1 gennaio 2018

Sedici anni dalla nascita dell’euro: il debutto della nuova valuta il primo gennaio 2002

(biografieonline.it) Il 9 maggio 1950 è la data con cui convenzionalmente si suole definire la nascita dell’Europa comunitaria, data stabilita al vertice tenuto a Milano nel 1985 dai capi di Stato e di governo europei. La stessa giornata, inoltre, è stata proclamata Giornata dell’Europa.

Ma come si è arrivati a prendere in considerazione proprio quel giorno e quell’anno? Per capirlo, bisogna risalire alla fine dell’ultimo, disastroso, conflitto mondiale. Erano infatti gli anni dell’avvia della “guerra fredda“, con il mondo uscito prostrato dalla seconda guerra mondiale, diviso in due blocchi ideologicamente contrapposti e con il rischio di scivolare in un altro conflitto, quando il ministro francese degli Esteri Robert Schuman presenta la proposta di creare appunto un’Europa organizzata. La proposta, nota come “dichiarazione Schuman”, è considerata il primo vero passo verso l’integrazione europea.

L’Europa Unita, dunque, nasce sotto la spinta di un’esigenza di pace e di convivenza serena fra gli stati. Insomma, nasce con l’ottica di mantenere relazioni di collaborazione e di integrazione fra le forze che la compongono. Le prime righe della dichiarazione danno un’idea dei propositi ambiziosi della stessa. “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative creative all’altezza dei pericoli che ci minacciano”. “Mettendo in comune talune produzioni di base e istituendo una nuova Alta Autorità le cui decisioni saranno vincolanti per la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, saranno realizzate le prime fondamenta concrete di una federazione europea indispensabile alla salvaguardia della pace”. Veniva così proposto di porre in essere una Istituzione europea sovranazionale cui affidare la gestione delle materie prime che all’epoca erano il presupposto di qualsiasi potenza militare, il carbone e l’acciaio. Per comprendere l’impatto rivoluzionario del gesto basterebbe immaginare oggi un’iniziativa analoga tra Israele e i Palestinesi, tra i Serbi e i Bosniaci, tra popolazioni tutsi e hutu.

Questi valori si realizzano grazie allo sviluppo economico e sociale e all’equilibrio del contesto ambientale e delle varie regioni, i soli fattori che possono garantire un livello di qualità della vita diffuso equamente tra i cittadini. L’Europa, come insieme di popoli consapevoli di appartenere ad una medesima entità avente culture analoghe o complementari, esiste da secoli, ma senza regole o istituzioni e la consapevolezza di questa unità di fondo non era mai bastata ad evitare le tragedie che hanno insaguinato le sue terre. Oggi, invece, ogni paese che ha democraticamente scelto di aderire all’Unione europea adotta i valori di pace e di solidarietà su cui si fonda la costruzione comunitaria.

 Il primo gennaio 2002 l’Euro diventa moneta corrente in dodici paesi dell’Unione europea – tra cui l’Italia – sostituendo le vecchie monete nazionali.

Nel mese di ottobre 2012 il comitato per l’assegnazione del Premio Nobel sceglie l’Unione Europea come nuovo Premio Nobel per la Pace; nella motivazione si legge: “L’Unione e i suoi membri per oltre sei decenni hanno contribuito al progresso della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa“.

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