15 Agosto 2019

52 anni fa l’addio a René Magritte, originalità e surrealismo nelle sua arte

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(biografieonline.itRené François Ghislain Magritte nasce a Lessines (Belgio) il 21 novembre 1898. Il padre Léopard Magritte era un mercante e spesso la famiglia è costretta a trasferirsi: nel 1910 sono a Châtelet. Qui, a tredici anni Magritte vive uno shock che lo accompagnerà per tutta l’esistenza: vede recuperare dal fiume Sambre il cadavere della madre, morta suicida, coperta dalla camicia da notte, avvolta intorno alla testa. Questo fatto rimarrà particolarmente impresso in alcuni dipinti, come “L’histoire centrale” e “Les amantse”.

Con il padre e i due fratelli si trasferisce nuovamente, questa volta a Charleroi, per allontanare il dolore della tragedia. Dopo gli studi classici Magritte volge i suoi interessi alla pittura. Nel 1916 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Bruxelles, dove la famiglia si trasferisce due anni più tardi.

Inizia ad interessarsi alle ricerche futuriste, conosciute attraverso Pierre Floquet; nel 1919 espone – presso la Galerie Giroux – “Trois Femmes”, la sua prima tela. Sposa Georgette Berger nel 1922, conosciuta dall’età di quindici anni. Vende il suo primo dipinto l’anno dopo: si tratta del ritratto della cantante Evelyn Brélin. Intanto inizia a lavorare come grafico, principalmente nel design di carta da parati.

I suoi inizi di pittore si muovono nell’ambito delle avanguardie del Novecento, assimilando influenze dal cubismo e dal futurismo. Secondo quanto affermato da lui stesso in un suo scritto, la svolta surrealista avviene con la scoperta dell’opera di Giorgio De Chirico, dalla quale viene profondamente colpito, in particolare dalla visione del quadro “Canto d’amore”, dove compare sul lato di un edificio la testa enorme di una statua greca ed un gigantesco guanto di lattice.

Al 1925 risale l’entrata di Magritte nel periodo surrealista, con l’adesione al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé; dipinge “Le Jockey perdu”, il primo quadro surrealista, mentre lavora a diversi disegni pubblicitari.

Un anno dopo prende contatto con André Breton, leader del movimento surrealista, e nel 1927 si tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria “Le Centaure” di Bruxelles. Qui Magritte espone 61 opere.

Successivamente, nel 1928, si trasferisce con la moglie a Perreux-sur-Marne, nei pressi di Parigi. Nel 1940, per timore dell’occupazione tedesca, si spostano nel sud della Francia a Carcassonne. Questi sono gli anni in cui sperimenta un nuovo stile pittorico, detto alla Renoir o solare, che porterà avanti fino al 1947.

Inizia poi il periodo vache, una sorta di parodia del fauvismo. Dopo un ultimo, lungo viaggio avvenuto nel 1966 che lo vede spostarsi fra Cannes, Montecatini e Milano, René Magritte muore il 15 agosto 1967 a Bruxelles nella sua casa di rue des Mimosas, dopo un breve periodo in ospedale. Poco prima della morte, in Italia, si era recato inoltre in una fonderia vicino a Verona, dove aveva preparato la cera per otto sue sculture, delle quali però non avrebbe mai visto la tiratura.

René Magritte è detto anche “le saboteur tranquille” per la sua capacità di insinuare dubbi sul reale attraverso la rappresentazione del reale stesso, non avvicina il reale per interpretarlo, né per ritrarlo, ma per mostrarne il Mistero. Insieme a Paul Delvaux è oggi considerato il maggiore esponente del Surrealismo in Belgio e uno dei più originali esponenti europei dell’intero movimento.

(Foto © Polisemantica)

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