18 maggio 2017

Maturità, proposta per una nuova sperimentazione: diploma in quattro anni

(ADNKRONOS – di Federica Mochi) Finire la scuola superiore in quattro anni anziché cinque. Dopo qualche tentativo avviato con fatica in passato, il ministero dell’Istruzione ha dato il via libera a una bozza di decreto che permetterà a 100 classi prime degli istituti scolastici del secondo ciclo (istituti tecnici e professionali, ma anche statali, licei e scuole paritarie) di sperimentare il nuovo progetto.

(maturita.scuolazoo.it)

Maturità, proposta per una nuova sperimentazione: diploma in quattro anni. Il provvedimento ha ricevuto l’approvazione da parte del Cspi, il Consiglio superiore della pubblica istruzione, che ha tuttavia registrato delle osservazioni. “Adesso dobbiamo valutare e vedere quali sono le osservazioni del Cspi – fanno sapere da viale Trastevere – e poi rivedere il decreto per effettuare eventuale modifiche e quindi rinviarlo al ministro”.

A ogni modo, se verranno rispettati i tempi dell’iter amministrativo, già per l’anno scolastico 2018-2019 gli studenti italiani potranno accedere alle classi e completare il ciclo di studi nel 2022 in soli 4 anni. Così facendo, i ragazzi che testeranno la novità avranno la possibilità di mettere in tasca il diploma a 18 anni, come del resto avviene già in molti Paesi europei, compresi Inghilterra e Germania. Una misura non di poco conto, che potrebbe aiutare ad arginare il fenomeno dell’abbandono scolastico che spesso si verifica proprio al quarto anno.

A presidiare sulla sperimentazione ci sarà il ministero, che attraverso i suoi ispettori si assicurerà di vigilare sul regolare svolgimento del progetto. La bozza di decreto prevede che per partecipare alla sperimentazione le scuole interessate dovranno mettere a punto un progetto che abbia come caratteristica principale l’innovazione didattica, e che l’attivazione potrà essere richiesta per classi composte da 25-30 alunni. “Si tratta di una sperimentazione di carattere innovativo – spiega all’Adnkronos il dirigente tecnico del Miur Daniela Marrocchi – che segue altre sperimentazioni già effettuate in passato e che stavolta verrà effettuata su larga scala”.

Il progetto mira inoltre a rafforzare l’alternanza scuola-lavoro, già prevista dalla legge, e a valorizzare le tecnologie digitali. Quanto ai programmi scolastici, viale Trastevere assicura che saranno gli stessi previsti per il quinquennio attuale e che se necessario le classi sperimentali potranno rafforzare l’orario settimanale e rivedere il calendario delle lezioni.

Nessun rischio, infine, per eventuali ripercussioni sul corpo docente o sull’offerta formativa. E’ improbabile che l’abbreviazione di un anno del percorso di studi determini tagli al numero di insegnanti o cambiamenti dell’esame di Stato, che rimarrà identico a quello attualmente previsto per il tradizionale quinquennio.”E’ appena stata pubblicata la delega sulle valutazioni sull’esame di Stato – conclude Marrocchi – che subirà dei cambiamenti, quindi anche le classi quadriennali saranno coordinate in base a questo”.