Duno | 11 Giugno 2018

Duno, i 75 anni dalla battaglia del San Martino: “Difendere il ricordo per le nuove generazioni”

L'ANPI Luino riassume con una nota le riflessioni condivise durante la giornata di ieri. Il professor Rossi: "Non soffochiamo la memoria con le fake news"

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“Lassù sul San Martino, questa mattina, ogni pietra sembrava evocare la memoria di una tragedia senza volto che si consumò settantacinque anni or sono, e che oggi sembra disperdersi nell’aria”.

Inizia così la nota pubblicata dalla sezione luinese dell’ANPI a margine delle celebrazioni per l’anniversario della battaglia di San Martino, tenutesi a Duno nella giornata di ieri. Un evento simbolo della Resistenza nell’Alto Varesotto che continua a vivere grazie alla consapevolezza del passato, ma che incontra anche le contraddizioni del dibattito politico odierno, soprattutto per quanto riguarda il proliferare di teorie revisioniste in rete.

Proprio a questo aspetto, nel giorno del ricordo di coloro che persero la vita per la libertà, viene riservato ampio spazio, sia durante le iniziative della mattinata, sia nei punti cardine delle riflessioni conclusive. E’ così che la memoria, scrive il professor Emilio Rossi, risulta “Soffocata dai tweet e dalle fake news che impazzano nell’etere di una rete incontrollata. Ed allora il sacrificio di questi eroi, dai quali è scaturita la nostra Costituzione Repubblicana, viene sminuito e ridotto a pura resistenza passiva, ad un tragico errore militare che non merita paludamenti patriottici, zeppi di forzature gratuite e di eccessi. Di intemperanze patriottarde. Troppo facile giudicare la storia con il senno di poi”.

Una corale rivendicazione” è dunque l’immagine più forte che emerge dalla mattinata trascorsa nei luoghi della battaglia con numerose iniziative e riflessioni, curate a turno dal sindaco di Duno, Francesco Paglia, dal presidente della Provincia di Varese, Gunnar Vincenzi, da Giorgio Piccolo, sindaco di Cuveglio, da Ester Maria De Tomasi, presidente Anpi provinciale e dal cerimoniere Guido Calori.

Durante la commemorazione, il segretario nazionale ANPI, Carlo Ghezzi, ha poi sottolineato la differenza che passa tra le pretese di forzare la storia e i dati statistici inconfutabili che dimostrano come l’Italia, grazie alla lotta partigiana, “Riuscì ad ottenere dalla potenze vincitrici un trattamento di favore che si tradusse nella partecipazione di De Gasperi al tavolo delle trattative di pace di Parigi, su un piano paritario”.

Passaggi fondamentali per comprendere la necessità odierna di opporsi a quelle che la nota ANPI definisce “Nefaste ideologie all’orizzonte, che paludate da un falso giustizialismo, si insinuano subdolamente tra la gente e potrebbero preludere a pesanti limitazioni della libertà di opinione come è recentemente avvenuto in alcuni paesi dell’est europeo. Occorre pertanto vigilare perché questo pericolo possa essere scongiurato. Le discriminazioni a cui si vorrebbero sottoporre gli stranieri che fuggono dalle guerre e da un’immeritata povertà, di cui anche noi siamo responsabili, non lasciano ben sperare”, conclude il professor Rossi.

Terminati i momenti istituzionali, la compagnia teatrale Duse ha offerto ai presenti una rievocazione della vicenda bellica del San Martino, suscitando un sentimento di profonda commozione, al quale si aggiunge la rinnovata promessa di continuare a tramandare il ricordo, soprattutto per coinvolgere attivamente le nuove generazioni.

Il riferimento ai giovani è inevitabile, soprattutto se si considerano i rischi sul lato opposto del silenzio, dove i nemici della democrazia trovano terreno fertile per costruire la loro rivoluzione. Il messaggio finale, utilizzato dall’ANPI Luino per riassumere le speranze in vista del futuro, si collega ad una riflessione dell’intellettuale tedesco Bertold Brecht, e suona come un monito sulla posizione assunta all’interno del dibattito storico: “Eppure sappiamo, anche l’odio verso la bassezza distorce i tratti del viso. Anche l’ira per le ingiustizie rende la voce rauca. Ah, noi volevamo preparare il terreno per la gentilezza, noi non potevamo essere gentili. Ma voi, quando sarà venuto il momento in cui l’uomo sarà amico dell’uomo, ricordate noi con indulgenza”.

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