18 maggio 2017

Usa, spunta audio shock: “Trump pagato da Putin”

“Penso che Putin paghi Trump”: una frase shock pronunciata nel giugno 2016, in piena campagna elettorale, dal leader della maggioranza repubblicana alla Camera Kevin McCarthy, secondo quanto riporta il Washington Post. Un’affermazione fatta durante una conversazione a Capitol Hill con alcuni parlamentari repubblicani e di cui esisterebbe una registrazione ascoltata e verificata dal quotidiano della capitale.

(AP Photo/Pablo Martinez Monsivais)

Usa, spunta audio shock: “Trump pagato da Putin”. Avevano riso in molti quando, durante una riunione a porte chiuse tra i leader dei repubblicani lo scorso giugno, Kevin McCarhty, il numero due della Camera, disse che secondo lui Donald Trump era sul libro paga di Vladimir Putin. Probabilmente una battuta, magari “riuscita male”, come si giustifica ora il deputato, ma ora la rivelazione di quella conversazione – che scherzo o non scherzo lo Speaker Paul Ryan aveva voluto che rimanesse segreta – rischia di far salire ulteriormente la tensione, già messa a dura prova, nel partito repubblicano che assiste attonito agli sviluppi del Russiagate.

La trascrizione ottenuta dal Washington Post di quella conversazione infatti dimostra che già a giugno – subito dopo che era stato rivelato che i russi avevano cercato di lanciare un attacco hacker contro il comitato nazionale democratico – i repubblicani parlavano delle relazioni con la Russia di quello, anche contro la loro volontà, era diventato il loro candidato. E che i sondaggi davano destinato a sconfitta sicura. “Ci sono due persone che credo siano pagate da Putin: Rohrabacher e Trump”, disse il 15 giugno scorso McCarthy, riferendosi a Dana Rohrabacher, deputato spesso schierato a difesa della Russia, e all’allora candidato.

A questo punto molti si erano messi a ridere, ma Ryan evidentemente si era accorto che la battuta poteva essere pericolosa e aveva tagliato corto. “Questo è off the record, nessuna fuga di notizie, va bene?”, ha detto lo Speaker che poi ha aggiunto, rivolgendo un secco monito: “E’ da questo che vediamo che siamo una famiglia, quello che si dice in famiglia rimane in famiglia”. Dopo che il Post ha pubblicato questa trascrizione, McCarthy si è affrettato non solo ad assicurare ai giornalisti che stava scherzando e “nessuno ha creduto che fosse vero”, ma anche ha dovuto chiarire la cosa con Rohrabacher, notevolmente risentito. “Bisogna stare attenti quando si fanno le battute”, ha affermato.

“La più grande caccia alle streghe contro un politico nella storia americana!. E’ il tweet del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul ‘Russiagate’, l’inchiesta sui legami tra la sua campagna elettorale e i funzionari russi. Le osservazioni arrivano ore dopo che il Dipartimento di Giustizia ha nominato l’ex direttore dell’Fbi Robert Mueller come ‘procuratore speciale’ per coordinare le indagini. “Con tutti gli atti illegali che hanno avuto luogo nella campagna di Clinton e nell’amministrazione Obama, non è mai stato nominato un procuratore speciale”, ha twittato Trump. (ADNKRONOS)