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Germignaga | 19 Settembre 2020

“Germignaga, ricordi dal passato”: il capitano Casnedi protagonista della breccia di Porta Pia

Il militare, germignaghese d'adozione, fu il primo a varcare le mura di Roma nel 1870. La storia di Palamede Casnedi e della sua famiglia nelle ricerche di Renzo Fazio

Tempo medio di lettura: 4 minuti

(A cura di Renzo Fazio) Se non ci fosse stata questa dannata pandemia, sicuramente il 150esimo anniversario della presa di Porta Pia, che ricorrerà domenica 20 settembre, avrebbe avuto a livello nazionale un po’più di enfasi.

Cerco di rimediare a tutto questo se non altro per ricordare che uno dei più importanti avvenimenti storici del XIX secolo vide protagonista un germignaghese d’adozione, il Capitano Palamede Timoteo Luigi Casnedi, nato a Milano il 2 marzo 1834 e finora considerato fratello del più noto pittore dumentino, Raffaele Casnedi (1822-1892).

Il post è sicuramente un po’troppo lungo rispetto la media, ma nella seconda parte non manca un’interessante scoperta riguardo quest’ultimo appunto che, se sarà confermata, rettificherà diversi libri di storia.

Chi era dunque questo intrepido ufficiale? Con un nome così, evidentemente non poteva che avere il suo destino segnato fin dalla nascita: Palamede nella mitologia greca era un personaggio figlio di Nauplio e Climene, Re dell’isola di Eubea, citato da alcuni autori antichi come Sofocle e Euripide. Immortalato in un pregevolissimo marmo da Antonio Canova, ritenuto un esperto di strategia bellica e ricordato come un valoroso guerriero.

Forse, a conoscenza di tutto questo, il “nostro” Palamede già all’età di 14 anni era presente come volontario nella Compagnia “Medici” al primo storico combattimento risorgimentale di Giuseppe Garibaldi, avvenuto fra Luino e Germignaga il 15 agosto 1848, riportando anche una ferita. Undici anni più tardi si arruolò volontariamente nel Corpo dei Bersaglieri appena prima dell’inizio della seconda Guerra d’Indipendenza. Rapidamente Palamede Casnedi iniziò a salire di grado: l’11 dicembre 1859 fu promosso al grado di Sottotenente, il 13 febbraio 1862 Luogotenente, mentre il 14 luglio 1866 divenne Capitano e fu assegnato al 3° Reggimento Bersaglieri.

Quattro anni più tardi, la mattina del 20 settembre 1870 la quarta compagnia del 12° Reggimento Bersaglieri, da lui capitanata, per prima varcò la breccia aperta nelle mura di Roma, ponendo di fatto fine al potere temporale della chiesa. Un rapporto ufficiale stilato in data 21 settembre 1870 così descrive questo storico evento: “Il maggiore e primissimo contrasto della breccia fu superato dalla Compagnia del Capitano signor Casnedi, slanciandosi nella salita per primo il signor Capitano medesimo e guadagnandone primo la sommità, il sottotenente signor Cocito”. Entrambi furono in seguito decorati con la medaglia al valor militare e fecero una fulgida carriera militare. In particolare, Palamede Casnedi, il 3 luglio 1884 venne nominato Maggiore e il 24 febbraio 1889 promosso al grado di Tenente Colonnello. Il 7 novembre 1896 cessò la carriera militare per raggiunti limiti di età e venne collocato in riserva a cui seguì la promozione a Colonnello il 10 marzo 1898. Non mancarono per lui ulteriori importanti riconoscimenti, come la nomina di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia nel 1891 e quella di Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro nel 1904.

A Germignaga trascorse buona parte della propria vita civile dove si sposò nel giugno del 1871 con Maria Simonini (di undici anni più giovane di Lui) e figlia di un locale barcaiolo. Sul viale Regina Margherita (l’attuale via Mameli) edificò un “Casino” dove nel tempo libero amava anch’egli dipingere e ospitare amici e Ufficiali. Nel 1884 venne nominato Vice Presidente della locale Società di Mutuo Soccorso; nel 1887 presenziò a Roma all’inaugurazione del monumento per commemorare i Caduti della Guerra d’Africa, fra cui il germignaghese Giacomo De Bocchi caduto nella battaglia di Dogali. Nel 1888 nei saloni della Società di Mutuo Soccorso di Luino espose 12 quadri ad olio da Lui realizzati, molto apprezzati dalla critica. Per diversi anni fece anche parte dell’Amministrazione Comunale in qualità di Consigliere e di Assessore e fu fra i promotori della realizzazione del nuovo teatro e del nuovo ponte fra Germignaga e Luino. Il 20 maggio 1889 fu tra i pochi a salire per un saluto ufficiale sulla carrozza ferroviaria che, di passaggio nella stazione di Luino, portava il Re d’Italia Umberto I di Savoia in visita ufficiale a Berlino. Morì nel 1910 all’età di 74 anni, riuscendo però a vedere l’anno precedente, il cambio dell’intitolazione della piazza della Rotonda in piazza XX Settembre, nell’adottiva Germignaga.

Fin qui più o meno tutto era noto, quello che invece è sicuramente nuovo e che mi ha portato ad avviare più approfondite ricerche, riguarda la famiglia di origine di Palamede Casnedi. Come detto all’inizio, fino ad oggi veniva considerato il fratello del più noto pittore dumentino, Raffaele Casnedi, ma ad una lettura più attenta di una serie di preziosi documenti originali, gentilmente messi a mia disposizione in questi giorni da un diretto discendente, mi è balzato agli occhi che, in almeno due di questi, i nomi dei genitori erano differenti.

È certo che per Raffaele i genitori fossero Pietro Casnedi e Angela Spaini, il tutto è documentato nei registri parrocchiali della chiesa di San Giorgio di Dumenza. Per quanto riguarda invece Palamede Casnedi, su una copia dello stato di servizio dell’Ufficio Centrale delle Matricole dell’Esercito, i nomi dei genitori indicati sono Giuseppe Casnedi e Ferrario Teresa. Lo stesso compare su un attestato della Società di Solferino e San Martino rilasciato nel 1896. Salvo improbabili smentite è quindi evidente che Raffaele e Palamede non potevano essere fratelli.

Una rapidissima ricerca mi ha portato ad individuare un Giuseppe Casnedi acquirente a Milano nel 1827 dell’Albergo della Spada in Contrada Larga. Sappiamo che l’estro pittorico di Raffaele Casnedi si sviluppò proprio in questa città quando il padre Pietro Casnedi, di professione oste, acquistò (almeno dal 1829) il Grande Albergo di San Marco in Contrada del Pesce al numero 4986 e vi trasferì la sua famiglia, consentendo qualche anno più tardi a Raffaele Casnedi di iscriversi all’Accademia di Brera e dove iniziò a stupire per le sue capacità artistiche. Ritengo pertanto più plausibile, per affinità dei mestieri, una congruenza fra le due persone e forse un legame di fratellanza tra Giuseppe e Pietro Casnedi e non tra Raffaele e Palamede, in questo caso cugini.

Un’ulteriore notizia che sono riuscito a scovare inerente forse allo stesso Giuseppe Casnedi, è il nominativo di un altro suo fratello, Antonio Francesco, un tempo dimorante a Maccagno Inferiore. Entrato in servizio militare il 28 ottobre 1806 nel Reggimento Veliti della Guardia Reale, venne fatto prigioniero di guerra a Vilnius nel dicembre del 1812 durante la disastrosa ritirata delle truppe guidate da Napoleone nella Campagna di Russia e da cui non fece mai ritorno.

Avendo alle spalle la famiglia Casnedi una storia assai importante e di lunga data, sicuramente il tutto richiederà nuove e più approfondite ricerche che sono certo porteranno ad ulteriori interessanti sviluppi o rettifiche. Non mancherò di tenervi informati, intanto per oggi vi offro l’originale attestato della Società di San Martino e Solferino e una rara immagine che immortala uno dei momenti salienti di quella storica mattina di centocinquanta anni fa.

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