7 Novembre 2019

Oggi i 75 anni di Gigi Riva, partito da Leggiuno per conquistare il calcio italiano

(biografieonline.it) Le sue caratteristiche erano la forza, la velocità, la tecnica e il carattere. Amatissimo da tutti gli appassionati di calcio, Gigi Riva rappresenta il più importante attaccante italiano del dopoguerra. Il suo nome viene accostato a quelli di Piola e Meazza per indicare alcuni tra i più grandi attaccanti italiani di sempre. Nato il 7 novembre 1944, il suo gioco era caratterizzato da una prorompente esuberanza fisica, che gli valse il celeberrimo soprannome da parte di Gianni Brera “Rombo di tuono”.

La fede alla sua squadra, il Cagliari, lo ha reso una bandiera, la sua serietà e la sua professionalità, un esempio per tutti i giovani. La caratura del giocatore si spiega facilmente con i numeri della media realizzativa indossando la maglia azzurra: 35 reti in 42 partite: ancora un record difficilmente raggiungibile.

La carriera di Gigi Riva inizia con la squadra del Legnano (serie C); il passaggio al Cagliari arriva presto, grazie al buon fiuto del presidente sardo che si assicura l’ingaggio del futuro fuoriclasse. Il giovane Riva affronta il trasferimento sull’isola con molti dubbi: ragazzo timido e taciturno si ritrova lontanissimo da casa. Sarà sufficiente poco tempo per capire che la Sardegna è per lui una terra adottiva.

Riva si innamora di questa terra e della sua gente, arrivando in futuro a rifiutare le offerte delle squadre più prestigiose pur di rimanere a Cagliari. E’ anche grazie a questo atteggiamento, a queste scelte, che assurge a vera e propria bandiera: giocatore amato dai propri tifosi e rispettato da tutti gli altri. Tuttavia questa scelta gli precluderà di vincere trofei e competizioni che la sua immensa classe gli avrebbe di sicuro fatto raggiungere in squadre di più alto rango.

I preparatori isolani lavorano molto sul potenziamento fisico: la sua potenza e la sua abilità nelle progressioni lo rendono immarcabile. Riva gioca con il Cagliari 13 campionati consecutivi: nel 1963-64 porta il Cagliari dalla serie B alla massima categoria. In serie A realizzerà 156 reti in 289 partite: una media superiore a 0.5 goal a partita.

Le più belle imprese di Gigi Riva sono forse legate alla maglia azzurra dove il suo potentissimo tiro mancino ha fatto sognare i tifosi di tutto il paese; i successi più importanti ottenuti in azzurro sono il titolo Europeo del 1968 e il secondo posto ai mondiali in Messico del 1970.

Il periodo d’oro per Gigi Riva è quello che va dal 1967 al 1970: oltre a tre titoli di capocannoniere della serie A e ai già citati successi azzurri risalgono a questi anni: un secondo posto in campionato (1969, dietro la Fiorentina), uno scudetto (1970) e un secondo posto nella classifica del Pallone d’Oro (1970, alla spalle del compagno di nazionale Gianni Rivera).

Ma questo triennio è per Riva anche quello più travagliato: si procura una frattura del perone sinistro (in nazionale nel 1967) e una frattura del perone destro (nel 1970 in nazionale, successivamente ai mondiali).

Termina la carriera nel 1976, in seguito ad un altro infortunio. Gioca la sua ultima partita il 1° febbraio (Cagliari-Milan, 1-3).

Dopo un periodo in cui dirige il Cagliari nel ruolo di presidente, Gigi Riva nei primi anni ’90 approda nello staff della nazionale dove, ad oggi, anche con il susseguirsi negli anni di vari commissari tecnici, svolge il ruolo di dirigente accompagnatore. Nella stagione 2004-2005, la maglia numero 11 a lui riservata negli anni in cui calcava i campi di gioco, è stata ritirata dalla società Cagliari Calcio.

Nel maggio del 2013, invece, decide di terminare il suo rapporto con la nazionale abbandonando il ruolo di team manager.

(Foto © Sportmediaset – IPP/Alberto Sabattini)

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