20 Ottobre 2019

Oggi compie 52 anni Luigi Lo Cascio, uno tra gli attori più noti del cinema italiano

(biografieonline.itIn poco più di tre anni è diventato uno degli attori di punta del cinema italiano grazie alla sua intensa espressività, capace di trasmettere non solo una vasta gamma di emozioni ma anche una profonda umanità. Nato il 20 ottobre 1967 a Palermo è cresciuto insieme ai genitori, la nonna e quattro fratelli, tutte persone che coltivavano hobby artistici, dalla poesia alla musica, alla recitazione.

La carriera cinematografica di questo ragazzo dallo sguardo languido è letteralmente esplosa con l’interpretazione di Giuseppe Impastato nel film di Marco Tullio Giordana “I cento passi“, dove ha subito dimostrato un notevole talento e un’innata capacità di caratterizzazione: riceve il David di Donatello come miglior attore protagonista, la Grolla d’oro, il Sacher d’oro e numerosi altri riconoscimenti.

Luigi Lo Cascio è inoltre una persona straordinariamente colta e preparata, qualità non facili da trovare nell’asfittico mondo del cinema italiano. L’attore dal fascino misterioso che trasmette fragilità e forza al tempo stesso, ha prima tentato di affrontare gli studi di medicina (specializzazione in psichiatria) per poi dare retta alla voce del cuore e seguire la vocazione teatrale. Iscrittosi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, si diploma nel 1992 con un saggio su Amleto di William Shakespeare, diretto da Orazio Costa.

Il suo talento a tutto campo lo si desume anche dalla sua vena creativa che gli ha permesso di scrivere varie sceneggiature e di collaborare a varie rappresentazioni teatrali. Dopo il film di Giordana, Lo Cascio è diventato richiestissimo, sfornando una serie di film nel giro di pochissimo tempo e mai a discapito della qualità. Nel 2002 l’abbiamo visto in “Luce dei miei occhi” di Giuseppe Piccioni, con il quale ha vinto la Coppa Volpi al Festival di Venezia.

Poi ha preso parte alla pellicola-fiume di “La meglio gioventù, sempre di Giordana (prova di attore che ha raccolto altri consensi entusiastici di critica e pubblico) e ha girato “Vito, morte e miracoli” di Alessandro Piva.

Nel film “Mio cognato” appare nelle vesti di co-protagonsita con Sergio Rubini (quest’ultimo anche regista). Poco prima ha girato un capolavoro della cinematografia italiana, un esempio di coscienza civile applicato al cinema, come “Buongiorno, notte” del grande Marco Bellocchio.

Ha collaborato e sta lavorando, ancor oggi, con i più grandi registi italiani e stranieri: tra i tanti film, “La bestia nel cuore” di Cristina Comencini, “Sanguepazzo” e “Romanzo di una strage” di Marco Tullio Giordana, “Miracolo a Sant’Anna di Spike Lee, “Baarìa” di Giuseppe Tornatore, “Noi ci credevamo” di Mario Martone, “Il capitale umano” di Paolo Virzì e “Smetto quando voglio – Masterclass” di Sydney Sibilia.

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