13 Maggio 2019

Compie oggi 69 anni Stevie Wonder, uno tra i massimo esponenti della “Soul Music”

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(biografieonline.it) Steveland Hardaway Judkins (Morris dopo l’adozione), in arte Stevie Wonder, nasce a Saginaw nel Michigan (USA) il 13 maggio 1950. E’ il massimo esponente della “Soul Music”, anche se non è da sottovalutare anche il suo apporto alla musica più strettamente rock. Dotato di una voce singolare, coinvolgente e immediatamente riconoscibile, è anche polistrumentista compositore. Nella sua carriera vanta centinaia di collaborazioni, fra cui basti ricordare quelle con Jeff Beck e Paul Mc Cartney.

Divenuto cieco nei primi giorni di vita a causa di un guasto nell’incubatrice in cui era stato messo quando aveva solo poche ore di vita, Stevie Wonder ha mostrato fin da subito uno straordinario talento musicale, probabilmente acuito proprio dalla mancanza della vista. Di fatto, è uno dei più precoci geni della storia del rock, genere musicale che vede spesso fiorire i suoi talenti ad un’età più matura. Wonder, invece, ha cominciato ad entrare in sala di registrazione a soli undici anni, per poi seguire come “sessioni man”, solo due anni dopo, addirittura i Rolling Stones in concerto.

A finaco di questi impegni di strumentista e di esecutore, intanto, sviluppava un suo proprio repertorio, sfogando la sua inesauribile vena compositiva, diventando in poco tempo uno degli artisti di punta della casa discografica Motown Records (leggendaria etichetta della musica nera; non a caso, si parla spesso anche di “stile Motown”).

Il suo primo successo commerciale è del 1963, anno che vede l’uscita del live “Fingertips (Part 2)”. Nel 1971 pubblica “Where I’m Coming From” e “Music Of My Mind”, dando il via a una nuova era nel panorama della musica soul. Assieme a Sly Stone e Marvin Gaye, Wonder è uno dei pochi autori Rithm’and Blues i cui album non sono delle collezioni di singoli ma delle coese affermazioni artistiche. Nei due lavori successivi, “Talking Book” e “Innervisions”, la sua musica si è fatta più innovativa con testi che trattano tematiche sociali e razziali in modo eloquente e incisivo.

Stevie Wonder ha in seguito raggiunto l’apice della popolarità con “Fulfillingness’ First Finale” del 1974 e “Songs In The Key Of Life” del 1976. Tre anni più tardi esce l’ambizioso e sfortunato “Journey Through The Secret Life Of Plants” seguito nel 1980 da “Hotter Than July” grazie al quale, oltre alle ottime recensioni, ottiene un disco di platino. Negli anni ’80 però la sua produzione artistica subisce una drastica frenata, nonostante l’uscita di occasionali hit come “I Just Called to Say I Love You” scritta per il film “Woman in Red” del 1984 (con il quale si aggiudica un Premio Oscar come migliore canzone). Nel 1991 scrive la colonna sonora del film di Spike Lee “Jungle Fever” mentre, nel 1995 pubblica l’eccellente “Conversation Peace”.

In anni più recenti, Stevie Wonder è stato al centro di alcuni studi chirurgici nel tentativo di donargli la vista. Purtroppo, a tutt’oggi, questo sogno rimane ancora lontano per il musicista nero, costretto a vivere in un eterno buio, illluminato solo dalla sua splendida musica.

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