19 maggio 2017

Un anno dalla scomparsa di Marco Pannella, autore di grande battaglie politiche per i diritti

Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita.

ANSA/ANGELO CARCONI

(biografieonline.it) Un anno dalla scomparsa di Marco Pannella, autore di grande battaglie politiche per i diritti. Leader dei radicali italiani per quasi quarant’anni, varie volte deputato al Parlamento europeo e a quello italiano, Marco Pannella è nato il 2 maggio 1930 a Teramo; il suo nome di battesimo è Giacinto Pannella. Laureatosi in giurisprudenza a soli vent’anni è poi diventato giornalista professionista. Naturalmente, però, è da tutti ricordato come il fondatore, Segretario e Presidente del Partito radicale e della Lista Pannella, nonché cofondatore del Partito radicale transnazionale. Il tracciato politico lo vede, a vent’anni, incaricato nazionale universitario del Partito liberale; a ventidue, Presidente dell’UGI (Unione Goliardica Italiana, associazione delle forze laiche studentesche), a ventitré, Presidente dell’Unione nazionale degli studenti universitari (UNURI). Nel 1955 è tra i fondatori del Partito radicale, un raggruppamento che si fregiava del motto “un partito nuovo per una politica nuova“, assieme ad un prestigioso gruppo di intellettuali e di politici democratici, liberali e socialisti (fra i quali è doveroso ricordare Valiani, Calogero, Scalfari).

Marco Pannella e il Partito Radicale. Il Partito radicale inizia le sue attività nel 1956: Marco Pannella vi si impegna subito a fondo. Con questa formazione affronterà la sfortunata campagna elettorale condotta nel 1958 assieme ai repubblicani. Nel 1959, su “Paese Sera”, propone l’alleanza di tutte le sinistre e l’ipotesi di un governo che comprenda anche il PCI. Nel 1960 è corrispondente de “Il Giorno” da Parigi, dove intreccia attivi rapporti con la resistenza algerina; ma quando il partito radicale, travolto dalle divisioni interne e soprattutto dall’avvento del centro-sinistra, entra in crisi e rischia il definitivo scioglimento, torna a raccogliere, assieme a pochi amici e aderenti alla corrente di “sinistra radicale”, la difficile eredità e nel 1963 assume la segreteria del Partito radicale. Nel 1965 inizia la campagna divorzista, una battaglia che sembrava persa in partenza ma che, proprio grazie all’assidua opera di sensibilizzazione radicale, ha visto trionfare i “sì”, a dispetto delle quiete certezze dell’allora partito della Democrazia Cristiana (di evidente ispirazione cattolica). Intanto sviluppa una intenso dialogo con Aldo Capitini sul significato e le forme della nonviolenza, per il rinnovamento della politica non solo in Italia. L’anno dopo viene arrestato a Sofia, dove si è recato per protesta contro l’invasione della Cecoslovacchia. Quello è anche l’anno del primo grande digiuno gandhiano, condotto assieme a numerosi altri militanti nonviolenti.

Gli anni ’70 e ’80. Nel 1973 Marco Pannella fonda e dirige il quotidiano “Liberazione”, che uscirà dall’8 settembre 1973 al 28 marzo 1974. Il Pr avvia la campagna sull’aborto e per la liberalizzazione delle droghe leggere. Nel 1976 viene eletto per la prima volta alla Camera (sarà rieletto nel 1979, nel 1983 e nel 1987) e poco dopo scoppia il caso Moro, l’evento traumatico della politica italiana. Fra garantisti e “linea dura” con i terroristi, Pannella sceglie la prima posizione, affiancato in questo dallo scrittore siciliano Leonardo Sciascia al quale, per le elezioni del 1979, Pannella personalmente offre la candidatura alla Camera e al Parlamento europeo. Lo scrittore accetta. I radicali ottengono il 3,4% e venti eletti nei due rami del Parlamento, mentre tre sono i seggi conquistati al Parlamento europeo. Sciascia e Pannella vengono eletti sia a Montecitorio che a Strasburgo. Intanto, viene anche approvata la legge 194 sull’aborto, subito contrastata da varie organizzazioni di stampo cattolico che propongono addirittura un referendum abrogativo. Anche in questo caso, come per il divorzio, la lotta fra i due fronti è dura e spesso aspra ma, il 17 Maggio del 1981, il 67,9% degli italiani vota per il “No” all’abrogazione. Frattanto, in quegli anni esplode un altro caso significativo che porterà, indirettamente, i radicali ala ribalta, ossia l’arresto ingiustificato ed arbitrario del presentatore televisivo Enzo Tortora, vittima di uno scambio di persona. Una vicenda che vedrà i Radicali assai critici nei confronti dell’operato della magistratura, accusata di incompetenza e superficialità, e che porteranno Tortora a diventare eurodeputato radicale nel 1984.

Gli anni ’90 e successivi. Nel 1992 Pannella si presenta alle elezioni politiche con la “Lista Pannella”: ottiene l’1,2% dei voti e 7 deputati. In Settembre, appoggia la manovra economica del governo di Giuliano Amato. Alle elezioni politiche del 1994 si schiera con il Polo di Silvio Berlusconi. Nel 1999 è stato rieletto parlamentare europeo, con la Lista Bonino. La lunga carriera di questo instancabile uomo politico contempla una lista interminabile di incarichi. Già Presidente della XIII circoscrizione del Comune di Roma (Ostia), già consigliere comunale a Trieste, Catania, Napoli, Teramo, Roma e L’Aquila. Già consigliere regionale del Lazio e dell’Abruzzo è stato Deputato alla Camera del Parlamento italiano dal 1976 al 1992. E’ stato a lungo Parlamentare europeo; parte della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione; della Commissione per gli affari esteri, i diritti dell’uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa; della Delegazione per le relazioni con Israele; dell’Assemblea Parlamentare paritetica della convenzione fra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e l’Unione europea (ACP-UE).

Dopo infinite battaglie e scioperi della fame intrapresi, malato da tempo, Marco Pannella è morto all’età di 86 anni il 19 maggio 2016 a Roma.

Argomenti:
"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"