7 Agosto 2020

63 anni fa l’addio ad Oliver Hardy, del celebre duo comico “Stanlio & Ollio”

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(biografieonline.it) Nato in Georgia il 18 gennaio 1892 Oliver Norvell Hardy, Illie o Babe per gli amici, è l’ultimo figlio di una famiglia del tutto estranea al mondo dello spettacolo. Il padre, avvocato, morì troppo presto per essere di aiuto alla nutrita famiglia (tre maschi e due femmine) e soprattutto al figlio minore. La madre, Emily Norvell, donna energica, decise di trasferirsi da Harlem a Madison dov, lavorando come direttrice di un albergo abbastanza signorile poteva mantenere la famiglia. Da ragazzo i suoi lo iscrivono dapprima all’accademia militare della Georgia, in seguito al conservatorio di Atlanta dove ottiene buoni risultati. Senonché le difficoltà economiche in cui versa la sua famiglia gli impediscono di proseguire la carriera di cantante.

Dopo i 18 anni attirato inesorabilmente dal cinema e dallo spettacolo, si adatta a fare qualunque cosa pur di stare in quel mondo che adora. Nel 1913 Oliver Hardy si presenta alla Lubin Motion Picture e ottiene un contratto come attore a Jacksonville. Farà il cattivo, per cinque dollari la settimana.

Nel 1915 Oliver recita il suo primo film comico da protagonista, dal titolo “L’aiutante attacchino”. In California, dove si sta concentrando la produzione cinematografica, Oliver Hardy viene assunto dalla casa di produzione Vitagraph. Proprio in California incontra per la prima volta Stan Laurel (che diverrà in seguito il celeberrimo Stanlio), ma è una collaborazione fuggevole, per un solo film: “Lucky Dog” (“Cane fortunato”). Stan è il protagonista e Oliver fa la parte di un rapinatore che non riesce a essere abbastanza truce perché in lui prevale già la vena comica.

Siamo nel 1926, l’anno del grande incontro con Hal Roach, produttore cinematografico che in quel periodo aveva affidato, guarda caso proprio a Stan Laurel, la regia del film “Love’em and weep” (“Amale e piangi”). Per la parte comica viene appunto ingaggiato Oliver Hardy. Una domenica però mentre Oliver armeggia fra i fornelli per preparare qualcosa agli amici, si ustiona seriamente un braccio, tanto da non potersi trovare sul set l’indomani. A questo punto la parte viene sdoppiata per dare a Stan la possibilità di sostituire Oliver per i primi giorni. Alla fine i due si ritrovano ancora una volta insieme per puro caso. Da qui il sodalizio che si consolida pian piano fino ad arrivare al grande successo.

Negli “anni d’oro”, quelli degli Hal Roach’s Studios, dal 1926 al 1940, Stan Laurel e Oliver Hardy producono 89 film, di cui 30 cortometraggi muti e 43 cortometraggi sonori.

Il declino della carriera, a questo punto, sembra per forza di cose dietro l’angolo. Dopo tanto successo è inevitabile che la parabola discendente si affacci. Stan si ammala durante la lavorazione del loro ultimo film “Atollo K”, l’unico girato in Europa, lontano dagli studi di Hollywood dove hanno consumato tutta la loro esperienza cinematografica.

Anche la salute di Oliver è pessima: in questa circostanza lo assiste la terza moglie Lucille, conosciuta sul set di “The flying deuces” (I diavoli volanti, 1939) e che gli è stata fedele per diciassette lunghi anni.

Il 7 agosto 1957 Oliver Hardy si spegne definitivamente. Laurel gli sopravvive invece di otto anni, morendo il 23 febbraio 1965. Quel giorno la morte di Stanlio mette la parola fine a due storie parallele iniziate settant’anni prima ai lati estremi dell’Oceano per poi avvicinarsi fino a coincidere perfettamente e dare vita a una delle più straordinarie coppie comiche di tutti i tempi.

Il doppiaggio italiano di Oliver Hardy, quella particolare voce riconoscibile tra mille, appartiene a un vero mito del cinema di casa nostra, il grandissimo Alberto Sordi.

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