20 aprile 2017

Caso Del Grande, la Ue sostiene l’Italia. “Ferma richiesta per il rilascio immediato di Gabriele”

Gabriele Del Grande è un giornalista e documentarista italiano che dallo scorso 10 aprile si trova in un carcere della Turchia, dopo essere stato fermato dalla polizia ad Hatay, provincia sud-orientale al confine con la Siria. Il 15 aprile il ministero degli Interni aveva fatto sapere che del Grande stava bene e martedì 18 aprile, per la prima volta dopo nove giorni, lo stesso Del Grande ha potuto fare una telefonata. Ora Del Grande dice che si trova a Mugla, sulle coste della Turchia, e che inizierà uno sciopero della fame. Ecco la situazione attuale.

(Foto © Giornalistitalia)

Caso Del Grande, la Ue sostiene l’Italia. “Ferma richiesta per il rilascio immediato di Gabriele”. Sul caso di Gabriele Del Grande, “ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello stato membro. L’Ue, in questo particolare caso, si è attivata per sostenere l’azione dell’ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l’azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche”. Lo ha detto Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per la politica estera a Pechino. “Questo sta già accadendo in modo discreto ma spero produttivo”. “Ho ribadito la nostra ferma richiesta per il rilascio immediato di Gabriele Del Grande nel corso di una telefonata con il collega turco” Mevlut Cavusoglu. Lo ha detto il ministro degli Esteri Angelino Alfano rispondendo ad una domanda sulla vicenda e aggiungendo di aver ricevuto il “massimo impegno” dal governo turco sul fatto che “le procedure verranno concluse al più presto”.

“Il lavoro che facciamo e che stiamo facendo è di sostenere il lavoro delle autorità italiane rispetto alle autorità turche e accompagnarlo sia localmente che anche a Bruxelles”, aggiunge Mogherini, a Pechino per il Settimo Dialogo Strategico Ue-Cina, in merito alla vicenda che coinvolge il giornalista Gabriele Del Grande, trattenuto in Turchia in un centro di detenzione amministrativa a Mugla. La Turchia, ha osservato nel corso della sessione di domande e risposta seguita all’intervento alla Tsinghua University sul tema ‘Europa e Asia: costruire un ordine globale cooperativo’, “è un importante partner dell’Ue, è un link economico, di gente, di università e di intellettuali. E’ una connessione emotiva, ma la Turchia sta andando verso un periodo complicato. C’è stato un referendum costituzionale che ha dato un Paese diviso”. La Turchia, a tale scopo, “deve riunificare la società. Parleremo nel meeting dei ministri degli Esteri della prossima settimana le prossime fasi della nostra relazione”, conclude Mogherini.

Compagna: “Arrestato solo perchè filmava i profughi”. “Abbiamo girato insieme il video che ha lanciato il crowdfunding per Un partigiano mi disse, il suo nuovo progetto che ha avuto oltre 1340 sostenitori/donatori: Gabriele voleva incontrare siriani fuggiti in Turchia”. Lo afferma a Repubblica, Alexandra D’Onofrio, compagna di Daniele Del Grande. “Lui – spiega – va zaino in spalla e chiacchiera, passa ore a parlare con le persone nella loro lingua senza mediatori, in maniera spontanea. Non va alla ricerca dello scoop, ma di quanto ci può fare riflettere. Abbiamo lavorato insieme quando i giornalisti potevano entrare nei Cie, Gabriele scriveva articoli e inchieste. Poi dal 2011 li hanno chiusi e abbiamo deciso di documentare quello che c’era intorno”. “Quando è andato in Siria la prima volta, nel 2011 – continua -, ero in apprensione. Ma da quando abbiamo bambini, era poco interessato ad andare al fronte. Ed ora era lì al confine turco per ricostruire in un libro la memoria di quella guerra: come sono nate le prima proteste, come è stata la fuga dalla Siria… Lui si fida di me, mi avrebbe detto la verità altrimenti. Non aveva alcuna intenzione di passare il confine con la Siria”.

L’iniziativa di Amnesty International #iostocongabriele. Sabato 22 aprile a Palermo, alla vigilia della XXXII Assemblea generale di Amnesty International Italia, si tiene un’iniziativa in favore di Gabriele Del Grande, lo scrittore e documentarista italiano detenuto in Turchia dal 9 aprile. A partire dalle 16  ai Cantieri culturali della Zisa, ad aggiornare sulla situazione di Del Grande e sulle iniziative in corso per sollecitarne il rilascio saranno Alessio Genovese, reporter che ha collaborato in diverse occasioni con Del Grande, e Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Seguirà la proiezione del documentario “Io sto con la sposa”, realizzato nel 2014 da Antonio Augugliaro, Khaled Soliman Al Nassiry e dallo stesso Del Grande. L’iniziativa si svolgerà durante la seconda giornata di “Diritti in cantiere”, una serie di conferenze, laboratori e spettacoli sui diritti umani organizzata da Amnesty International Italia alla vigilia della sua XXXII Assemblea generale. (ANSA)