anno: il riconoscimento gli viene consegnato direttamente da Sandro Pertini, Presidente della Repubblica. Dopo aver collaborato con Giovanni Minoli a “Mixer”, debutta come conduttore di “Blitz”, programma di Raidue di cui è anche autore, che accoglie ospiti come Eduardo De FilippoFederico FelliniJane FondaEnzo FerrariGabriel Garcia Marquez e Muhammad Ali.

Nel 1987 Gianni Minà diventa famoso in tutto il mondo per un’intervista di sedici ore con Fidel Castro, presidente cubano, per un documentario da cui viene tratto un libro: il reportage intitolato “Fidel racconta il Che”, nel quale il leader cubano illustra l’epopea di Che Guevara, assume importanza a livello internazionale. Dopo avere intervistato Castro nuovamente nel 1990, in seguito al tramonto del comunismo in Europa (il contenuto dell’incontro è pubblicato nel libro “Fidel”, con prefazioni di Gabriel Garcia Marquez e Jorge Amado), l’anno seguente il giornalista piemontese crea la trasmissione “Alta classe”, una serie di ritratti di artisti (tra cui Chico Buarque de Hollanda, Ray Charles e Massimo Troisi).

Nel frattempo Minà diventa molto amico di Diego Armando Maradona, stella del Napoli, e pubblica una serie di libri dedicati alla figura di Fidel Castro: “Il racconto di Fidel” per Mondadori nel 1988; “Fidel” per Sperling & Kupfer nel 1991; “Fidel. Presente e futuro di una ideologia in crisi analizzati da un leader storico” per l’Unità nel 1994; “Un continente desaparecido” per Sperling & Kupfer nel 1995; “Fidel Castro. La sua vita, la sua avventura in due interviste storiche” per Sperling & Kupfer nel 1996. A partire dal 1992 si dedica al Sudamerica, realizzando “Storia di Rigoberta” (dedicato a Rigoberta Menchù, Nobel per la Pace), “Immagini del Chiapas” (presentato al Festival di Venezia del 1996 e dedicato all’insurrezione zapatista), “Marcos: aquì estamos” (con un’intervista esclusiva concessa dal Subcomandante Marcos insieme con lo scrittore Manuel Vazquez Montalban) e “Il Che trent’anni dopo” (dedicato a Che Guevara).

Torna allo sport presentando “La domenica sportiva” e inventando “Zona Cesarini”. Prende parte, inoltre, a “Un mondo nel pallone”, mentre con Enrico Vaime e Simona Marchini presenta “Ieri, oggi… domani?”. Insieme con Lucio Dalla, invece, idea lo show “Te voglio bene assaje”, dedicato alle canzoni di Antonello Venditti e Zucchero. Prosegue, inoltre, nella creazione di documentari, con protagonisti Nereo Rocco, Pietro Mennea, Edwin Moses e molte altre celebrità dello sport. Tra il 1996 e il 1998, anni in cui è direttore di “Tuttosport”, Gianni Minà si occupa del programma tv “Storie”, che accoglie ospiti del calibro di John John Kennedy, il Dalai LamaPietro IngraoMartin ScorseseLuis Sepulveda e Naomi Campbell.

Negli stessi anni con il suo editore storico, Sperling & Kupfer, dà alle stampe “Marcos e l’insurrezione zapatista” (con Jaime Avilés), “Storie” (in collaborazione con Rai-ERI, tratto dall’omonima trasmissione) e “Il papa e Fidel“. Sul finire degli anni Novanta pubblica per Panini il libro “Storie e miti dei Mondiali”, scritto a quattro mani con Darwin Pastorin, e per Sperling & Kupfer “Testimoni del tempo”. All’inizio degli anni Duemila, il giornalista crea, insieme con l’amico Maradona, “Maradona: non sarò mai un uomo comune”, settanta minuti di reportage in cui l’argentino si confessa. In seguito, Gianni Minà collabora alla realizzazione del film di Walter Salles “I diari della motocicletta“, ispirato alla storia di Ernesto Guevara e di Alberto Granado, che negli anni Cinquanta attraversarono l’America Latina in motocicletta, partendo dall’Argentina e toccando il Cile, l’Amazzonia peruviana, la Colombia e il Venezuela.

Nel 2003 viene pubblicato da Sperling & Kupfer “Un mondo migliore è possibile”, un saggio dedicato alle idee proposte dal Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, che viene tradotto anche in francese, in portoghese e in spagnolo, mentre con Alberto Granado, ormai ottantenne, Minà ripercorre l’avventura del Che in moto nel lungometraggio “In viaggio con Che Guevara“, presentato al Sundance Festival e in numerose altre rassegne cinematografiche (Berlinale, Festival di Belgrado, Festival di Valladolid). La pellicola vince il Festival di Montreal e il premio della critica ai Nastri d’Argento.

Contemporaneamente, Minà si aggiudica il Premio Vittorini per il giornalismo televisivo e il Premio Flaiano. Al 2005 risale il volume “Il continente desaparecido è ricomparso”, edito sempre da Sperling & Kupfer. Nel 2007, in collaborazione con Loredana Macchietti, Minà pubblica la raccolta di DVD “Maradona, non sarò mai un uomo comune”, per la “Gazzetta dello Sport“: l’opera si rivela un successo straordinario, con oltre un milione e 200mila copie vendute. Il giornalista vince, inoltre, il premio alla carriera al Festival di Siviglia, e al Festival di Berlino ritira il premio Berlinale Kamera alla carriera grazie alla raccolta di documentari “Cuban memories”.

Eletto nell’assemblea della Siae, entra a far parte del comitato che inventa e realizza “Vivaverdi“, rivista dedicata agli autori italiani. In ambito editoriale, pubblica “Politicamente scorretto. Riflessioni di un giornalista fuori dal coro”. Nel 2010 Gianni Minà vince il Premio Speciale “Vittorio Mezzogiorno” al Giffoni Film Festival (consegnatogli da Giovanna Mezzogiorno, figlia dell’attore), mentre nel 2012 riceve il Premio Trabucchi d’Illasi alla Passione Civile.

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