19 Aprile 2019

Oggi il 251esimo anniversario della morte di Canaletto, pittore maestro di luce

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(biografieonline.itGiovanni Antonio Canal, conosciuto come il Canaletto, è il pittore che ha saputo dare al Vedutismo un taglio internazionale tanto da essere apprezzato in tutto il mondo. Il soprannome “Canaletto” si trova dal 1726 nelle lettere, ma è dal 1740 che lo utilizza definitivamente.

Canaletto nasce a Venezia il 17 ottobre 1697 nella parrocchia di San Lio da una famiglia della borghesia veneziana. Il padre Bernardo ha un’atelier di pittura di scenografie teatrali. Proprio qui insieme al fratello Cristoforo apprende le nozioni e impara a dipingere decorazioni sceniche per gli allestimenti di opere teatrali a Venezia. Canaletto nel biennio 1718-1720, assieme al padre e al fratello, si trasferisce a Roma per realizzare le scene di due drammi di Alessandro Scarlatti.

Questo viaggio è importante perché entra in contatto con il Vedutismo: Viviano Codazzi e Giovanni Ghisolfi con la pittura di rovine, Sweerts, Van Lear, Miel, Cequozzi, Giovanni Paolo Panini con le vedute fantastiche delle antichità romane e Gaspar Van Wittel per il vedutismo olandese. Ritornato a Venezia, Canaletto prende relazioni con i vedutisti della città quali Luca Carlevarijs e Marco Rossi iniziando a dipingere a tempo pieno.

Tra il 1722 e il 1723 lavora per il futuro console e mecenate inglese Joseph Smith con lavori che vanno a impreziosire le residenze inglesi. Nel periodo 1725-1726 è ingaggiato dall’impresario irlandese Owen McSwiney. Da qui in avanti il contatto con il mondo anglosassone è fondamentale per Canaletto sia per la direzione rococò nell’ambiente artistico veneziano, sia per il nuovo mercato.

Negli anni trenta i primi mediatori con la Gran Bretagna McSwiney e Anton Maria Zanetti il Vecchio sono sostituiti da Joseph Smith in modo esclusivo. I soggetti dipinti passano dalle vedute di San Marco, Rialto Canal Grande a capricci con rovine, vedute collinari e romane. Dal 1740 per la guerra di successione austriaca il mercato di Canaletto si riduce a causa del mancato arrivo dei visitatori inglesi, perciò nel 1746 decide di recarsi a Londra con una lettera di presentazione per il Duca di Richmond, già cliente del Maestro. Sono però due annunci nel Daily Adversiter a dissipare l’iniziale diffidenza.

Tal fabbrica (il ponte di Rialto nell’invenzione, non realizzata, di Palladio) lodata a ragione dall’autor suo, dipinta e soleggiata dal pennello di Canaletto, di cui mi sono servito, non le posso dire il bello effetto che faccia massime specchiandosi nelle sottostanti acque. Ella può ben credere che non mancano al quadro né barche né gondole, che fa in eccellenza Canaletto, né qualunque altra cosa trasferir possa lo spettatore in Venezia; e le so dire che parecchi Veneziani han domandato qual sito fosse quello della città ch’essi non avevano per ancora veduto. (Francesco Algarotti)

Passata questa fase sono molti nobili che richiedono nuove commissioni al Canaletto. I soggetti diventano quelli dei castelli, dei palazzi, delle campagne e delle scene urbane. Il soggiorno inglese dopo due brevi ritorni in patria si conclude nel 1755 con il ritorno definitivo a Venezia.

Gli ultimi anni sono coronati dalla commissione del mercante tedesco Sigismund Streit. Il soggetto che caratterizza questa fase è il capriccio. Nel 1763 Canaletto è ammesso all’Accademia veneziana di pittura e scultura. Muore nella sua casa in corte Perina vicino alla chiesa di San Lio la sera del 19 aprile 1768.

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