21 aprile 2017

Luino, “Su AlpTransit domandare è politicamente corretto. Esigiamo risposte”

Le sedute della Commissione Territorio continuano a dare spunti di riflessioni sul tema AlpTransit e sul futuro urbanistico di Luino tra progetti, costi, opere di compensazione, sicurezza, decisioni istituzionali e rapporti tra enti. Sono molte le perplessità evidenziate da Diego Intraina, membro del Tavolo Tecnico predisposto dal comune per incentivare il dialogo e le soluzioni sull’argomento. Ecco il testo inviato in redazione.

Luino, “Su AlpTransit domandare è politicamente corretto. Esigiamo risposte”. Nella seduta della Commissione Territorio del comune di Luino, riunitasi mercoledì 19 aprile, è successo di tutto. Questa volta tra i presenti ai lavori della Commissione, oltre ai rappresentanti del comune, c’erano anche i rappresentanti della Regione Lombardia e delle Ferrovie (RFI). Dato che non è possibile fare una sintesi breve ho pensato di esporre le discussioni per tema utilizzando la retorica delle domande.

Dov’è finito il ruolo di “difesa locale” dell’Amministrazione? Questa domanda può sembrare strana e contraddittoria visto il diverso atteggiamento mantenuto dalle parti nelle due fasi di discussione della Commissione Territorio: in presenza dei rappresentanti esterni nella prima fase dove si è discusso sulle opere di compensazione, senza rappresentanti (perché lasciati rientrare nella lontano Milano circa alle ore 20.30), quando si è discusso di sicurezza. Nella prima fase della riunione sembrava che l’amministrazione e RFI fossero un solo soggetto e il ruolo di difesa fosse garantito dalle sole opposizioni. L’amministrazione di fronte alle dichiarazioni che hanno sostenuto la difficoltà del superamento degli attuali stanziamenti finanziari e dunque l’inevitabile restrizione delle opere di compensazione non ha battuto ciglio, anzi, sembrava ormai disposta, sentendo le dichiarazione del sindaco, ad affiancare con propri finanziamenti le opere. I funzionari, pragmaticamente, hanno più volte sostenuto la “povertà” dell’investimento finanziario e la preoccupazione oggettiva di riuscire a reperire altri soldi. Condizione che evidentemente andrebbe a creare seri problemi di completamento definitivo delle opere. Pertanto, non potendosi sbilanciare, qualora non bastassero i finanziamenti e non si riuscisse a reperirne ulteriori fondi, hanno lasciato nel dubbio il finanziamento della rotonda di via XXV Aprile che per evidenti ragioni rimarrebbe a carico delle casse comunali.

Ma come mai due mesi prima di iniziare il cantiere non si conoscono i reali costi delle opere? Più volte nel dibattito è stata motivata la difficoltà di computare i costi generali delle opere perché, sino ad oggi, l’amministrazione non è stata in grado di consegnare le globali richieste e i relativi progetti agli ingegneri di RFI. Ne è un esempio l’intuizione tardiva del sottopasso ciclo-pedonale dell’attuale passaggio a livello che solo da mercoledì il sindaco ritiene strategica per la fluidità lenta della città. Effettivamente se guardiamo il PGT (vedere disegno allegato) oltre ai disegni di rotonde e di assi stradali, a parere di molti inutili, manca proprio quella che già nel 2014 era di probabile priorità: il collegamento via XXV Aprile-ospedale nell’area ex Visnova. Il congelamento dello studio delle aree centrali ha però fatto sonnecchiare l’intuizione del bisogno urgente del sottopasso. L’amministrazione si è preoccupata di questo problema e delle conseguenti relazioni viarie solo pochi mesi fa (perché stressata dalla Stampa e dal Tavolo Tecnico), trovandosi disarmata di fronte all’urgenza di RFI. Una cosa però andrebbe fatta da subito, meglio sarebbe stato martedì: migliorare il testo della convenzione dove si dovrebbe richiedere a chiare lettere e senza possibili malintesi che tutte le opere necessarie per la chiusura del passaggio a livello (progettazione, espropri, adeguamenti delle infrastrutture e i costi di realizzazione, ecc.) devono essere interamente finanziati senza utilizzare soldi provenienti dalle casse comunali, indipendentemente dallo stato finanziario dei lavori. Evidentemente la rotonda dovrà essere finanziata e progettata per soddisfare una sensibilità estetica che vada oltre all’esigenza funzionale. L’unica cosa su cui si potrà discutere sarà la presenza di una “fontana” o di una “scultura” posizionata nella rotonda, che solo in questo caso potrebbe richiedere finanziamenti da prelevare dalle casse dell’amministrazione comunale.

Le evidenti perplessità sulla manutenzione ordinaria della rete ferroviaria sono tutte sotto controllo? A quanto pare sì. Il delegato di RFI sostiene che l’Italia è una tra le prime nazioni al mondo in termini di sicurezza e, a detta sua, meglio sicuramente della vicina Svizzera. Sulla normativa, di difficile interpretazione, nulla da dire, ma appena ci guardiamo intorno risulta difficile rimanere sereni. Guardando le infrastrutture, ponti, stazioni, cavi penzolanti, alberi in equilibrio dinamico, ecc., osservandoli dal punto di vista della manutenzione e della sicurezza (vandalismi), in troppi casi non si può che rimanere perplessi per il loro abbandono e la loro incuria. Se questa è l’immagine che dovrebbe rafforzare il sentimento di fiducia e di serenità è legittimo avere qualche dubbio su quanto affermato da RFI. Basta passare il valico per capire che siamo in un altro mondo della manutenzione ordinaria. Anche su queste considerazioni (sconsiderate) di RFI non c’è stato nessun intervento da parte dell’amministrazione, ma solo da parte della minoranza molto spesso interrotta dal sindaco.

Come gestiamo il problema delle vibrazioni che stanno causando parecchi problemi alle costruzioni nelle vicinanze della ferrovia? Da parte di RFI sembra non esistere il problema, anzi facendo dell’inappropriato umorismo, è stato detto che alcuni sopraluoghi fatti abbiano rilevato inesistente il problema. Probabilmente dobbiamo aspettarci di peggio prima di vederli intervenire. Nonostante l’opposizione abbia fatto notare l’urgenza del problema, il sindaco ha espresso il suo parere dicendo che questo è un argomento che si potrà affrontare in altri momenti. Quali ci chiediamo? E chi pagherà le riparazioni?

Come mai non si è mai coinvolta la popolazione su queste tematiche e problematiche? Il sindaco ha annunciato che verranno fatte subito dopo l’incontro con il Prefetto. Incontri che serviranno per comunicare le decisioni prese e solo così si potrà evitare dannosi picchi di stress alla popolazione. Decisione strana quella della comunicazione su dei problemi di salute, di sicurezza e, perché no, anche di soluzioni urbanistiche. Non ci pare che il sindaco non abbia pescato soluzioni nel mondo dell’informazione online, poteva fare altrettanto e forse meglio, discutendo serenamente in assemblea con l’intera popolazione, che si sarebbe sentita finalmente partecipe del proprio destino di cittadinanza.

Andremo dal Prefetto con lo stesso spirito? No, il testo ha un altro spirito, più combattivo e meno rinunciatario. L’elenco delle richieste è corposo e onesto politicamente, solo una cosa sembra mancare: chi paga l’educazione della popolazione imposta da un carico di rischio maggiore provocato da RFI? Chi pagherà il sistema d’allarme in caso d’incidente chimico necessario per avvisare in tempi brevissimi la popolazione interessata? Anche sulla risoluzione di questi problemi, che sono sempre legati alla sicurezza, RFI dovrebbe interessarsi proponendo allo Stato una strategia; in Svizzera la Confederazione ha pensato a questa criticità utilizzando un sistema a segnali acustici, evitando così di cadere nella logica discriminante delle APP.

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