10 Ottobre 2019

34 anni fa l’addio a Orson Welles, uno tra i più grandi registi della storia del cinema

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(biografieonline.it) George Orson Welles nasce a Kenosha, nello Stato americano del Wisconsin, il 6 maggio 1915. I suoi genitori sono Beatrice Ives, pianista e suffragetta americana e Richard Welles, che possiede una fabbrica di furgoni e nel tempo libero si dedica alla realizzazione di invenzioni.

Orson è un bambino prodigio, infatti, impara a suonare grazie agli insegnamenti impartiti dalla madre e si dedica alla pittura. Alla giovane età di tre anni Welles ricopre dei ruoli in alcune opere teatrali: “Sansone e Dalila” e “Madama Butterfly”. Quando ha quattro anni, i genitori divorziano e deve trasferirsi con la madre nella città di Chicago. In questo periodo, con la madre, frequenta assiduamente determinati ambienti intellettuali e culturali. Nel 1924 la madre Beatrice muore prematuramente all’età di quarantatré anni, lasciando il figlio che soffrirà tantissimo per la sua perdita.

Orson decide di abbandonare completamente la professione musicale che ha intrapreso negli anni precedenti. Dopo la morte della madre torna a vivere con il padre Richard, viaggiando in giro per il mondo. Una delle sue mete di viaggio è Shangai, dove si ferma per un lungo periodo di tempo. Uno degli amici del padre gli regala, nel corso della sua infanzia, dei colori, una lanterna magica e delle marionette; con questi oggetti il piccolo usa la sua fervida immaginazione, realizzando dei piccoli spettacoli tutti per sé.

Nel corso della sua giovinezza, seguendo il padre nei suoi continui viaggi, frequenta prima la Washington School e in seguito la Todd School di Woodstock, prendendo come esempio il professor Roger Hill, che dirige la scuola. In questi anni continua la sua attività artistica, interpretando vari personaggi in numerose tragedie shakespeariane. Dirige anche una rappresentazione teatrale del “Giulio Cesare“, composta da William Shakespeare, vincendo anche un premio scolastico importante, noto come “Premio dell’Associazione Drammatica di Chicago”.

Nel 1930 subisce anche la perdita del padre, per cui viene affidato all’amico di famiglia Maurice Barnstein. Dopo aver finito gli studi presso la Todd School, frequenta per poco tempo l’Art Institute di Chicago, dove segue i corsi di pittura e d’arte. All’età di sedici anni scrive anche un saggio su Nietzsche. Successivamente chiede a Barnstein il permesso di fare un viaggio in Irlanda, rinviando così gli studi presso l’Università di Harvard.

Welles parte alla volta dell’Irlanda, avendo come obiettivo quello di affermarsi nell’ambito della pittura. Il suo viaggio è avventuroso viene effettuato con un carretto trainato da un asino. In seguito si trasferisce a Dublino, finendo tutti i soldi che ha con sé. Nella cittadina irlandese riesce a introdursi nel Grand Theatre, interpretando anche alcuni personaggi in opere di Carlo Goldoni e di William Shakespeare. Sempre a Dublino realizza una nuova versione del “Giulio Cesare” e si dedica al disegno dei costumi e delle scene.

Nel 1933 torna negli Stati Uniti, venendo accettato prima nella compagnia teatrale di New York e poi in quella di Chicago; cura inoltre la regia di alcune opere shakespeariane per il Federal Theatre e per il Mercury Theatre. La sua grande genialità artistica si evidenzia quando inizia a lavorare in radio, conducendo la trasmissione “March of Time”, in cui interpreta svariati personaggi teatrali e politici.

Cinque anni dopo manda in onda uno dei suoi più celebri capolavori, “La guerra dei mondi” in cui inscena una terribile invasione marziana, che passerà alla storia per il panico che desterà nella popolazione. Grazie a questa storia ottiene un grande successo, a tal punto che una compagnia di produzione, la RKO, lo assume per scrivere nuovi capolavori. Nello stesso anno realizza un nuovo film, “Too much Johnson”, e il riadattamento di “Cuore di tenebra“, opera letteraria di Joseph Conrad. Nel 1939 divorzia dalla prima moglie Victoria Nicholson.

Il vero successo arriva con “Quarto potere“, film realizzato nel 1941. Questo capolavoro cinematografico, che all’inizio non ottiene giudizi positivi, descrive l’inchiesta condotta dal giornalista Thompson che, intervistando cinque persone che amano e odiano Foster Kane, deve comprendere il significato delle sue ultime frasi. Alla fine dell’inchiesta, Thompson non riesce ad avere alcuna risposta. Successivamente il film viene rivalutato anche dalla critica e viene considerato come uno dei principali capolavori della storia cinematografica.

L’anno successivo scrive insieme a J. Cotten la sceneggiatura di “Il terrore sul Mar Nero” e con il suo grande ingegno realizza anche “L’orgoglio degli Amberson”, in cui viene rappresentata la storia di una famiglia di estrazione borghese, che vive nell’Illinois. La famiglia Amberson vive nell’era della grande tecnologia, che mina l’equilibrio che si è creato nel nucleo familiare. In questo periodo lavora anche per la realizzazione di un altro film, “It’s All True”, che però rimane incompiuto. In questi anni sposa l’attrice Rita Hayworth, da cui avrà anche una figlia, Rebecca.

L’anno successivo viene scritturato da David O. Kelney per interpretare “La porta proibita” e come regista dirige un altro suo film: “La nave della morte”. Due anni dopo cura la regia del noir “Lo straniero” e di “La signora di Shangai”. Nel 1948 gira il “Macbeth” di Shakespeare, traendo spunto dalle altre sue interpretazioni precedenti nelle opere shakespeariane.

Presto lascia Hollywood per dedicarsi ad altre opere che realizza nel periodo trascorso in Europa. Tra queste si ricordano: “Gli spadaccini della Serenissima”, “Il principe delle volpi”, “La rosa nera”, “Il terzo uomo“, la sua regia nell’opera shakespeariana, “L’Otello”, con cui vince nel 1952 La Palma d’oro al Festival di Cannes e “Rapporto confidenziale”.

Dal 1957 al 1959 trascorre un breve periodo a Hollywood, realizzando altri tre film: “La tragedia del Rio Grande”, “La lunga estate calda” e il celebre “L’infernale Quinlan”. Quest’ultimo è considerato uno dei suoi capolavori cinematografici, caratterizzato all’inizio del film da un piano sequenza narrativo molto lungo che farà la storia del cinema mondiale. La storia racconta la vicenda di un poliziotto corrotto e crudele, metafora del potere assoluto. E’ lo stesso Wells che interpreta il ruolo del poliziotto Hank Quinlan.

Dopo il breve periodo trascorso negli Stati Uniti, negli anni Sessanta torna in Europa, dove cura la regia di nuovi importanti film, tra cui si ricordano: “Il processo”, “Fallstaff”, “Un uomo per tutte le stagioni“. Nel 1971 vince un importante premio che gli viene consegnato dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences per celebrare la sua grande creatività artistica nella produzione di grandi opere cinematografiche. Gli ultimi suoi film sono: “Dieci incredibili giorni” e “F come Falso”.

Orson Welles muore a Hollywood il 10 ottobre 1985, all’età di settant’anni, a causa di un attacco cardiaco. Le sue spoglie riposano in Spagna, a Ronda, in una fattoria dove Welles aveva soggiornato in uno dei suoi viaggi giovanili.

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