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9 Gennaio 2021

Compie oggi 77 anni Jimmy Page, uno tra i più grandi chitarristi della storia della musica

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(biografieonline.itJames Patrick Page, detto Jimmy, nasce il 9 gennaio del 1944 a Londra, nel sobborgo di Heston. Sin dall’adolescenza si appassiona alla chitarra, divenendo presto allievo di Big Jim Sullivan, session man che già era stato l’insegnante di Ritchie Blackmore, membro dei Deep Purple. A quattordici anni prende parte a “Search for stars”, programma televisivo in cerca di nuovi talenti, mentre due anni più tardi decide di lasciare la scuola per intraprendere definitivamente la carriera musicale.

Dopo aver collaborato con il cantante Red E. Lewis e il poeta Royston Ellis, segue Neil Christian e la band dei The Crusaders a Parigi, prima di suonare per il suo singolo intitolato “The road to love”. Una sera, Jimmy viene notato da John Gibb, componente dei The Silhouettes, che gli chiede di collaborare con lui per registrare alcuni brani per la Emi; la stessa offerta gli viene avanzata dalla Decca Records, che gli promette un lavoro come turnista in studio. Dopo aver suonato, tra l’altro, per Mickey Finn and the Blue Men, registra per Marianne Faithfull, i Rolling Stones, The Nashville Teens, Brenda Lee, Dave Berry e Van Morrison & Them. Accolto positivamente dalle band con cui lavora, partecipa alla registrazione di “I can’t explain”, primo singolo degli Who, anche se poi nel missaggio finale le parti suonate da lui vengono tagliate.

Nel 1965, quindi, Page viene assunto dal manager dei Rolling Stones Andrew Loog Oldham, come produttore della casa Immediate records, appena nata: egli, così, ha la possibilità di produrre brani per Eric Clapton, Chris Farlowe, Nico e John Mayall. Nel frattempo, incide “The bells of Rhumney”, cover della ballata omonima di Pete Seeger. Dopo aver rifiutato il posto di Eric Clapton negli Yardbirds (al suo posto raccomanda Jeff Beck, suo amico), partecipa alla registrazione di “Beck’s Bolero” con Keith Moon: di lì a poco, torna sui suoi passi e decide di accettare un ruolo negli Yardbirds, anche se come bassista. Le cose, tuttavia, non vanno benissimo, a causa dell’abbandono di Jim McCarty e di Keith Relf e dei dissapori con Jeff Black: Jimmy, in ogni caso, vuole proseguire la vita del gruppo.

Nascono così i Led Zeppelin, nome suggerito da una frase di Keith Moon, che aveva detto, dopo gli abbandoni degli altri membri, che la band sarebbe caduta come un dirigibile di piombo (“A lead zeppelin”). Con i Led Zeppelin, Jimmy Page ottiene un successo stratosferico, nel doppio ruolo di produttore e chitarrista: egli diventa uno degli esponenti più importanti del sound rock del tempo, grazie all’unione della Gibson Les Paul con l’amplificatore Marshall (anche se per il primo album viene utilizzata una Fender Telecaster).

L‘impiego di chitarre acustiche, slide e distorsioni rendono il gruppo il modello di diverse rock band degli anni e dei decenni seguenti. Durante la sua militanza nei Led Zeppelin, Jimmy si fa apprezzare, tra l’altro, per la tecnica tapping, come evidenziato dall’assolo del brano “Heartbreaker”. Egli, inoltre, impiega un archetto di violino al fine di pizzicare le corde della chitarra.

Led Zeppelin si sciolgono dopo la morte di John Bonham, batterista della band, nel 1980. Page torna alla grande in un’esibizione del 1983 tenuta alla Royal Albert Hall: un concerto benefico cui partecipano anche Jeff Beck e Eric Clapton. L’anno successivo, egli registra un disco con Robert Plant usando il nome di The Honeydrippers: un progetto che anticipa altre collaborazioni con Paul Rodgers, Graham Nash e David Coverdale, oltre a un tour realizzato con i Black Crowes.

Dopo aver realizzato la colonna sonora dei film “Il giustiziere della notte II” e “Il giustiziere della notte III”, Page torna a suonare con i Led Zeppelin nel 1985 in occasione del Live Aid, con Phil Collins al posto di Bonham: si tratta, però, di un’esibizione sottotono, come dimostra il rifiuto di immortalarla nel Dvd realizzato in occasione del ventesimo anniversario dell’evento.

Nel 1994, poi, Jimmy suona a Mtv Unplugged con Plant, in uno speciale di novanta minuti che raccoglie un enorme successo, al punto da dare origine a un album chiamato “No quarter”. Segue un tour nell’anno successivo, che anticipa il nuovo disco “Walking into Clarksdale”. Nel frattempo il musicista inglese si dedica anche ad attività di beneficenza, soprattutto in favore dell’Action for Brazil’s Children Trust, organizzazione fondata nel 1998 dalla moglie Jimena Gomez-Paratcha, che mette a disposizione istruzione, cibo e supporto medico per i bambini brasiliani che vivono in povertà. Nel 2005, Page viene insignito, proprio per la sua attività benefica, dell’Order of the British Empire, mentre poco dopo, per lo stesso motivo, gli viene assegnata la cittadinanza onoraria di Rio de Janeiro.

Dopo aver preso parte alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Pechino del 2008, suonando la canzone “Whole lotta love” interpretata da Leona Lewis, partecipa a “It might get loud”, film-documentario dedicato alla chitarra, insieme a Jack White dei Dead Weather e a The Edge degli U2. Nel frattempo, non rinuncia all’intenzione di tornare a suonare con i Led Zeppelin, anche se John Paul Jones e Robert Plant non sembrano essere dello stesso avviso.

Sono numerosi i chitarristi che nel corso degli anni si sono ispirati alla figura di Jimmy Page: tra gli altri, si segnalano Richie Sambora dei Bon JoviJoe Perry degli Aerosmith, Brian May dei Queen, Angus Young degli AC/DC, Slash dei Guns ‘n’ Roses, James Hetfield dei Metallica, e in Italia Maurizio Solieri (del gruppo di Vasco Rossi) e Alex Britti.

Nel 2003, Page, intervistato da “Guitar World”, ha ammesso di aver consumato droghe pesanti nel corso della sua carriera, soprattutto negli anni Settanta: l’uso di eroina è iniziato nel 1975, ed è proseguito durante le registrazioni di “Presence”. La droga ha rappresentato un problema evidente nella vita del chitarrista: il tour americano del 1977, per esempio, ne ha risentito pesantemente. Il ricorso all’eroina si è fatto sentire sia dal punto di vista fisico (Page è calato di peso in quegli anni), sia dal punto di vista psicologico, visto che essa ha causato diversi litigi nella band, soprattutto con Robert Plant, cui non piacevano le performance di Jimmy.

Il chitarrista britannico è padre di Scarlet (avuta da Charlot Martin), attualmente celebre fotografa, James Patrick III (avuto da Patricia Ecker) e Jana, Zofia e Ashen Josan (avuti dalla moglie attuale, Jimena Gomez-Paratcha).

“Classick Rock Magazine” l’ha posizionato al quarto posto della classifica dei cento “Wildest guitar heroes”, mentre “Rolling Stone” l’ha collocato in terza posizione nell’elenco dei migliori chitarristi di sempre, dietro Jimi Hendrix ed Eric Clapton. La rivista “Guitar world” ha eletto il suo assolo in “Stairway to heaven”, brano simbolo del gruppo, l’assolo più grandioso di tutti i tempi. Molti ritengono Page uno degli anticipatori dell’heavy metal, ma egli ha sempre rifiutato tale categorizzazione musicale.

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