12 ottobre 2017

Il 12 ottobre 1938 ebbero inizio le riprese del film “Il mago di Oz”

(mymovies.it) Le avventure della piccola Dorothy e del suo cagnolino Totò in un mondo fantastico in cui sono stati trasportati da un ciclone. In compagnia di tre simpatici amici, il leone, lo spaventapasseri e l’omino di ferro, Dorothy sconfiggerà una brutta strega e conoscerà la verità sul misterioso mago di Oz, prima di scoprire che si è trattato solo di un sogno e che la vera felicità sta nel cortile dietro casa.

Un classico destinato rimasto nella storia del cinema che da poco ha rivisto la luce dei proiettori in una versione restaurata e con una conversione in digitale che la Warner Bros ha realizzato in 2 e 3D, in italiano e in lingua originale e che viene distribuita dalla Cineteca di Bologna.

Già la sua storia è di quelle che entrano a buon diritto negli annali perché nel momento in cui Walt Disney ottiene uno straordinario successo con Biancaneve e i sette nani (1937), Louis B. Mayer sguinzaglia i suoi sceneggiatori alla ricerca di un libro per bambini che possa essere adattato cinematograficamente. Sarà Mervyn LeRoy, regista e produttore, a proporgli il romanzo “Il mago di Oz” di Frank Baum pubblicato nel 1900 con grande riscontro da parte dei giovani lettori.

LeRoy rinuncia ben presto all’idea di occuparsi direttamente della regia e fa bene. Perché il film finirà, tra le altre caratteristiche, con il poter essere considerato un perfetto esempio del sistema degli studios hollywoodiani degli anni Trenta nei quali il regista non è considerato molto di più che un esecutore degli ordini che arrivano dall’alto.

All’inizio è Richard Thorpe ad occuparsene ma viene ben presto sostituito da George Cukor a cui succede Victor Fleming che ne dirige una gran parte prima di essere chiamato sul set di Via col vento lasciando a King Vidor l’incombenza di finirlo girando anche la sequenza in cui Judy Garland canta “Over the Rainbow”.

Nuova Alice attraversante lo specchio, Dorothy passa da un mondo monocromatico (seppure con stupende sfumature che il grande schermo permetterà di apprezzare) a un luogo pervaso da colori rutilanti ma che conserva i suoi lati oscuri. Come nel suo vivere quotidiano si troverà davanti chi le vuole male (ora sotto forma di strega) e chi ha delle qualità individuali (coraggio, intelligenza, cuore) che nel momento in cui si uniscono conducono ad esiti positivi.

Non mancano, grazie al mago imbroglione, anche annotazioni ironiche sugli esseri umani e sui loro atteggiamenti (che nel libro di Baum avevano dei, non troppo velati, rimandi ai politici del suo tempo) ma ciò che prevale è la sontuosa messa in scena che ne fa un film capace di appagare lo sguardo anche dello spettatore dei nostri giorni che non sia a caccia solo di effetti speciali.

(Foto © Il Cinema Ritrovato)

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